Talmùd Intelligence spa ordine Mondiale

è semplice: TUTTI I FINTI CITTADINI SIRIANI TROVATI, GLI JIHADISTI? INTERNAZIONALE ISLAMICA? DEVONO ESSERE FUCILATI: POI SPAREMO IN TESTA AD ERDOGAN E SALMAN CHE LI HANNO MANDATI!! L'agenzia governativa Sana cita una fonte del ministero degli Esteri secondo la quale "la Siria accetta la cessazione delle ostilità" a condizione di potere "proseguire gli sforzi militari anti-terrorismo contro l'Isis, il Fronte al Nusra e le altre organizzazioni terroristiche ad essi legate e legate ad Al Qaida, in linea con la dichiarazione russo-americana".

dalla fondazione della criminale SpA Rothschild della BANCA di INGHILTERRA (ct: 1600 dC ) alto tradimento, il disastro che il sistema massonico Talmud Kabbalah hanno fatto contro la semantica, e contro il concetto di virtù, è qualcosa di compatibile con la "BIBBIA di SATANA!" ] [ Riflette in proposito lo scrittore Meir Shalev: questa legge e l’affermarsi dell’oltranzismo dei coloni sono “l’espressione più aggressiva e militante di un filone ideologico che può essere fatto risalire, per l’appunto, al revisionismo sionista di Jabotinsky: un mix di messianesimo e di ultranazionalismo, dove il centro è Eretz Israel (la sacra Terra d’Israele) ] come scrittore Meir Shalev LUI PUò PARAGONARE LE CONQUISTE OCCIDENTALI, DI CUI GLI EBREI SONO STATI ARTEFICI DI CIVILTà EBRAICO-CRISTIANA, associato tutto così, in modo assurdo, alla ESPERIENZA DELLA LEGA ARABA? [ e ciò che conta, sopra ogni altra cosa, è la legge della Torah e non quella dello Stato ] NO! LA TORAH è PER LA COSCIENZA RELIGIOSA della morale INDIVIDUALE, MENTRE, L'ETICA è PER LO STATO LAICO, ANCHE IN UNA TEoCRAZIA POLITICA: che, non porta in se la vulnerabilità del relativismo. ] [[ ovviamente: QUESTE CALUNNIE NON POSSONO ESSERE DIMOSTRATE! anche perché, noi non stiamo facendo una società teocratica, sulla rappresentazione, schizofrenica, di certi rabbini, che non spingono l'interruttore della luce, in giorno di sabato! ]] [ Ora, la destra ha operato la quadratura del cerchio: la Torah che si fa Stato. Ciò che dovrebbe destare allarme è l’arroganza culturale di questa destra, la sua idea che deve esistere comunque e sempre un ‘nemico’, o comunque un altro da sé, contro cui esercitare la forza, militare o politica” ]] mi DISPIACE CHE, IDEOLOGIE COMUNISTICHE, RELATIVISTE, EdONISTICHE, PORNOCRATICHE, ANARCHICHE, NON AVENDO UN PROGETTO CULTURALE ALTERNATIVO (perché è nella loro genetica maligna, il non poter avere un progetto culturale), LORO POSSANO SOLTANTO VOMITARE CALUNNIE, IN MALA FEDE, non supportate da fatti concreti, quindi, loro agitano soltanto fantasmi, di un futuro di civiltà, e diritti umani, che, loro non possono nemmeno immaginare, dato che, oggi i ricchi hanno tutto, e i poveri di fatto non hanno niente: perché, i poveri non hanno le potenzialità per far rispettare i propri diritti, che, si, sono soltanto sulla carta per loro: perché, oggi lo Stato è uno stato SpA massonico ed usurocratico: l'aguzzino dei cittadini!
lorenzoAllah Mahdì Palestina

Livni è un IGNORANTE, CHE, LEI NON SA QUELLO CHE DICE! SIONISTA, VIENE DA SION CHE è GERUSALEMME, E GERUSALEMME è IL TRONO DEL RE DAVIDE, ED è IL TRONO DEL SUO DIO JHWH! QUINDI, SENZA TEOCRAZIA NON PUò ESISTERE IL SIONISMO! Nelle elezioni di primavera, afferma Livni, “dovremo scegliere se Israele vuole essere uno Stato sionista, o uno Stato estremista” LE SUE CALUNNIE NON TROVANO UN RISCONTRO POLITICO, IN QUELLO CHE, è STATA LA AMMINISTRAZIONE ATTUALE DI ISRAELE SOTTO IL GOVERNO Netanyahu, PERCHé, SE LE SUE CALUNNIE FOSSERO VERE? LEI NON SI POTREBBE NEANCHE LAMENTARE, E NEANCHE POTREBBERO ESISTERE I DIRITTI CIVILI, E NEANCHE POTREBBE ESISTERE UNA OPPOSIZIONE!! Le elezioni anticipate, insiste la leader del partito centrista Hatnua, serviranno a rimpiazzare un governo fatto di “estremismo, volontà di provocazione e paranoia”. Un governo, aggiunge Livni, che non sa combattere il terrorismo sostenendo al tempo stesso “sionismo e libertà”. Netanyahu mette “parti di Israele l’una contro l’altra”. NO, LORO SONO I PERDENTI, DI UNO SCONTRO POLITICO, E SI DEDICANO ALLA CALUNNIA: perché non hanno un progetto culturale alternativo, infatti, LORO SONO IL RELATIVISMO E NON POSSONO AVERE UN IMPIaNTO culturale AL DI FUORI delle menzogne DARWIN GENDER CHE PORTAno tutte a SODOMA!
lorenzoAllah Mahdì Palestina

+Moshe Cohen ] [ Zahava Gal On, la presidente del Meretz (sinistra sionista). LUI NON CREDE A QUELLO CHE DICE, PERCHé, IN QUESTO MOMENTO, LUI STA FACENDO UNA CAMPAGNA ELETTORARE ED ATTrAVERSO, IL TERRORISMO PSICOLOGICO LUI VUOLE CATTURARE GLI ELETTORI! [Eretz Israel o Medinat Israel] Certo, Netanyahu sa che a sinistra non ha rivali all’altezza e che il centro è diviso non tanto sui programmi quanto sulla leadership. Ma questi calcoli appartengono alla dimensione tattica della politica. In questo caso lo scontro investe come mai in passato la sfera dell’ideologia, del senso di sé, della “missione” di un popolo. “A questa destra fanatica e irresponsabile [( NO, SOLTANTO L'ISLAM SHARIA, è DOGMATICO RELIGIOSO, SENZA DIRITTI UMANI, UN GENOCIDIO NAZISTA LEGALIZZATO DA ONU, CONTRO, TUTTI I POPOLI DEL MONDO)] non basta aver creato un regime di apartheid nei Territori occupati (IN NESSUNA PARTE DEL MONDO, GLI ISLAMICI SALAFITI WAHHABITI POSSONO VIVERE PACIFICAMENTE CON QUALCUNO), ora ha deciso di spingersi, se era possibile, oltre, con una proposta di legge [( IL REGNO DI ISRAELE SONO IO: lorenzoJHWH, a Netanyahu non sarebbe venuto in testa questa proposta di legge, se lui non leggeva i miei articoli )] che rappresenta un vero e proprio crimine contro la democrazia israeliana [(NO IO SONO LO STATO LAICO SU FONDAMENTO TEOCRATICO, PERCHé NESSUNA AUTORITà POLITICA PUò ESSERE LEGITTIMA SE NON è TEOCRATICA: infatti, NEL RELATIVISMO di SpA FMI, gli USURAI FARISEI CRAPULANO! )]. Siamo al fanatismo che si fa Stato”, dice Zahava Gal On, la presidente del Meretz (sinistra sionista).
lorenzoAllah Mahdì Palestina

+Moshe Cohen https://www.youtube.com/channel/UC-WtSqU4DPnCpyDxVRXWFJw +Moshe Cohen ] ho scritto circa 50 articoli ogni giorno, anche di domenica, in questi ultimi 7anni, ed, io ho sempre detto la verità, perché, questa è una mia esperienza di fede: nel Regno di Dio che coincide con il regno di Israele, tutto attraverso, una visione, unicamente politica, laica razionale della: 1. legge naturale e della 2. legge universale, e politica! lorenzoJHWH è il messia ebreo; lorenzoALLAH è il Mahdì; humanumGENUS è una entità metafisica di strutture razionale agnostica; Unius REI è il governatore universale di tutti i popoli del pianeta! non esiste conflitto o contraddizione tra queste figure politiche, e tra nessuno dei miei articoli, per questo io sono un politico del Regno di Dio, quindi anche la mia parola è legge!
 I wrote about 50 articles each day, even on Sundays, in the last 7 years, and I've always told the truth, because this is my experience of faith: the Kingdom of God, which coincides with the kingdom of Israel, all through , a vision, only political, rational secular of: 1. natural law, and 2. universal law, and politics universal! lorenzojhwh is the jew messiah; lorenzoALLAH is the Mahdi; humanumgenus is a metaphysical entity of rational structures agnostic; Unius REI is the universal Governor of all peoples of the planet! there is no conflict or contradiction between these political figures, and among any of my articles, so I'm a politician of the Kingdom of God, so also my word is law!
lorenzoAllah Mahdì Palestina

+Moshe Cohen ] [ KINGDOM UNIVERSAL REI in ISRAEL1 mese fa google ha chiuso questo bellissimo canale perché in opposizione a youtube non consente più canali youtube nello stesso account, eppure blogger concente più blog nello stesso account! Questo account è stato chiuso a causa di continue violazioni delle norme di Google. https://www.youtube.com/channel/UC72EiuEagyzKc5VZdmFsKag

BOIA DI UN COGLIONE BOIA di Abd al-Fattah al-Sisi, SHARIA NAZISTA Presidente dell'Egitto, è per gli stessi tuoi delitti islamici, che noi abbiamo condannato i fratelli musulmani! MA QUESTA è LA VERITà: TU HAI RICOPERTO I LORO DELITTI ISLAMICI ALLA PERFEZIONE.
ShalomGerusalemme

come quel vigliacco traditore di ISRAELE, VENDUTO BOIA Abd al-Fattah al-Sisi, Presidente dell'Egitto, è andato in Arabia SAUDITA a vendere alla macelleria il suo popolo! How romance across Egypt’s religious divide forces women and Christians to pay a high price: Feb. 22, 2016, A street in a neighbouhood of Tamia, Egypt, where the tragic 'romance' took place World Watch Monitor. Not for the first time in Egypt, a romance between a Muslim divorcee and a Copt eventually ended in tragedy late last year, when the woman, who had 'converted' to Christianity, was killed by members of her family. Many parts of the story seem inexplicable: how a romance between a Muslim woman and a Christian man could end in marriage in a country where Sharia makes this legally impossible; and how a mother could pay with her life for being with a Christian, while her killers remain at large. There appears to be a pattern of collective punishment, favouring the strong against the weak. It’s a sectarian twist to a notoriously familiar ‘honour-killing’ scenario plaguing many Islamic cultures. It all began in 2013, when a romance started between Marwa Mohamed, 26, and her Coptic neighbour, Karim Eid, 27, in the town of Tamia, 87 km southwest of Cairo. The Muslim mother of two (Sahar, eight, and Omar, six), used to frequent a nearby Christian jeweller’s shop where Eid was working. “The frequent visits by Marwa to meet Karim at the shop gave reason for Karim’s employer to dismiss him,” explained George Fahmi, a relative of Eid and a resident of their home town of Tamia. “During the summer of 2013, the couple made it secretly out of Tamia to Alexandria [280 km away].” Marwa’s desperate family tried unsuccessfully to locate her. Their attempts included storming the local St. George church and the priest’s home, according to Fahmi. Unable to bear the shame of his daughter’s elopement with a Christian, Marwa’s father, together with her mother and siblings, left Tamia for Cairo, where he earned a meagre living as a concierge. During this time, according to Fahmi, Mohamed converted to Christianity (a 'conversion' not backed by official papers), and lived with Eid in Alexandria for nearly 30 months, during which time she became pregnant and they had the baby aborted.
‘Honour’ killing with religion twist. On 6 November last year, Eid took Marwa back to see his family in Tamia. Sahar, Marwa’s daughter from her previous husband is said to have spotted her mother. Eid might have thought Marwa’s now quite changed appearance, with Western clothes and without a headscarf, would mask her identity. Word spread quickly, and as male guardians of the family’s honour – in absence of her father in Cairo – Marwa’s cousins took it upon themselves to storm Eid’s home, where they assaulted his mother and forcibly took Marwa away to her parents in the capital. Eid was not in at the time. Another uncomfortable fact is that Eid then escaped for his life. For, following constant taunting by the community, the incensed relatives retrieved Marwa from her parents’ Cairo home back to Tamia, where she was killed.
“Marwa stayed in hiding with us for 10 days until her uncle and his two sons found her in my house,” recalled Ahmed Mohamed, Marwa’s father. “They took us all back to Tamia, where they abused us. Early on Wednesday, 18 November, they killed her in front of me, and her mother and sister.” Marwa stayed in hiding with us for 10 days until her uncle and his two sons found her.. Early on Wednesday, 18 November, they killed her in front of me, and her mother and sister. Marwa’s younger sister was made to slit her older sister throat, “as a way to deter her from following in her footsteps”, Egyptian media quoted sources as saying. Another version of the story said, however, that Marwa was strangled. After the body was dumped near a cemetery, Marwa’s parents reported her uncle and their nephews to the police for murdering their daughter. But these men are still at large and no charges have been filed against them. (Egyptian courts are known to look with leniency upon perpetrators of ‘honour’ killings, especially when a convert is involved.)
Community ‘justice’
A conciliatory meeting was convened between the Muslim woman’s clan and Eid’s family. In the presence of the local priest and under the auspices of high-ranking security officials, “it was agreed that the Christian family would sell their homes and leave the town for good, and never set foot therein”, sources told Egyptian media. Ten days were given for Eid’s immediate family to relocate from their hometown, in order to “avert a sectarian incident”.
“Whenever one party is a Christian, such extrajudicial measures are resorted to,” said human rights activist Adel Shafiq. “Christian families are forced to relocate. The weaker side bears the brunt.” Read more: Egypt -- A timeline of ‘forced relocations’ of Copts. “In scores of incidents, Christian properties were attacked. Often Copts, related to the incident merely by religious association, have been victimised. Offenders are seldom brought to justice,” added Mina Milad, a lawyer and member of the Egyptian Union of Human Rights Organisation.
“When the romance is the other way round, i.e. a Christian woman converting to Islam for the sake of a Muslim lover, or to escape family pressures, the state deals with it very differently. In this case, the conversion is made legal and paperwork is expedited, even in cases of underage girls,” journalist Nader Shokri wrote on the website, Copts United. Apparently ISIS is a mentality which puts the knife to the neck of this country While these issues are not new, one Muslim journalist bemoaned the trend. “Apparently ISIS is a mentality which puts the knife to the neck of this country,” said Ali Aweiss, suggesting many ordinary Muslims might think or behave in ways not so different from the jihadist movement whose theologically-justified atrocities have made headlines around the world.“Two lines into the heart-wrenching story of Marwa, one reads right next to it, ‘German family openly convert to Islam’… with a picture showing a man, his wife and two children, mother and daughter clad almost totally in black,” added Aweiss, writing for the Egyptian news site, Misr Times.
“I wonder, would this [German] family be equally hunted down by their relatives and their whole community back home for having departed from their religion of birth?”
KINGDOM UNIVERSAL REI in ISRAEL

NON appena metto in ordine i miei blogspot? se Dio vuole? io esco da internet! ] [ COSì dimostriamo: ai cadaveri cancerogeni; di quei superstiziosi: sodomiti, evoluzionisti islamici: Darwin GEnder sharia culto talmud: JabullOn è Allah Akbar, e ai loro sacerdoti di satana Bush Rothschild BILDENBERG: che sono nella "teschio con le ossa" a fare sempre le cose sporche e ripugnanti: con la MERKEL Anticristo, tutta la MAFIA SPA BANCHE CENTRALI, come il mio potere politico universale non dipende da internet, o dai siti! [ NON appena metto in ordine i miei blogspot? se Dio vuole esco da internet!

Moshe Cohen https://www.youtube.com/channel/UC-WtSqU4DPnCpyDxVRXWFJw
You are a messianic Jew? Why?
ShalomGerusalemme
+Moshe Cohen NO. I'm the only jew messiah of the history of mankind because I will also gather in Saudi Arabia all Jews in the world!

SE poi, noi dobbiamo riconoscere giuridicamente la LEGA ARABA sharia senza reciprocità, poi, noi dobbiamo dichiarare che il genocidio è uno strumento legittimo per il diritto internazionale!

è MOLTO GRAVE CHE LA TURCHIA, DOPO AVERE INVASO DI TERRORISTI LA SIRIA E L'IRAQ, PER ESSERE STATA LA RESPONSABILE POLITICA DI OGNI GENOCIDIO E PULIZIA ETNICA REALIZZATO IN QUESTE NAZIONI ORA PRETENDE, IN QUESTE NAZIONI, DI ENTRARE CON L'ESERCITO E DI BOMBARDARE CHI VUOLE. I TURCHI DEVONO ESSERE RESPINTI, LA SOVRANITà DI QUESTE NAZIONI DEVE ESSERE RISPETTATA! ho sentito questa notizia al TG, e come Europa possa pensare di associarsi ai delitti nazisti della TuRchia questo è qualcosa che mette i brividi! MA LA MINACCIA TURCA DEVE ESSERE AFFRONTATA ADEGUATAMENTE!
ShalomGerusalemme

IO SONO UN SIONISTA BIBLICO ORGOGLIOSO! 1. PERCHé ESSERE SIONISTA è L'UNICA POSSIBILITà PER NON PORTARE A SATANA SPA FMI NWO, TUTTO IL GENERE UMANO! E 2. PERCHé, OGNI POPOLO DEVE AVERE LA SUA PATRIA: ECCO PERCHé, LA LEGA ARABA NON ESISTE, PERCHé LA LEGA ARABA COME UN PARASSITA ASSASSINO SERIALE, SI è INNESTATA CON IL SUO NAZISMO SHARIA, SUL GENOCIDIO che ha fatto a spese di tutti i POPOLI PRECEDENTI! Tre israeliani sono stati accoltellati a Raanana, una cittadina a nord di Tel Aviv. Lo dice la polizia secondo cui l'aggressore, un palestinese, è stato catturato. Delle vittime una sarebbe in gravi condizioni.
ERDOGAN TAKFIR SALMAN ] voi non avete le palle atomiche, per venire in Siria e Iraq, ed io credo che, io vi dovrò attendere inutilmente, perché voi siete due codardi!
ShalomGerusalemme

la LEGA ARABA A GUIDA SALAFITA SAUDITA WAHHABITA, prima di essere messi sotto inchiesta: DA QUALCUNO DI NOME UNIUS REI, per il loro NAZISMO SHARIA, LORO HANNO DECISO di GIOCARE DI ANTICIPO, ED HANNO DECISO COSì DI SCATENARE LA TERZA GUERRA MONDIALE PREVENTIVA: PER ROVINARE TUTTI I POPOLI DEL MONDO! Pavel Krasheninnikov, un parlamentare della Duma, ha mandato un messaggio forte e chiaro all'Arabia Saudita: "Qualunque operazione militare di terra in Siria senza il consenso di Damasco, sarà considerata una dichiarazione di guerra". Ma a fare veramente paura sono le parole del primo ministro russo, Dmitry Medvedev, al giornale tedesco Handelsblatt, commentando le esercitazioni programmate dall'Arabia Saudita: "tutte le parti devono obbligarsi a sedere al tavolo dei negoziati, invece discatenare un'altra guerra sulla Terra. Qualunque tipo di operazioni di terra — è una regola — porta ad una guerra permanente. Guardate cosa è successo in Afghanistan e in molte altre zone. E non sto nemmeno a parlarvi della povera Libia. Gli americani e i nostri partner arabi devono pensarci bene: vogliono davvero una guerra permanente? Pensano sul serio che potrebbero vincerla rapidamente? È impossibile, specialmente nel mondo arabo, dove tutti combattono contro tutti": http://it.sputniknews.com/mondo/20160222/2149294/putin-terza-guerra-mondiale-arabia-saudita-invasione-in-siria.html#ixzz40vei6FVp
ShalomGerusalemme

questa dichiarazione di Al-Assiri afferma che, Assad ha pagato: la galassia sunnita, ed ISIS per ucciderlo! Mentre tutti sappiamo quello che Erdogan ha fatto e sta facendo per tutti loro! QUALCUNO MI DEVE SPIEGARE COME POTREBBE, mai PIù ESISTERE UNA QUESTIONE MORALE all'interno della NATO ADESSO: SU QUESTA MENZOGNERA E PLATEATE AFFERMAZIONE criminale? Quindi ora, adesso: TERMINA LA VERGOGNOSA ESPERIENZA DI QUESTI SATANISTI FARISEI MASSONI Bildenber Spa FED, FMI PER SEMPRE! Al-Assiri ha anche aggiunto che se l'Iran vuole unirsi alla coalizione per combattere l'Isis, deve prima "smettere di finanziare i terroristi in Iraq, nello Yemen e in Siria" (ma ci sono prove governative che a finanziare l'Isis siano stati proprio gli alleati USA come l'Arabia Saudita): http://it.sputniknews.com/mondo/20160222/2149294/putin-terza-guerra-mondiale-arabia-saudita-invasione-in-siria.html#ixzz40vd8TA7B
ShalomGerusalemme

22.02.2016. Putin non ci sta alla aggressione Sunnita di Siria e IRAQ. ed è pronto ad usare missili a testata termo nucleare. quindi, La guerra in Siria potrebbe presto degenerare nella terza guerra mondiale. Le grandi potenze, questa volta, stanno seriamente scaldando i motori: l’Arabia Saudita e i suoi alleati stanno per invadere la Siria. Scatenando un conflitto di portata inimmaginabile: http://it.sputniknews.com/mondo/20160222/2149294/putin-terza-guerra-mondiale-arabia-saudita-invasione-in-siria.html#ixzz40vcTl8ll
ShalomGerusalemme

REALLY? ALLORA, TU OBAMA SARAI IL VERO RESPONSABILE PER OGNI VIOLAZIONE DELLA SOVRANITà SIRIANA ED IRACHENA! Usa e Russia hanno annunciato in una dichiarazione congiunta di aver raggiunto un accordo per proporre un cessate il fuoco in Siria a partire dalla mezzanotte di sabato 27 febbraio, ora di Damasco. La tregua esclude gli attacchi all'Isis, a Jabhat al-Nusra, l'affiliata locale di Al Qaida, e ad "altre organizzazioni terroristiche designate dal Consiglio di sicurezza dell'Onu". Inoltre, Usa e Russia prevedono di condividere informazioni sul rispetto del cessate il fuoco.
ShalomGerusalemme

AL-SISSI TU SEI un vigliacco BASTARDO, un TRADITORE: tu sei degno del tuo falso profeta! Egitto sharia si è trasformato in un incubo nazista, una minaccia mortale per ISRAELE! ISLAMICI SONO DIVENTATI UNA MINACCIA PER IL GENERE UMANO! http://www.ladige.it/news/mondo/2016/02/14/egitto-poliziotto-assolto-luccisione-shaimaa
Video Shows Police Shot Shaimaa al-Sabbagh. ISLAMICI SHARIA MANIACI RELIGIOSI SONO FAZIOSI E NON POSSONO AMMINISTRARE LA GIUSTIZIA. Egitto, poliziotto assolto. per l'uccisione di Shaimaa Dom, 14/02/2016 - Mentre si cercala verità sulla barbara uccisione del ricercatore universitario italiano Giulio Regeni, torturato e ucciso in Egitto, arriva la notizia dell'annullamento della condanna a 15 anni di reclusione inflitta a un agente di polizia riconosciuto colpevole della morte di Shaimaa El-Sabbagh, l'attivista di sinistra del partito socialista uccisa l'anno scorso durante un pacifico corte al Cairo e divenuta un'icona della repressione delle manifestazioni in Egitto. La sentenza è stata annullata dalla Corte di Cassazione che ha ordinato un nuovo processo presso un altro tribunale. L'agente, Yassin Mohamed Hatem Salah Eddine, condannato nel giugno scorso, ha presentato ricorso vincendolo nel secondo grado di giudizio dell'ordinamento egiziano (la Cassazione).
Sabbagh, 32 anni, madre di un bimbo, dirigente locale del Partito dell'alleanza popolare socialista, secondo l'autorità di medicina legale era morta per proiettili di gomma sparati da otto metri di distanza che l'avevano raggiunta alla schiena procurandole un'emorragia interna, lesioni cardiache e polmonari. I colpi erano stati esplosi per disperdere un piccolo corteo formatosi nel centro del Cairo alla vigilia del 25 gennaio, l'anniversario della caduta del regime di Hosni Mubarak. L'immagine della ragazza sanguinante fra le braccia di un compagno che la sorregge stringendola alla vita era divenuta virale sui media l'anno scorso.
Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi aveva mostrato di aver preso a cuore il caso di Sabbagh: "E' una figlia dell'Egitto e tutti i figli dell'Egitto sono miei figli", disse Sisi formulando le proprie "condoglianze alla sua famiglia e a tutti gli egiziani che soffrono per la sua morte". La sua morte aveva messo in evidenza che la draconiana legge egiziana che limita il diritto a manifestare non colpisce solo i Fratelli musulmani dichiarati terroristi ma di fatto anche altre formazioni legittime. http://www.ladige.it/sites/www.ladige.it/files/styles/798x457/public/Shaimaa-al-Sabbagh2.jpg?itok=z1SzYbtO
ShalomGerusalemme

TURCHIA E LEGA ARABA, SE FARANNO QUESTA AGGRESSIONE: DI TRUPPE IN SIRIA, LORO PERDERANNO LA PROTEZIONE DELLA NATO, CIRCA RITORSIONI E BOMBARDAMENTI SUL LORO TERRITORIO! ED è UNA VERGOGNA PER L'EGITTO, DI PARTECIPARE ALLA AGGRESSIONE CONTRO LA RUSSIA, DOPO CHE ERDOGAN HA CERCATO DI FAR SCOPPIARE LA GUERRA CIVILE UTILIZZANDO I FRATELLI MUSULMANI! ECCO PERCHé L'ITALIANO Giulio Regeni è STATO UCCISO DAI SAUDITI!
ShalomGerusalemme

DUBITO CHE CI SIA UN SOLO COGLIONE, IN TUTTO IL MONDO CHE POSSA RITENERE: LEALE SINCERA E CREDIBILE UNA QUALCHE PROPOSTA CHE PROVENDA DAI SACERDOTI DI SATANA DELLA CIA! è PREFERIBILE LA CATTIVERIA ALLA IPOCRISIA! Accordo tra USA e Russia sul cessate il fuoco in Siria. 22.02.2016 (Dalla bozza dell'accordo, in base al quale in Siria la tregua entrerà in vigore il 27 febbraio, sono state escluse le azioni militari contro i terroristi del Daesh e di Al-Nusra. La Russia e gli Stati Uniti hanno firmato un accordo in base al quale il cessate il fuoco in Siria entrerà in vigore il 27 febbraio, segnala l'agenzia "Reuters" riferendosi a fonti diplomatiche occidentali. Gli interlocutori dell'agenzia hanno confermato che nell'intesa raggiunta sono state escluse le azioni militari contro i terroristi del Daesh e di Al-Nusra: http://it.sputniknews.com/mondo/20160222/2150574/Nusra-Daesh-Terrorismo-Opposizione-Assad.html#ixzz40vNRm8R9
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NELL'OPERA DI DEMOLIZIONE DELLA SIRIA, E DI GENOCIDIO DEL POPOLO SIRIANO I TERRORISTI GALASSIA JIHADISTA HANNO FALLITO, ED ECCO PERCHé, SI RENDE INDISPENSABILE, UN ATTACCO DI TERRA DA DUE FRONTI, I VIGLIACCHI, INONDERANNO CON DIVISIONI CORAZZATE, CONTEMPORANEAMENTE, SIA DALLA TURCHIA CHE DALLA ARABIA SAUDITA! SE ESISTE ANCORA, UN MONDO CIVILIZZATO, FATTO DI SATANISTI CANNIBALI FARISEI MASSONI D'ALEMA BILDENBERG, DELLA CIA E DELLA NATO? LORO DOVREBBERO IMPEDIRE TUTTO QUESTO! “La Turchia di fatto è in stato di guerra”, 22.02.2016 Con le sue azioni Ankara rafforza la sua immagine di "piantagrane" tra la comunità internazionale e dimostra la sua incapacità di instaurare una collaborazione costruttiva e di essere una pedina importante sulla scena mondiale, scrive l'editorialista del giornale turco “Hurriyet” Nuray Mert. La Turchia si trova di fatto in uno stato di guerra, anche se ancora ufficialmente dichiarata. I falchi militari che sostengono il governo hanno già ha cominciato a celebrare la "nuova guerra di indipendenza" nel nome della "vendetta per l'esautorazione dei turchi dalla leadership del mondo musulmano", scrive l'editorialista di "Hurriyet" Nuray Mert. La guerra per procura della Turchia è cominciata con il conflitto in Siria, ma solo recentemente ha preso essenzialmente la forma di un confronto militare a tutti gli effetti. Fin dall'inizio del conflitto i membri della cosiddetta opposizione siriana erano autorizzati a passare attraverso il territorio della Turchia. Da poco alcuni cittadini siriani hanno iniziato a ritornare in Siria per combattere tra le fila dell'opposizione. Inoltre le autorità turche hanno dichiarato ufficialmente di bombardare nel territorio siriano le unità curde che sono alleate dell'Occidente nella lotta contro i terroristi del Daesh. Come cittadini non sappiamo se ci troviamo o meno in stato di guerra: il nostro governo fa parte della coalizione contro il Daesh insieme ai suoi alleati occidentali? Ma allora gli amici curdi dei nostri alleati sono nostri nemici? Per dirla breve, siamo in un limbo," — scrive l'editorialista. Il conflitto con i curdi ha rafforzato negli occhi degli alleati della Turchia l'immagine di "piantagrane" che sta facendo di tutto per complicare la situazione e impedire la lotta contro il Daesh, si afferma nell'articolo. Tutte le azioni delle autorità turche dimostrano l'incapacità di essere un alleato affidabile e minare l'immagine di Ankara come attore serio sulla scena internazionale. Sembra che conduca "troppe guerre contro troppi nemici," riassume Nuray Mert: http://it.sputniknews.com/mondo/20160222/2151338/Curdi-Daesh-Islam-Erdogan-Siria-Terrorismo.html#ixzz40vLIA2lL
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LA MERKEL PRAVY SECTOR HITLER BILDENBERG REGIME MASSONICO SPA ROTHSCHILD BCE FED CIA: HANNO ORDINATO ALLA UCRAINA DI INIZIARE LE OPERAZIONI MILITARI CONTRO LE POPOLAZIONI INNOCENTI DEL DONBASS: LA TREGUA è SALTATA! Donbass, attacco forze di sicurezza ucraine a posto di blocco: 3 filorussi DNR uccisi, 22.02.2016, Le forze di ricognizione della DNR continuano a registrare scontri a fuoco tra i battaglioni paramilitari e le forze di sicurezza di Kiev, ha riferito il vice comandante delle milizie DNR Eduard Basurin. Le forze di sicurezza ucraine hanno cercato di penetrare nel territorio dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk: sono rimasti uccisi 3 filorussi, ha riferito ai giornalisti oggi il vice comandante delle milizie DNR Eduard Basurin. "Le unità di sabotatori e di intelligence delle forze armate ucraine continuano a condurre attività terroristiche sul territorio della nostra Repubblica. In condizione di superiorità numerica hanno attaccato un punto d'osservazione dell'esercito DNR. Sono morti 3 dei nostri soldati", — ha detto Eduard Basurin. Ha aggiunto che le forze di ricognizione DNR continuano a registrare scontri a fuoco. "In una sparatoria nei pressi dell'ospedale del centro Granitnoye c'è stata una sparatoria tra l'esercito e i battaglioni paramilitari: 5 vittime e 7 soldati feriti sono stati portati all'ospedale di Mariupol", : http://it.sputniknews.com/mondo/20160222/2151173/Donetsk-Basurin-Ucraina.html#ixzz40vK0S62v
ShalomGerusalemme

c'è un PATTO SEGRETO DELLA CIA, PER SOSTENERE economicamente la UCRAINA, SOTTO costrizione e RICATTO di portare una continua aggressione al DONBASS! e la UCRAINA è ECONOMICAMENTE COSTRETTA A CEDERE AL RICATTO DELLA CIA! ] [ Svenska Dagbladet: Occidente stufo del caos in Ucraina, 22.02.2016, Se l'Ucraina non inizierà a combattere seriamente contro la corruzione, rischia di rimanere senza i soldi e gli aiuti dell'Occidente, la cui fiducia potrebbe presto svanire completamente, scrive il giornale svedese.
I leader occidentali sostenitori dell'Ucraina sono oramai esausti del caos che regna a Kiev, scrive "Svenska Dagbladet". Il Paese non reclama nuove iniezioni di liquidità, mentre il Fondo Monetario Internazionale, infelice di come si sta evolvendo la situazione, ha minacciato di bloccare la prossima tranche di prestiti a Kiev. Allo stesso tempo l'economia ucraina è sull'orlo del baratro. "Senza una decisa lotta contro la corruzione che esiste a vari livelli della società, la credibilità dell'Unione Europea potrebbe presto svanire completamente", — si legge nell'articolo. La scorsa settimana il presidente ucraino Petr Poroshenko aveva chiesto un "azzeramento completo" del governo. Il giornale svedese ha osservato che questo è il secondo caso della storia post-sovietica ucraina in cui il presidente cerca di sbarazzarsi del governo che è salito al potere dopo le proteste. Nel 2005 l'Ucraina si era trovata nella stessa situazione, in balia dello scontro tra il presidente Viktor Yushchenko e il primo ministro Yulia Tymoshenko, che aveva portato ad un aumento della corruzione nel Paese: http://it.sputniknews.com/politica/20160222/2150905/UE-Corruzione-Crisi-FMI.html#ixzz40vIyPi1z
ShalomGerusalemme

cordone sanitario della NATO contro, il confine Turco, per arginare la invasione islamica dei profughi! Berlino alza la voce: difesa delle frontiere con la Turchia obiettivo primario della UE: http://it.sputniknews.com/politica/20160222/2150750/Germania-Profughi-Immigrazione-Schengen.html#ixzz40vILoPyH
ShalomGerusalemme

i satanisti Farisei Massoni Darwin GENDER, e i loro complici takfiri Erdogan e Salman: dopo avere dissanguato Siria e Iraq, attraverso, il terrorismo islamico: si metteranno IL PRESERVATIVO ELMETTO IN TESTA, E prenderanno queste due nazioni DILANIATE da loro, stritolandole, su due fronti, con una guerra lampo! IRAN DEVE SCENDERE IN IRAQ IMMEDIATAMENTE CON LE SUE DIVISIONI CORAZZATE! Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sta preparando l'invasione della Siria e le sue dichiarazioni sul diritto di combattere il terrorismo all'estero non sono altro che un tentativo di giustificare l'opzione militare, ha affermato il vice presidente della commissione Difesa e Sicurezza del Consiglio della Federazione (camera alta del Parlamento russo) Franz Klintsevich. Erdogan ha dichiarato di avere il diritto di colpire i terroristi del Daesh e le forze curde dell'Unione Democratica in Turchia e all'estero, ha segnalato l'agenzia "Anadolu". Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha già esortato la Turchia a fermare gli attacchi contro le milizie curde nel nord della Siria. "Le affermazioni di Erdogan sul diritto del suo Paese di combattere il terrorismo all'estero non sono solo parole, ma fanno parte di una massiccia campagna mediatica aggressiva contro la Siria, sono un tentativo di presentare la possibile invasione turca di questo Paese come un atto di ritorsione. Dalla storia sappiamo che l'aggressione è quasi sempre preceduta dalla cosiddetta giustificazione ideologica", — ha detto ai giornalisti: http://it.sputniknews.com/politica/20160222/2150406/Turchia-Curdi-Daesh.html#ixzz40v3gLlmj
ShalomGerusalemme

IN QUESTI 5 ANNI DI AGGRESSIONE DELLA SIRIA, QUANDO I LORO JIHADISTI MACELLAVANO TUTTO E TUTTI .. OK ANDAVA BENE! MA, COME ASSAD GRAZIE AI RUSSI HA RIPRESO IL CONTROLLO DELLA SUA NAZIONE, ECCO CHE ADESSO PER SOsTENERE I LORO TERRORISTI DEVONO FARE L'ATTACCO DI TERRA! QUESTA SITUAZIONE è COSì CRIMINALE, VILE E INAMISSIBILE, CHE NON MERITA ULTERIORI COMMENTI! “Erdogan sta cercando giustificazioni per l'invasione della Siria”. 22.02.2016 La Turchia sta conducendo un attacco mediatico su larga scala contro la Siria, cercando di immaginare una possibile invasione come azione di ritorsione, ritiene il senatore russo Franz Klintsevich: http://it.sputniknews.com/politica/20160222/2150406/Turchia-Curdi-Daesh.html#ixzz40upABCwc
Arabia Saudita pronta a inviare le forze speciali in Siria.
I giochi pericolosi di Erdogan in Siria
Siria, Erdogan: Non fermeremo gli attacchi contro le postazioni curde
L'operazione di Putin in Siria è il peggior incubo di Erdogan
The Independent: Erdogan è imprevedibile e può invadere la Siria
Conflitto Iran-Arabia Saudita, Erdogan giustifica le condanne a morte di Riyadh
http://it.sputniknews.com/politica/20160222/2150406/Turchia-Curdi-Daesh.html#ixzz40up3weZ4 22 Febbraio 2016
Assad accusa, coalizione di 80 Paesi a sostegno dei terroristi in Siria: http://it.sputniknews.com/#ixzz40uoqtTCs
Assad: rischio invasione Siria di Turchia e Arabia Saudita, ma resisteremo
L’Arabia Saudita non riesaminerà la decisione sull’operazione terrestre in Siria: http://it.sputniknews.com/mondo/20160222/2149294/putin-terza-guerra-mondiale-arabia-saudita-invasione-in-siria.html#ixzz40uoc456w
ShalomGerusalemme

PUTIN DICHIARA,GIUSTAMENTE, che fermerà, con ogni mezzo, anche con tecnologie militari atomico nucleari tattiche, la invasione di terra della SIRiA, da parte della LEGA ARABA! ma, la necesità della guerra, che diventerà mondiale, è per mettere a tacere: sotto terra i correntisti, perché il FMI SPA FED BCE, sta collassando: ] [ In realtà, sebbene possa apparire cinico e amaro, quello che sta accadendo potrebbe essere un diversivo per distrarre l'opinione pubblica dalla crisi economica. Le banche europee stanno fallendo a causa dei debiti. Deutsche Bank ha perso il 5o% del suo valore, di cui almeno il 40% dall'inizio dell'anno. Se Deutsche Bank fallisce, i 50 mila miliardi di titoli derivati che si porta dietro, venti volte il Pil della Germania, travolgeranno a catena le altre banche. Negli Usa, le banche "too big to fail" sono a rischio, perchè dopo i salvataggi governativi del 2008 hanno continuato a fare quello che facevano. E ora sono ancora più indebitate. Quindi una guerra nucleare leggermente depotenziata potrebbe certamente rappresentare una strategia diversiva per contenere la reazione dei risparmiatori al dissolversi dei loro conti correnti: http://it.sputniknews.com/mondo/20160222/2149294/putin-terza-guerra-mondiale-arabia-saudita-invasione-in-siria.html#ixzz40unMvocP
ShalomGerusalemme

ISLAM è UNA ISTIGAZIONE A DELINQUERE ED è UNA LEGALIZZAZIONE DEL PECCATO SESSUALE ESTREMO! poi, quando, Ummah MECCA CABA sharia, con 4 mogli, lui quella la bestia di Maometto ha fatto 40 figli, lui prende il mitra, fa lo sterminio, di un paio di famiglie di schiavi dhimmi cristiani, e così, Maometto ha sistemato il problema dei suoi figli: con la benedizione della sua Moschea Madrassa IMAM Obama GENDER Darwin.
ShalomGerusalemme

in realtà: i farisei massoni Cabalisti ENTITà SpA FMI NWO, loro con i loro filmini pornografici, hanno fatto un ottimo lavoro per la galassia sharia, terrorismo jihadista ummah MECCA CABA, perché, per un maniaco sessuale è buono avere 4 mogli che lavorano per te, e che te lo succhiano tutto il giorno: anche!
ShalomGerusalemme

tecnicamente, tra un mese, il genere umano potrebbe già essere estinto, scomparso definitivamente, da questo pianeta, ed io credo che, sia utile anche per le troie di satana: come la MERKEL, come anche per voi, di incominciare a dire la verità! poiché i MORTI NON HANNO PAURA di poter ESSERE UCCISI!
ShalomGerusalemme

quando, ai livelli di associazioni corporazioni, di uomini noi parliamo di "ENTITà"? noi stiamo indicando sempre qualcosa di demoniaco! Per VELTRONI Enlightened SPA SISTEMA MASSONICO: il Nuovo Ordine mondiale è la più grande ENTITà, poi abbiamo la ENTITà PALESTINESE, e poi, abbiamo la ENTITà SIONISTA!
ShalomGerusalemme

poiché, 1. C'è UN SOLO CORANO, 2. c'è una sola UMMAH; e c'è 3. una sola sharia, e poi, 4. c'è una sola MECCA CABA: poi tutta la LEGA ARABA è una sola truffa ed un solo delitto! COME, allora, POTREBBE ESSERE REALE legale legittimo uno STATO dei PALESTINESI?

[20] @ my YHWH - I do not think that, in the House of #Rothschild, #Spa, #Arab LEague, #NSA, #UN, #IMF, #FED, #ECB, #NWO, #tower of #babel, the #synagogue of Satan, today will one day be happier than others! .. and, the fault is all, of witches voodoo, and, high priests 666, which are incompetent, and incompetent ! ... now, they are downgraded, to do porn actors ! ie, halloween holliwood. lol.

@my YHWH. --- Yes it's true! Satan is the worst, fucking in the ass, that, #Bush, Rothschild, and the #Arab #League could take! if, one is made, a Freemason, Satanist, a Pharisee, Islamist, Communist, and then, is he who ends up on the cross, because of Unius REI ? then, lol. lol . then, lol. where is the fun, for him?, though, that poor wretch, waiting for him, too, the endless torments of hell? lol . Argasidae, Spa, 666, IMF, FED, ECB, #Herman #Van #Rompuy, 322, #Merkel, 666, #Rothschild, #Enlightened, the #Pharisee, #masonic #system, #esoteric #agenda, .... one only adams family shit

è il genocidio dei greci, che è offerto dalla UE MaSSONICA AD ERDOGAN! ] 1/2 [ Unione Europea: con la Turchia e i Saud. Fino all’ultimo greco. 23.02.2016( “Se le frontiere interne si chiudono, se Schengen non è più applicata, questi rifugiati resteranno in Grecia, un paese che ha considerevoli difficoltà economiche … cosa si fa?”. Sembra incredibile, ma è stato Hollande a porre il problema in quel gabbione di cani ringhianti chiamato pomposamente "summit europeo sui migranti" o "Consiglio europeo di capi di stato e di governo". E' arrivato persino a pregare: "Ragioniamo da europei, non rigettiamo su un paese, la Grecia, la responsabilità che è la nostra". Merkel: Europa e Turchia devono rispondere insieme della crisi dei migranti, Responsabilità che è la nostra: par di sognare. Mai Angela Merkel ha pronunciato un'ammissione del genere; ha avuto solo minacce per Grecia, Ungheria, Polonia. Il che fa' intuire quanto poco basterebbe, nella UE, per apparire degli statisti: in confronto a tali nani morali…fra cui non poteva mancare Renzi, che ha posto all'Ungheria l'aut aut: "O accettate i migranti o noi vi bloccheremo i fondi", tanto per imitare in bassezza i tedeschi. E per cosa? Per stare al servizio della Merkel, che pensa solo a sé, preoccupata solo delle elezioni locali che la aspettano fra qualche settimana; del resto se perde, per lei è già pronto il posto di segretario dell'Onu — premio di consolazione perché ha ben servito, e che è riservato rigorosamente a nullità di paesi insignificanti. Servire la Merkel per ottenere un po' di flessibilità non è un buon investimento. Lei ora ha aggravato — a nome nostro e a nostre spese — il suo accordo già disperato sul contenimento degli emigranti con Erdogan: un Erdogan che si prepara davvero alla guerra con la Siria (con l'appoggio di Obama: "La Turchia ha diritto all'autodifesa", gli ha detto al telefono),  con le armi, i soldi e i missili terra-aria che la Casa saudita ha promesso di dare ai jihadisti: evidentemente per abbattere gli aerei dell'aviazione di Mosca. Il Presidente della Comissione Europea Jean-Claude Juncker
In questo modo, Merkel ha intrecciato in modo sempre più inestricabile i destini d'Europa agli interessi della Turchia e dei Wahabiti, potenze in pieno delirio.
L'Arabia ha la bomba. Attenzione a Casa Saud, se entra in questa guerra: da anni, paranoica per la sua stessa esistenza, la dinastia sta facendo capire che — se dall'Iran sale il fungo di un test nucleare — anche lei può procurarsene quante ne vuole in un attimo. Purtroppo, non è una vanteria. Ryad ha pesantemente finanziato il programma nucleare del Pakistan, che è molto ben fornito contro per equilibrare la potenza nucleare dell'India. E' chiaro che c'è un patto sottinteso, per cui i Saud considerano proprie alcune di queste testate. Dal 2014, terrorizzata dalla riconciliazione in vista tra Teheran e Washington, Casa Saud sembra faccia crescenti pressioni sul Pakistan in questo senso. Fino ad oggi, paradossalmente, la resistenza è venuta dagli alti gradi militari pakistani, esitanti, vista la composizione del loro esercito, a inimicarsi la minoranza sciita; oltre naturalmente la pressione di Washington per la non-proliferazione. Adesso con Obama la superpotenza, in piena deliquescenza della sua leadership, si è schierata (ma tentando di farlo di nascosto) con Erdogan, con l'Isis, dunque con i paranoici Saud.
lorenzoAllah Mahdì Palestina
lorenzoAllah Mahdì Palestina1 ora fa
è il genocidio dei greci, che è offerto dalla UE MaSSONICA AD ERDOGAN! ] 2/2 [ Unione Europea: con la Turchia e i Saud. Fino all’ultimo greco. 23.02.2016( C'è qui una zona d'ombra, dice il sito Strategika, "che resiste ad una analisi razionale. Ma l'influenza dei Saud sul Pakistan è tale, che vari analisti ritengono che l'arma nucleare può essere a disposizione di Ryad in ogni momento". E' per questo che — come ha reso noto il grande giornalista Robert Parry citando una fonte "vicina al presidente Putin" — che i russi hanno avvertito il presidente Erdogan: "Mosca è pronta ad usare armi nucleari tattiche se necessario per salvare le proprie truppe dall'aggressione Turco-Saudita".E' un leale avvertimento ed una dottrina militare legittima in questa nuova situazione, di possibile incontrollata disseminazione delle Bombe in mano a paranoici. Come ha notato William Perry, che è stato ministro del Pentagono (1994-97), il rischio di guerra nucleare oggi è più alto di quanto fosse nell'era sovietica, quando i blocchi atomici erano due soli, e comunicavano tra loro col leggendario telefono rosso per scongiurare incidenti ed errori in extremis.
Secondo Assange abbattuto jet russo Su-24 per le elezioni in Turchia, Oggi, secondo l'ex generale lanciatore di missili nucleari Bruce Blair, l'abbattimento dell'aereo russo da parte dei turchi "ha aperto ad una successione di azzardi e inavvertenze che fanno aumentare la sfiducia tra la Russia e la NATO a guida americana…La storia dimostra che queste reciproche risposte alle crisi, una volta innescate, assumono vita propria. Gli affronti militari si moltiplicano, diventano più decentrati, spontanei ed intensi. Le salvaguardie sono allentate, gli ambienti operativi insoliti causano incidenti ed azioni non autorizzate. Errori di calcolo o di interpretazione, perdita di controllo causano una "nebbia di crisi" da cui facilmente emerge la "nebbia della guerra" (fog of war: la poca leggibilità del campo di operazioni). Tra gli scontri militari di basso livello e la  dimensione nucleare c ‘è un piano inclinato scivoloso. E molto ripido". Forse che la UE contribuisce ad allentare questa pericolosa tensione? Al contrario: in obbedienza a Washington — che deve mostrare ai piccoli baltici e ai polacchi la sua prontezza a difenderli dall'aggressione di Mosca prossima ventura —  lo svedese Stoltenberg moltiplica le minacce, fa' (anche per conto nostro) la faccia feroce, approva senza condizioni l'ammassamento di forze ed armamento NATO ai confini della Russia. In pochi mesi, "le forze NATO e americane a ridosso della Russia sono quadruplicate", ha avvertito Stephen Cohen, già docente di studi russi alla New York University e a Princeton:
"L'ultima volta che la Russia s'è vista sulle sue frontiere un simile accumulo di uomini e mezzi, è stato quando l'hanno invasa i nazisti". Come noto (o dovrebbe essere noto) gli americani — con la scusa di difenderci da un bombardamento atomico iraniano — hanno installato sistemi missilistici a ridosso di quei confini, che hanno l'effetto di accorciare il preavviso di un eventuale attacco atomico della NATO. Un tempo molto più breve di quello concordato con l'URSS durante la guerra fredda, quando i missili balistici intercontinentali davano una mezz'ora di tempo a Mosca. Mosca quindi è stata obbligata "ad accorciare il tempo di lancio rispetto ai tempi della guerra fredda", ha spiegato il già citato Blair: "Oggi, i comandi supremi a Mosca possono scavalcare l'intera catena di comando umana e sparare direttamente, missili in silos e su autocarri situati in Siberia, in soli 20 secondi". In soli venti secondi.Siria, contrattacco forze di Assad: ripreso controllo della strada per Aleppo
E' per questo che nei giorni scorsi Mosca ha fatto pressione su Assad — che ha enunciato la volontà di liberare l'intera Siria — ad aderire alla tregua d'armi che Staffan De Mistura sta cercando di realizzare, per poi arrivare ai negoziati di transizione. L'ambasciatore a Damasco Vitaly Churkin è giunto a distanziarsi pubblicamente dalla dichiarazioni di Assad ("Le ho viste in tv; non corrispondono agli sforzi diplomatici che affronta la Russia"), mentre il viceministro degli esteri Bogdanov con infinita pazienza ha cercato di rabbonire i sauditi e Putin stesso, dopo una lunga telefonata a Salman (il demente senile?) ha annunciato che "entrambi i nostri paesi sono interessati ad una soluzione della crisi siriana".
Tutti sforzi che dimostrano il realismo, la moderazione e la volontà moscovita di evitare quel piano inclinato ripido e scivoloso che va' dalle provocazioni irresponsabili verso il conflitto generale ed atomico di cui parla Blair. Ovviamente Washington  moltiplica le provocazioni irresponsabili (cercando di farlo per mezzo di Erdogan e dei Sauditi); l'Europa dovrebbe essere la potenza stabilizzante e moderante. Invece è in pieno scollamento, sprofondata in una miopia a stupidità, furbizie, ottusi egoismi, un tutti contro tutti pieno di minacce reciproche. La sua incapacità mentale prima che politica è esemplificata dalla situazione in cui lascia la Grecia. Atene è da giorni incendiata da scontri di piazza, le categorie non possono più sopportare gli ulteriori aggravi di tasse e di tagli che impone la Troika per "pagare i debiti" (alla Germania); l'economia è crollata (il Pil ellenico: —1,9 per cento), la gente davvero muore di fame…e Berlino (Bruxelles non trova di meglio che minacciare questo povero paese di chiuderlo fuori da Schengen ossia a tenersi dentro, ospitare e sfamare il milione di profughi che Erdogan gli sta mandando, e che la Germania non vuole più. E' appena da rilevare il livello intellettuale della scelta di Merkel: ad Erdogan 3 miliardi l'anno per dieci anni, ad Atene forse qualche aiutino per i profughi ma forse no, meglio la sua espulsione da Schengen e dall'euro. Persino Le Monde si accorge che la Grecia viene spinta "in tre catastrofi ad un tempo". Oltre la catastrofe finanziaria ed economica indotta dall'austerità dettata da Bruxelles, si profila la catastrofe umanitaria, essa stessa doppia: il paese saccheggiato dai creditori non può insieme alloggiare e nutrire le centinaia di migliaia di profughi che la UE vuole intrappolare dentro i suoi confini, e i cittadini: già Atene non è in grado di attuare la "forma delle pensioni" (leggi: tagli disumani) che gli impongono i creditori internazionali, e per cui le piazze si sono sollevate. Presto i greci meno favoriti rischiano di morire di fame, nella splendida Europa. E la terza crisi che si profila? quella politica: il governo Tsipras non ha che una maggioranza risicatissima, può cadere da un momento all'altro; che poi i greci siano in gado di darsi un altro governo, è meno che probabile. Un vuoto di potere che si trasformerà in marasma da stato fallito.
Ovviamente il nostro nuovo grande alleato, Edogan, ci sta mettendo del suo. La settimana scorsa Tsipras, sull'aereo di Stato, stava recandosi a Teheran (la visita d'affari che tutti i governanti fanno di questi tempi): Ankara gli ha vietato non solo il sorvolo nello spazio aereo turco, ma anche l'atterraggio a Rodi, necessaria per il rifornimento dell'aereo di Tsipras, che è un modesto Embraer fabbricato in Brasile. Ma Rodi non è un'isola greca? Sì, ma Ankara ha sancito che essendo Rodi una zona de-militarizzata, non permetteva che un aereo pilotato da militari greci vi scendesse. L'aereo di Tsipras ha dovuto raggiunger Teheran attraverso l'Egitto e l'Arabia Saudita. Una provocazione insensata, "una misura senza precedenti — secondo il governo greco — con cui la Turchia vuol mostrare le sua egemonia nell'Egeo": http://it.sputniknews.com/politica/20160223/2151989/ue-turchia-assad-merkal-erdogan-siria-migranti.html#ixzz40zrSeEat
lorenzoAllah Mahdì Palestina
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perché la Turchia ISLAMICO NAZISTA SHARIA: DEI TERRORISTI ERDOGAN, sta facendo gravi violazioni territoriali e deliberati atti di bullismo contro la GRECIA? se, non c'è dignità per le Nazioni della UE? questa unione europea di massoni anticristi, sodomiti farisei usurai regime Bildenberg? NON DEVE SOPRAVVIVERE UN ALTRO GIORNO SOLTANTO, ALLA SUA BESTIALITà!
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https://www.youtube.com/watch?v=E7QePDmPHfk BOLDRINI: MIGRANTI SONO AVANGUARDIA DEL NOSTRO FUTURO STILE DI VITA .. Vista Agenzia Televisiva Nazionale https://youtu.be/E7QePDmPHfk Pubblicato il 31 mar 2014
L'intervento del presidente della Camera, Laura Boldrini, alla presentazione del Rapporto 2014 di Italiadecide dedicato al turismo italiano
Alexander Jakhnagiev VISTA Agenzia Televisiva Parlamentare
http://www.agenziavista.it
Twitter: @agenziaVISTA, Vista Agenzia Televisiva Nazionale, originariamente pubblicata sul sito di Maurizio Blondet http://it.sputniknews.com/politica/20160223/2151989/ue-turchia-assad-merkal-erdogan-siria-migranti.html#ixzz40z4Fwv7A
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Repubblica Democratica del Congo: schiava per 15 mesi. In gran parte del continente africano, il fondamentalismo islamico sta aumentando. Tutta la fascia subsahariana, dal Mali ad Occidente, alla Somalia ad Oriente, vede il proliferare di gruppi musulmani armati. Anche in Paesi "insospettabili" come la Repubblica Democratica del Congo, Porte Aperte aiuta la chiesa a superare i traumi e a prepararsi a resistere nella tempesta.
La Repubblica Democratica del Congo non è presente nella WWL (la lista dei 50 Paesi dove la persecuzione è più forte, pubblicata a gennaio scorso da Porte Aperte) eppure le notizie che ci arrivano, riguardo alla situazione dei cristiani, non sono affatto rassicuranti. Nell'estremità orientale del Paese un gruppo islamico molto violento, chiamato "Alleanza delle Forze Democratiche" (ADF), sta tentando di liberare l'area dai cristiani, al fine di creare un base per la diffusione dell'islam in tutta la regione.
La storia di Mado* (nome cambiato per ragioni di sicurezza), una donna di circa venti anni, mostra chiaramente il modo di agire di questo gruppo.
Una domenica di febbraio 2013 Mado, insieme ad alcuni suoi familiari, tornava a casa passando all'esterno della giungla. Lungo il percorso il gruppo ha incontrato due uomini che chiedevano aiuto per alcuni bagagli. Dato che erano disarmati, i cristiani non hanno sospettato alcun pericolo, ma alcuni militanti armati dell'ADF erano nascosti nella boscaglia. Essi sono saltati fuori dai cespugli e hanno preso prigionieri Mado e il resto del gruppo.
Arrivati al nascondiglio dei ribelli, le cose sono andate di male in peggio: "Improvvisamente hanno ucciso mio cognato proprio davanti ai miei occhi. Ho pianto in modo incontrollabile. Uno degli uomini armati si è arrabbiato con me e mi ha colpito con la parte piatta di un machete e poi mi ha bendata... Poco dopo ho sentito mio marito gridare. Uno di loro mi ha tolto la benda per mostrarmi il machete sporco di sangue. Ho capito subito che anche lui era morto".
Per i successivi 15 mesi la vita della giovane donna è stata molto dura. Prima utilizzata come schiava per fare lavori molto pesanti, poi obbligata a convertirsi all'islam e venduta come moglie ad un anziano musulmano. Inoltre, durante la prigionia, ha visto morire il bimbo di cui era incinta al momento del rapimento.
Solo approfittando di un momento di distrazione dei ribelli e dell'incontro con un gruppo di solati dell'esercito, Mado è riuscita a scappare insieme al suo primo figlio.
Oggi Mado è seguita da un gruppo di Porte Aperte per superare i traumi vissuti.
In quella zona Porte Aperte sta inoltre contribuendo al rafforzamento dei credenti con i corsi di preparazione alla persecuzione. Il corso (SSTS – resistere nella tempesta) aiuta le persone a vedere la realtà della sofferenza in una prospettiva biblica.
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Arabia Saudita: cristiani costretti a essere soli, 02-02-2016, Arabia Saudita. E' quasi impossibile essere cristiani in Arabia Saudita, la culla dell'islam. Mentre gli stranieri hanno una certa libertà di organizzare riunioni religiose private, per i sauditi la pressione da parte del governo e dei parenti è quasi assoluta. Eppure Dio opera anche tra i sauditi. Muminah (nome modificato per ragioni di sicurezza), una donna saudita molto devota, 5 anni fa, ha viaggiato con suo marito per andare alla Mecca. Voleva eseguire il pellegrinaggio che tutti i musulmani devono compiere una volta nella vita. Era bramosa di quell'esperienza spirituale che attendeva da molto tempo. Mentre prendeva parte a quello che doveva essere il culmine della sua vita spirituale come musulmana, ebbe però una visione: Gesù le apparve in sogno e la invitò a seguirlo. Per la prima volta nella sua vita, Muminah provò chiaramente la sensazione di essere amata da Dio. L'esperienza la lasciò confusa. Crescendo in Arabia Saudita, nella stretta osservanza dell'islam wahhabita, aveva imparato che tutte le religioni sono false, in particolare aveva imparato a diffidare dall'ebraismo e dal cristianesimo! Inoltre sapeva che l'apertura di chiese è vietata in Arabia Saudita, e la conversione dall'islam è, teoricamente, punibile con la morte per decapitazione. Muminah non conosceva nessun cristiano e sapeva che suo marito reagiva molto male a qualunque osservazione un po' critica sull'islam, quindi ha deciso di serbare in se stessa il suo sogno. Ma l'esperienza fatta era troppo forte e la donna, utilizzando quella poca libertà di cui poteva godere a casa, in assenza del marito, ha cercato su internet notizie su Gesù. Attraverso i social media ha avuto anche la possibilità di dialogare con persone arabe cristiane che vivevano all'estero. Dopo aver scoperto che la Bibbia non era stata contraffatta, cosa che le era stata insegnata per tutta la vita, e aver iniziato a leggerla, Muminah ha iniziato a pregare e un giorno, mentre chattava con un cristiano straniero che non aveva mai incontrato nella vita reale, ha affidato la sua vita a Gesù. Ora riesce a leggere ogni giorno la Bibbia, ma sta sempre attenta ad eliminare ogni traccia dal suo computer perché suo marito si infurierebbe se la scoprisse. Se sapesse che lei è diventata cristiana, penserebbe che è impazzita o che ha subito un sortilegio. Si sentirebbe in diritto di ucciderla lui stesso o di denunciarla alla polizia religiosa e farla giustiziare. Muminah, in 5 anni, non ha mai incontrato di persona un altro cristiano: è costretta a vivere la sua fede da sola!
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En un rato salgo para Iraq. Vamos con la intención de ayudar a las comunidades cristianas que han tenido que huir del llamado Estado Islámico. Aunque te confieso que voy más con la intención de aprender de la fortaleza de su fe que de ayudar ;)
Si tengo ocasión, te iré escribiendo y contando lo que vea, mis impresiones, etc.
Te pido un favor. Como sabrás, logramos que el Parlamento Europeo censure oficialmente el “genocidio cristiano”. Ahora queremos que también lo haga el Comité de Derechos Humanos de la ONU.
http://citizengo.org/es/pr/32603-reconocimiento-y-condena-del-genocidio-cristiano-practicado-por-estado-islamico
Me iré a Ginebra, me llevaré tu firma y se la entregaré a las delegaciones.
La declaración oficial de “genocidio cristiano” es muy importante porque según el derecho internacional obliga a quien la hace a dos cosas:
  Perseguir, juzgar y sancionar a los verdugos, Proteger a las víctimas, en este caso, las minorías cristianas. Ya ha habido declaraciones contundentes sobre el Estado Islámico. Pero lamentablemente hasta ahora no ha sido calificado como “genocida”.
Ahora lo podemos conseguir. Ya somos más de 108.000 los que hemos pedido esta calificación, aunque estoy seguro que podemos y debemos ser muchos más.
http://citizengo.org/es/pr/32603-reconocimiento-y-condena-del-genocidio-cristiano-practicado-por-estado-islamico
Nuestros hermanos cristianas en Iraq, Siria, Egipto, Nigeria, Corea del Norte, India, están sufriendo una persecución inaceptable. Les discriminan, expulsan, torturan, secuestran, violan y matan. ¡Y no pierden su fe! Están hechos de nuestro mismo barro. Pero creen de verdad. Con firmeza y con Esperanza. No podemos seguir mirando para otro lado como si no fuera con nosotros… No podemos. ¡No debemos!
Nuestra obligación es movilizarnos, ayudar en la medida de nuestras posibilidades, exigir a la comunidad internacional pasos firmes.
¿Te imaginas que la ONU condenara de una vez el genocidio cristiano?
http://citizengo.org/es/pr/32603-reconocimiento-y-condena-del-genocidio-cristiano-practicado-por-estado-islamico
Te iré contando. Gracias una vez más por estar ahí, por poder contar contigo.
Un fuerte abrazo,Luis Losada Pescador y todo el equipo de CitizenGO
PD. Por favor, ayúdame a que la ONU censure el “genocidio cristiano”. http://www.citizengo.org/es/pr/32603-reconocimiento-y-condena-del-genocidio-cristiano-practicado-por-estado-islamico
PD2. Te cuento en un video de 17 segundos por qué voy a Iraq: https://www.youtube.com/watch?v=BmNsjYh80nk
PD3. ¿Ya te conté que la ONU recogió nuestra aportación sobre familia? La mayoría de las aportaciones son muy positivas. http://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/Pages/ProtectionFamily.aspx Vamos a ver si nos escuchan. Lo pelearemos también en Ginebra.

PD4. Este martes es el juicio al líder provida mexicano que fue encarcelado por motivos administrativos en plena visita papal. En cuanto tengamos información, la iremos publicando en la campaña. ¿Quieres mostrar tu solidaridad? http://www.citizengo.org/es/33085-liberacion-inmediata-lider-provida
Condenan el genocidio cristiano
Att. Consejo de Derechos Humanos de la ONU en Ginebra
En aplicación de la convención de prevención y castigo del delito de genocidio y del Estatuto de Roma de la Corte Penal Internacional, le pido que reconozca oficial y explícitamente como genocidio los crímenes perpetrados por el Estado Islámico contra el la minoría cristiana y yezidi en Irak.
Es genocidio porque hay una voluntad expresa y deliberada de acabar con los cristianos, su cultura y su patrimonio histórico. Desgraciadamente lo han conseguido: como sabe hoy en Mosul no queda ni un solo cristiano.
Le pido su compromiso oficial y expreso para prevenir estos crímenes y perseguir, juzgar y condenar a los responsables y a sus cómplices donde quiera que estén.
En la reunión del Consejo de Derechos Humanos de este mes de marzo tiene la oportunidad de hacerlo. Le pido que lo haga. Por las minorías perseguidas y la dignidad del Consejo d DDHH.Atentamente,[Tu nombre]
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https://www.youtube.com/watch?v=6PAehaFcTmA&list=TLj3ya-rVycGcyMzAyMjAxNg&index=2
פיגוע דקירה בשער בנימין - Stabbing Attack at Sha'ar Binyamin
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Watch: Terrorist Attack in Supermarket
https://www.youtube.com/watch?v=bAwTFwhTSGM&index=1&list=TLj3ya-rVycGcyMzAyMjAxNg
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https://www.youtube.com/watch?v=fMBsXfNvB5U&list=TLa1Mhf7sTt60yMzAyMjAxNg
Creation Has Answers 2016 Series - Geologic Column: Charlie Moss
Creation Evidence Museum https://youtu.be/fMBsXfNvB5U
Creation Has Answers 2016 Series - Geologic Column: Significance of Layers and Artifacts Creation Evidence Museum 147 visualizzazioni
Creation Has Answers 2016 Series - Geologic Column: The Essence of Evolution Creation Evidence Museum 89 visualizzazioni
Creation Has Answers 2016 Series - Geologic Column: The Big End Creation Evidence Museum 194 visualizzazioni
Creation Has Answers 2016 Series Geologic Column How Did It Form? Creation Evidence Museum 120 visualizzazioni
Creation Has Answers 2016 Series - Geologic Column Assumptions Creation Evidence Museum 123 visualizzazioni
Creation Has Answers 2016 Series: Deterioration of Modern Man Creation Evidence Museum 416 visualizzazioni
Creation Has Answers 2016 Series: Ancient Man and the Moon Creation Evidence Museum 281 visualizzazioni
Creation Has Answers 2016 Series: Caring, Artistic Ancient Man Creation Evidence Museum 241 visualizzazioni
Creation Has Answers 2016 Series Introduction Creation Evidence Museum 213 visualizzazioni
Creation Has Answers 2016 Series: Advanced Ancient Man Creation Evidence Museum 263
https://www.youtube.com/channel/UC6aVC1qguAmXusJrZ--D7hA
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really? ANSA HA DETTO CHE ERA MORTO A LETTO E CHE LE LENZUOLA ERANO SENZA PIEGHE. CPSA PUò PIù ESSERE LA VERITà IN QUESTA NAZIONE DI SATANISTI MASSONI? WASHINGTON DC – Gli uscieri guidano la bara durante la messa funebre per il giudice associato Antonin Scalia nella Basilica del Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione. Scalia, deceduto il 13 febbraio durante una battuta di caccia in Texas, è stato posto venerdì nella Sala Grande della Corte suprema e il suo funerale si è tenuto sabato nella Basilica. Nell’omelia pronunciata dal figlio di Scalia, padre Paul Scalia, è stato detto: “Dio ha benedetto papà, come è ben noto, con l’amore per il suo paese… Sapeva bene quanto importanti fossero i principi fondanti della nostra nazione. E in questo lui ha visto, così come gli stessi padri fondatori, una benedizione… Una benedizione rapidamente persa quando la fede è stata vietata nella piazza pubblica o quando noi stessi ci rifiutiamo di portarla lì… Lui ha capito che non c’era alcun conflitto tra amare Dio e amare il proprio paese, tra la fede e il servizio pubblico”.
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/02/15/usa-cosi-ho-scoperto-cadavere-scalia_abd827da-e154-4c38-89bd-c7bcf3d07717.html
Era molto tranquillo, evidentemente e' scomparso senza alcuna complicazione nel cuore della notte", ha concluso. Il referto del medico legale parla quindi di morte per cause naturali, un attacco cardiaco, e - riferisce il Washington Post - senza che il corpo sia stato prima visto dal giudice e senza che sia stata ordinata un'autopsia.
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FINITELA CON QUESTA DEPLOREVOLE PAGLIACCIATA GLI EUROPEI SONO SOLTANTO DELLE PECORE! ROMA, 23 FEB - La Farnesina ha convocato l'Ambasciatore degli Stati Uniti d'America John Phillips per avere chiarimenti circa le indiscrezioni comparse su alcuni organi di stampa secondo le quali il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi e alcuni suoi stretti collaboratori sarebbero stati sottoposti a intercettazioni telefoniche nel 2011. Lo rende noto un comunicato stampa della Farnesina.
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 Editoriale, Uno scrittore omosessuale agli anti-Family day: “Io conosco il vostro dolore” http://it.aleteia.org/2016/02/04/uno-scrittore-omosessuale-agli-anti-family-day-io-conosco-il-vostro-dolore/
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Gaza tunnels built by jihadi group into Israel, The National Resistance Brigades, the military wing of the Democratic Front for the Liberation of Palestine, has revealed a new tunnel built by its fighters underneath the Gaza-Israel border. A video released by the organization on Sunday presents some of the organization's fighters striding inside the tunnel carrying arms, and shows the improvised rockets the organization possesses. Speaking in the video, the National Resistance Brigades' spokesman, Abu Khaled, claimed that his organization is preparing for the next war with the Israeli enemy. According to Abu Khaled, the tunnel presented in the video was dug by the operatives of the group’s tunnels' unit and will be used by the organization's fighters to commit terror attacks against Israel and kidnap Israeli soldiers in order to swap them for Palestinian prisoners.
Watch Here, The National Resistance Brigades is a secular jihadist group that was founded in 2000, after the beginning of the Second Intifada. Since the group is secular it opposes Hamas' aspiration to impose Sharia law in Gaza. However, the video shows that the group shares Hamas' strategy of using cross-border tunnels as a game-changing weapon. In addition, Abu Khaled's rhetoric, speaking about preparation for a war with Israel, is identical to the rhetoric of Hamas, which named its fighters who died after the collapse of a tunnel "the martyrs of preparation."
Source: Jerusalem Post
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2 gen 2016, Putin svela dei colloqui inediti tra leader tedeschi e sovietici
https://www.youtube.com/watch?v=2fDDUWSs20g PandoraTV
Nel corso di una intervista con i giornalisti della Bild, Vladimir Putin ha svelato alcuni documenti datati 1990 in cui leader politici dell'allora Unione Sovietica e RFT prospettano quello che sarebbe potuto essere il futuro dell'Unione Europea.
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Giulietto Chiesa: "E’ il momento di avere paura. L’Arabia Saudita ha la bomba atomica." https://www.youtube.com/watch?v=JtAA0BMsayc
Pubblicato il 21 feb 2016 https://youtu.be/JtAA0BMsayc
"Adesso sappiamo che l'Arabia Saudita ha la bomba atomica. Gli è stata venduta dal Pakistan, con l'autorizzazione degli USA. E' la follia petrolifera dell'Occidente, che sta creando un mostro. Se non lo fermiamo in tempo ci distruggerà."
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IDF operation nabs massive weapons cache in Arab village (raw), While most Israelis slept, IDF forces were hard at work last night in the hills of Samaria, locating illegal weapons hidden in Palestinian Arab villages. Such raids are mounted on a daily basis, as part of security forces' efforts to stem the tide of terror attacks. During the operation, soldiers seized a number of weapons including M-16 assault rifles, pistols, bullets, magazines, night-vision goggles, binoculars and other military equipment used in the preparation of terror attacks, as well as drugs. Further south, in Judea, IDF forces demolished the homes of two terrorists who murdered five people on the same day.
Watch Here
The overnight demolitions west of Hevron targeted the homes of two men said behind November 19 knife and car-ramming attacks in Israel's commercial capital Tel Aviv and at the Gush Etzion Junction south of Jerusalem. Mohammed al-Harub opened fire at the junction, then rammed his car into a group of pedestrians. Two Israelis and one Palestinian bystander were killed. The same day, Raid Masalmeh stabbed two Israelis to death outside a synagogue in a Tel Aviv office block. It was one of the deadliest days for Israelis since a wave of Palestinian knife, gun and car-ramming attacks erupted in October. Harub's home was in Dayr Samet while Masalmeh's was in Dura, both west of Hevron. Both men were apprehended and arrested shortly after their attacks.
Source: Arutz Sheva
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23.02.2016, L’Intelligence della repubblica popolare di Luhansk l’attività sovversiva intrapresa dai soldati della Guardia nazionale ucraina contro i residenti locali nelle aree sotto il controllo di Kiev. Lo ha reso noto il vice capo di stato maggiore della milizia popolare Igor Yaschenko.
I militari ucraini «continuano a commettere azioni sovversive contro i residenti che vivono nelle zone controllate dall'Ucraina, accusando i militari della Repubblica popolare» ha detto Yaschenko. Yaschenko ha evidenziato che, secondo i servizi segreti della RPL, il 20 febbraio 2016 alle ore 20.00 da una strada del centro abitato di Valuiskikh nella zona Stanichno-Luhansk, i militari della Guardia nazionale hanno sparato proiettili Makarovo da un mortaio calibro 82 millimetri, per cinque minuti. Dopo di che, secondo Yaschenko, hanno abbandonato di fretta il luogo.
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Donbass, attacco forze di sicurezza ucraine a posto di blocco: 3 filorussi DNR uccisi
La Corte di Strasburgo ha accolto più di 550 denunce dei cittadini del Donbass
Filorussi di Donetsk accusano: forze sicurezza di Kiev minano i territori del Donbass: http://it.sputniknews.com/mondo/20160223/2154619/donbass-attivita-sovversiva.html#ixzz4111TSQWq

 
 
Il Talmùd e l'Ordine Mondiale (Citazioni)
"Voi israeliti siete chiamati uomini, mentre le nazioni del mondo non sono da chiamarsi uomini, ma bestiame"
(Talmùd, trattato Baba Mezia fol. 114 col. 2)

"La progenie di uno straniero (cioe' di un non ebreo) e' come progenie di animali"
(Jebamoth fol. 94 col.2)

"Che significa Har Sinai, cioe' monte Sinai? Vuol dire il monte dal quale si e' irradiato Sina, cioe' l'odio contro i popoli del mondo"
(Schabbat , fol. 80 col. 1)

"Dovunque gli ebrei arrivano devono farsi sovrani dei loro signori"
(Sanhedrin , fol. 19 col. 2)

"Il Messia dara' agli ebrei il dominio del mondo, al quale serviranno e saranno sottoposti tutti i popoli"
(Tal. Bat. Trattato Schabb, fol. 120 c. 1 ; Sanhedrin, fol. 88 c. 2)

"Il migliore tra i non ebrei, uccidilo"
(Aboda Zara, 26b Tosephoth)

"Che cos'e' una prostituta? Ogni donna che non sia ebrea"
(Eben ha eser, 6, 8)

"Un goi che studi il Talmud e un ebreo che lo aiuti in tale studio debbono essere messi a morte"
(Sanhedrin f. 57 Aboda Zara f. 6-8 Szagica f. 13)


"La dottrina ebraica deve un giorno compenetrare di se' tutto il mondo...Non e' lontano il giorno in cui le ricchezze della terra apparterranno esclusivamente agli ebrei. Le nazioni scompariranno, le religioni tramonteranno."

(Cremieux presidente dell'Alliance Israelites Universelle - articolo da "Archives Israelites" 1861)

"Senza essere stato assorbito , oggi lo spirito ebraico domina la' dove prima era stato appena sopportato. Noi non abbiamo piu' bisogno di chiuderci nel Ghetto medievale, poiche' possediamo da tempo il dominio che ci e' stato promesso. Senza di noi nessun potentato del mondo puo' intraprendere alcunche' , poiche' noi controlliamo il mercato dell'oro. Nessuna parola da noi non desiderata giunge alla pubblicita', perche' noi controlliamo la stampa. Nessuna idea che ci dispiace penetra nel mondo intellettuale perche' noi dominiamo il teatro. Lo spirito ebraico ha conquistato il mondo."

(G. zur Beek . Die Geheimnisse der Weisen von Zion , III.a edizione 1919, p. 27)

"Lo scopo principale che e' il dominio mondiale ebraico, non e' ancora raggiunto. Esso sara' pero' raggiunto e ci sta gia' vicino piu' di quel che le masse dei cosiddetti Stati cristiani se lo immaginino...Lo zarismo russo, l'impero tedesco e il militarismo sono abbattuti, tutti i popoli sono spinti verso la rovina. Questo e' il momento in cui si inizia il vero dominio dell'ebraismo"

(Foglio volante della Loggia russo-ebraica "I Savi di Sion" , ct. in Meister - "Judas Schuldbuch, V ediz. Pag. 171)

dal volume di H. De Vries de Heekelingen - "Israele - il passato , l'avvenire" , ediz. Tumminelli , Roma 1937 (ripubblicato dalle edizioni Effepi di Genova):

"Prima di studiare l'influenza talmudica, sull'anima israelita, giovera' esporre sia pure brevemente la disposizione del Talmud ed il suo contenuto. Secondo la tradizione ebraica Jahve' avrebbe dettato a Mose' , sul monte Sinai, la Tora' , che noi chiamiamo Pentateuco. A completare questa tradizione scritta, Jahve' , inoltre, avrebbe confidato a Mose' alcune prescrizioni che, tramandate di padre in figlio, formano la tradizione orale. Fu soltanto al principio del III secolo dopo C. che Jehuda ha Nassi consegno' per iscritto queste prescrizioni , sotto il titolo di Mischna (ossia la ripetizione, la legge ripetuta) , che sarebbe un complemento della legge mosaica.
I commenti della Tora e la Mischna , insieme a controversie, sentenze e massime dei rabbini, vennero riunite nella Ghemara (compimento) , formando quello che si chiama comunemente il Talmud.
Del Talmud esistono due versioni: quella di Gerusalemme , terminata verso il 350, e quella di Babilonia , terminata verso il 500."
"Quest'ultima e' la piu' importante ed e' quella piu' comunemente citata. Quando si parla di un testo del Talmud di Gerusalemme lo si specifica, se non vi sono indicazioni particolari si tratta invece del Talmud di Babilonia. Tutte le edizioni hanno gli stessi testi esattamente alle stesse pagine, cio' che rende inutile specificarne l'edizione. I testi della Mischna sono citati cominciando con l'indicare il trattato, poi il capitolo e infine il paragrafo. Se si tratta di un testo della Ghemara si indica prima il trattato, poi il foglio , il cui recto indicato con la lettera a e il il verso con la lettera b. E' necessario ricordare questa regola per rendersi conto se il testo citato appartiene a la Mischna , la tradizione orale di Mose' , o alla Ghemara, cioe' i commenti dei rabbini.
Dal suo contenuto i giudei distinguono la Ghemara in commenti della legge, ossia la parte giuridica e casistica (Halacha) e in commenti dei testi che non fanno parte della legge, ossia la parte popolare delle omelie (Haggada) formata da leggende , massime, riflessioni sui soggetti piu' diversi e spesso piu' inverosimili.
Il Talmud e' stampato in dodici grossi volumi in folio. Conultarlo e' cosa molto ardua e complicata. Non soltanto per la sua importanza, ma perche' e' una compilazione senza ordine ne' classifica, a segno che neppure i titoli dei capitoli indicano il contenuto del testo. Se nella Mischna sussiste una parvenza di sistema, nella Ghemara regna l'arbitrio piu' assoluto, e si potrebbe paragonare il Talmud a un'enciclopedia , nella quale le materie piu' disparate siano raccolte senza alcun ordine."
"Da tempo si e' cercato di classificarlo, tralasciando le cose inutili per non conservare che le essenziali. Nel Medioevo si pubblicarono molti codici adattati alle necessita' della vita pratica. L'ultimo fu redatto dal rabbino Giuseppe Caro, nella prima meta' del XVI secolo, sotto il titolo di Schulchan arurch "la tavola apparecchiata", alla quale bastava sedersi per essere serviti. Il rabbino Mose' Isserles lo termino' aggiungendovi alcune osservazioni e delle glosse, alle quali diede il titolo di Mappah ossia "la tovaglia" per coprire "la tavola apparecchiata" del Caro."
"Il rabbino Simone Levy pretende che con il termine di goim il Talmud non si riferisca ai cristiani, bensi' ai pagani senza legge ne' fede, non ancora moralizzati dalla religione di Cristo (ah! rabbino misericordioso!) , assassini, incestuosi, ecc . Altri israeliti dicono essere questi goim i romani del tempo di Adriano, i profanatori della citta' santa, i distruttori del Tempio. Altri ancora affermano che gli akum (la definizione di goy, singolare di goym, che si trova nel Talmud e' sostituita nel Schulchan aruch da akum) sono gli adoratori delle stelle. E , finalmente, vi sono quelli che sostengono che i goim vituperati nel Talmud ed esclusi dalle benefiche leggi umanitarie "sono gli idolatri e soltanto quelli fra di loro che spingevano i principi pagani fino alle ultime conseguenze, fino alla corruzione piu' svergognata e selvaggia".
Verifichiamo dunque alcuni testi giudaici per stabilire la verita'."
"Il Schulchan aruch, codificazione del Talmud, e' stato scritto nella prima meta' del XVI.o secolo. Ora, in esso si puo' leggere: "In questi giorni , mentre abitiamo fra gli akum...". L'autore del Schulchan aruch, il rabbino Giuseppe Caro, abitava a Venezia. La prima edizione dell'opera, alla quale aveva lavorato per trent'anni, apparve nel 1564. Non si vorra' dunque farci credere che, in pieno secolo XVI.o , il rabbino Caro abitasse a Venezia tra "pagani senza fede ne' legge" o tra "i romani del tempo di Adriano" o tra gli "adoratori delle stelle". No abitava a Venezia tra i cristiani , tra i non-ebrei, ossia tra gli akum.
I non ebrei non sono del resto i soli a tradurre questa parola con il termine "non ebreo". Il sig. Isidoro Klein, ebreo, nel suo libro sulle leggi del Pesachim, traduce sempre la parola akum con non ebreo. Il Kizzur Schulchan aruch, che e' adoperato nelle scuole, considera alla stessa stregua gli idolatri e i cristiani, e i giovani ebrei imparano ancora oggi le stesse prescrizioni di intolleranza che i dotti rabbini insegnavano nel Talmud."
"Un non ebreo che colpisce un ebreo merita la morte. Chiunque dia uno schiaffo a un ebreo e' colpevole come se schiaffeggiasse Dio"

Citiamo ora alcuni precetti che concernono i costumi e notiamo incidentalmente che tutto quello che riguarda il dominio dei sensi e' assai discusso nel Talmud.

"Quando qualcuno s'accorge che i cattivi appetiti s'impadroniscono dei suoi sensi, va la' dove non sia conosciusto , si vesta di nero, e segua l'impulso del suo cuore."
"L'uomo puo' far tutto quello che piacera' della sua donna, come d'un pezzo di carne che venga dal macellaio, che puo' mangiare secondo i suoi gusti, salato, arrosto, cotto; come di un pesce proveniente dal mercato...Un giorno un'ebrea ando' dal rabbino e gli disse: "Rabbi, avevo preparato la tavola per mio marito, ma egli l'ha rovesciata". Il Rabbino rispose: "Figliuola mia, la Tora vi ha sacrificata, che posso fare per voi?"
"Se qualcuno cade da un tetto esattamente sopra una donna sdraiata per terra, in modo di non poterla lasciare, le paghera' un'indennita'"
"Chi compie l'atto coniugale in un mulino avra' dei figli epilettici, quegli che compie l'atto coniugale per terra avra' figli dal lungo collo..."

(H. De Vries De Heekelingen op. cit.)



"La stessa logica sta alla base della doppia morale talmudica: tutto cio' che l'Ebreo puo' perpetrare per metter mano sui beni dei non-Ebrei non e' che l'anticipazione dello stato di giustizia che si realizzera' nell'epoca messianica e del compimento dell'indefettibile promessa divina. Di tutto cio', la radice sta dunque nella Legge. E la Legge, sia ripetuto ancor una volta, per l'Ebreo e' tutto."

(Julius Evola- articolo "Sulla Genesi dell'Ebraismo come forza distruttrice" da "La Vita Italiana"; si veda J. Evola - "Gli articoli de La Vita Italiana durante il periodo bellico" ediz. Centro Studi Tradizionali di Treviso , Tv 1988)

"Comunicare alcunche' della nostra legge ad un non-ebreo equivale all'eccidio di tutti gli ebrei, poiche' se i non-ebrei (goim) sapessero quel che noi insegnamo a loro riguardo ci avrebbero senz'altro sterminati."

(Talmùd Dibre in dav. f. 37)

"Solo Israele giustifica come suo fine la creazione del mondo"
(Abramo Seba, Zeror hammor fol. 6 col.4 dell'anno 1595)

"Il mondo e' stato creato per gli israeliti ed essi sono la polpa, gli altri popoli non sono che la scorsa"
(Jeshaia Hurtwittz , Sheene luchot habberit, fol. 145, col.3 dell'anno 1686)

"Nell'avvenire gli israeliti possederanno il mondo e i popoli andranno in rovina, mentre gli israeliti , soltanto essi, sussisteranno in eterno"
(R. Bechai, Bammidbar rabba, fol. 172, col. 4 e fol. 173 col. 1 , dell'anno 1673)

"E' proibito dare a prestito ai non ebrei senza usura"
(Sanhedrin, fol. 76 col. 2)

"Dovunque si stabiliscono gli ebrei bisogna che si facciano padroni: e finche' non abbiano l'assoluto dominio , bisogna che si considerino esilitati e come prigionieri. Ove arrivino anche a governare delle nazioni, sinche' non le padroneggino tutte, non debbono cessare dal gridare "Che tormento! Che Indegnita'!"
(Tal. Bab. Trattato Sanhedrin fol. 104 col. 1)

"Di si mostra quaggiu' nelle sembianze del Giudeo. Giudeo, Giuda, Jivah o Jehovah e' il medesimo unico essere. L'ebreo e' il Dio vivente, il Dio incarnato: e' l'uomo celeste, l'Adam Kadmon. Gli altri uomini terrestri sono di razza inferiore. Non esistono che per servire l'Ebreo. Sono dei piccoli animali"
(Qabbalah ad Pentateucum, f. 97 c. 3)

"Tutti i popoli verranno al monte del Signore e al Dio di Giacobbe e saranno soggiogati dagli israeliti"
(Commento ad Isaia , fol. 4 c. 2)

"Solo Israele giustifica come suo fine la creazione del mondo"
(commento di Abramo Seba - "Zeror Hammor" fol. 6 col. 4 - libro scritto nell'anno 1595)


[CONTINUA]


Un grazie a OLTRE LA MORTE di PoliticaOnline

Postato da: FerencSzalasi a giugno 24, 2007 18:40 | link | commenti (8)

sabato, 09 giugno 2007
IL PUNTO DI VISTA TRADITIONALISTA

IL SIONISMO: UN MAGNIFICO SOGNO O UN TERRIBILE SCACCO ?

don Curzio Nitoglia


Col presente articolo, attraverso l'analisi del pensiero e delle conquiste del Sionismo, si intende far vedere come la formazione dell'attuale Stato di Israele non risponda alle promesse divine.
All'analisi dell'evolversi dell'idea sionista seguirà lo studio del movimento sionista e dei suoi rapporti con le Superpotenze e con i vari Stati europei, compresi quelli nazifascisti, per arrivare alla questione teologica e dottrinale e al rapporto con la Chiesa.

Introduzione

Verso la seconda metà del XIX secolo si sviluppava il flusso migratorio di ebrei verso la Palestina, che non era tuttavia un fenomeno spontaneo, ma il prodotto del SIONISMO (1), col concorso di duecento delegati ebrei riunitisi a Basilea e l'adesione di più di cinquantamila ebrei, e con lo scopo di "lavorare al riscatto della Palestina, per crearvi uno Stato israelita" (2).
Il Sionismo non inizia però nel XIX secolo, ma "è l'espressione moderna del sogno vecchio di millenovecento anni, di ricostruire Israele, dopo che Roma aveva messo fine all'indipendenza ebraica in terra d'Israele" (3).

Varie tappe dell'idea sionista

a) Primo periodo: dalla caduta di Gerusalemme fino alla morte di Giuliano l'Apostata (70- 363).
Sotto il regno di Traiano (Ý 117) un falso Messia, chiamato Andrea, eccitò il fanatismo di alcuni ebrei al punto che, fra greci e romani, "duecentomila uomini perirono uccisi dalla spada e dal furore dei giudei" (4). Marco Turbo attaccò i rivoltosi e fece pagare loro col sangue un giorno di trionfo.
Sotto il regno di Adriano (130-135) si ebbe un secondo tentativo, quando un certo Bar-Cozbad si fece passare per il Messia e i Romani furono cacciati da Gerusalemme, che tuttavia ricadde ben presto nelle loro mani; ma mentre Tito aveva lasciato ancora qualche casa intera, con Adriano la città fu rasa al suolo e al suo posto fu costruita Elia Capitolina, che solo più tardi riprese il nome di Gerusalemme.
Sia il terzo tentativo di rivolta, avvenuto sotto il regno di Antonino (138-161), sia il quarto sotto Marco Aurelio (174-175) non ebbero successo e furono repressi.
Un'altra volta - la quinta - gli Ebrei, animati dalla speranza di restaurare politicamente il Regno di Israele, al tempo di Settimio Severo (193-211), cospirarono in Siria con i Samaritani contro la dominazione romana, ma ottennero solo di appesantire il giogo cui erano sottoposti.
Il sesto tentativo di riscossa si verificò sotto Costantino (321-327), ma venne anch'esso soffocato e "S. Giovanni Crisostomo nella seconda orazione contro i Giudei, ci racconta che Costantino, convinto che gli ebrei non avevano rinunciato al loro spirito di rivolta, fece tagliare loro una parte dell'orecchio, affinché, dispersi nell'Impero, portassero dappertutto su di sé il segno della loro ribellione" (5).
Sotto Costanzo si ebbe una settima rivolta, ma Gallo volò in Giudea, dove sconfisse i rivoltosi e rase al suolo Diocesarea, seggio dell'insurrezione: gli ebrei furono uccisi a migliaia e molte città, tra cui Tiberiade, furono bruciate.
L'ultimo tentativo di questo primo periodo è uno dei più celebri ed ha come cooperatore Giuliano l'Apostata, che non solo permise agli Ebrei di ricostruire il Tempio, ma li aiutò con tutti i mezzi: sull'esito finale si veda Sodalitium n° 39 e 40 (6).
Se un ruolo importante in tutti questi tentativi di rivolta è da attribuirsi alla tenacia ebraica, il fattore principale è dovuto, secondo l'ebreo convertito Augustin Lémann, ad una "interpretazione di certe profezie bibliche"(7); anzi "è proprio fondandosi su tali profezie che gli ebrei hanno sempre sperato di ritornare a Gerusalemme, di restaurarvi il Tempio (8), per gioirvi col Messia una piena e inalterabile prosperità" (9).

b) Secondo periodo: dalla morte di Giuliano l'Apostata fino alla Rivoluzione francese (363- 1789).
Questo lungo periodo fu marcato dalla rassegnazione, anche se si mantenne sempre una se pur sopita speranza, come afferma anche l'abbé Lémann: "con la morte di Giuliano l'Apostata e il trionfo definitivo del Cristianesimo, fino alla Rivoluzione francese, gli ebrei vivono un periodo di rassegnazione, ma sempre pieno di speranza" (10). Durante questo periodo "la capacità finanziaria e commerciale degli ebrei si sviluppa e si estende su tutte le nazioni, in maniera straordinaria [essi] divengono i finanzieri dei re Ma in mezzo alle preoccupazioni dei loro traffici e dei loro negozi, non smettono di pensare a Gerusalemme (11).
Verso il XVI e XVII sec. gli ebrei amanti della Terra Santa si spostarono verso Safed, a pochi chilometri da Betsaida; nel XVII sec. si contavano a Gerusalemme circa cento famiglie ebree e, a partire da quel periodo, i pellegrinaggi alla Città santa cominciarono a diventare sempre più numerosi.

c) Terzo periodo
Col filosofismo tedesco del XVIII secolo e con la Rivoluzione francese si assiste all'ABBANDONO dell'idea del ritorno a Gerusalemme e del dogma del Messia personale.
Quali furono le cause di un tale mutamento?
La prima è proprio il filosofismo impregnato di quello scetticismo settecentesco, che è stato agente corrosivo di tutte le religioni, compresa la talmudica, prima con Spinoza e poi con Mendelshon, che può essere considerato il fondatore di una sorta di neo-Giudaismo, mascherato da deismo. Comincia così a diffondersi nei ghetti l'idea che il Messia potrebbe essere un concetto, un regno, un popolo, ma non una persona, e sorge anche il problema della collocazione fisica e geografica di tale regno. È la Rivoluzione francese che concretizza questo mito. Nel 1791 fu concessa l'EMANCIPAZIONE agli ebrei francesi, che videro il Messia nei Diritti dell'uomo proclamati dalla Rivoluzione.
Dalla fine del XVII secolo fino al 1848 il mito del Messia impersonale ha avuto due scuole principali, di cui la prima fiorì in Germania sotto l'egida del filosofismo. Nel 1843 a Francoforte sul Meno si organizza un comitato ebraico riformista, al quale seguirono tre sinodi, uno nello stesso anno a Brunswick, uno ancora a Francoforte nel 1845 e un terzo a Breslau nel 1846, nei quali si affermava che l'unico Messia atteso era la libertà di essere ammessi tra le Nazioni; da questo il partito talmudista tedesco fu ferito a morte.
La seconda scuola si formò in Francia, sotto l'egida dell'emancipazione, che segna anche l'elemento diversificante delle due scuole. Infatti in Germania, dal momento che l'ebreo non era ancora emancipato civilmente, il suo pensiero era da considerare ardito e prematuro: la libertà civile, non ancora conquistata, era la perla per la quale si era pronti a sacrificare ogni cosa, anche il Messia personale. In Francia, invece, gli ebrei fin dal 1791 godevano della libertà civile ed erano quindi più moderati nell'evoluzione della fede circa il Messia. Nel Gran Sionismo del 1807 Napoleone era stato riverito ed insignito dei titoli riservati esclusivamente al Messia, anche se il partito talmudista era ancora abbastanza forte per fare da contraltare. Fu soltanto a partire dal 1848 che ogni "repressione" da parte della Sinagoga talmudica divenne inefficace anche in Francia. Infatti durante il regno di Luigi Filippo il razionalismo tedesco aveva esercitato un notevole influsso sull'Ebraismo francese. Nel 1846, durante l'insediamento del gran Rabbino di Parigi, il colonnello Cerf-Beer, in un discorso di circostanza gli fece comprendere che era ormai ora di iniziare con le riforme ("l'aggiornamento") anche in Germania: il partito talmudista non ebbe più la forza di reagire come in passato. Ormai anche il mondo ebraico francese affermava che la "La Rivoluzione era il vero Messia per gli oppressi" (12).
"La nuova Gerusalemme sarebbe stata la Gerusalemme del denaro, con un banchiere per Messia, con i fondi pubblici al posto della Thorà, la Borsa al posto del Tempio" (13). Quasi tutti i paesi dell'Europa occidentale e degli USA in cui gli ebrei conobbero l'emancipazione civile, accolsero tali idee sul Messia impersonale, col conseguente abbandono del dogma del Messia personale e del ritorno a Gerusalemme.

Breve storia del movimento sionista

Il Canale di Suez e la Gran Bretagna.
Il progetto di aprire il canale di Suez suscitò, verso la metà dell'800, un vivo interesse in Europa, perché il Mediterraneo avrebbe riacquistato una notevole importanza. Erano interessate al progetto soprattutto la Francia, l'Impero asburgico e l'Italia. L'Inghilterra invece sarebbe stata svantaggiata. Chi si assunse l'onere economico dei lavori fu, in massima parte, il pascià d'Egitto Said, ma le finanze egiziane furono dissestate dall'enorme quantità degli esborsi. Nel 1863 gli succede suo nipote Ismail, al quale «vennero in aiuto le banche ebraiche Oppeneim e Rothschild, le quali, bloccato ogni diverso accesso al credito, strinsero in breve il sovrano in un abbraccio mortale Agli egiziani è imposto il controllo congiunto anglo-francese sulle loro finanze; è l'anticamera dell'occupazione coloniale La bancarotta egiziana e le difficoltà politiche che essa genera coincidono col destarsi dell'interesse britannico per il canale» (14). La Gran Bretagna incomincia così a cambiare politica nei confronti dell'Impero Ottomano, e dopo averlo difeso gelosamente, in chiave antirussa e antifrancese, decide di non opporsi la suo declino. Nel 1878 occupa Cipro e s'impossessa delle dogane turche. La situazione col passare degli anni degenera in violenti disordini e gli inglesi decidono di intervenire manu militari, per cui il 10 luglio 1882 le navi inglesi aprono il fuoco su Alessandria d'Egitto. Con la grande guerra (1914-1918) l'Inghilterra coglie l'occasione per assestare il colpo di grazia all'Impero Ottomano, prendendo il controllo della penisola arabica e della Siria, assicurandosi così la chiave d'accesso dal mediterraneo verso la Mesopotamia e il Golfo Persico. La Palestina avrebbe messo al sicuro le comunicazioni con l'India tramite il Canale di Suez. Il 18 dicembre 1814 la Gran Bretagna occupa l'intero percorso del canale. Gli inglesi, per essere più sicuri di aver debellato definitivamente l'Impero Ottomano, svolgono una politica atta a guastare i rapporti tra i turchi e le popolazioni dell'ex Impero Ottomano, (15). Contattano inoltre lo sceicco della Mecca Hussein, discendente della figlia di Maometto Fatima e perciò carico di un gran prestigio spirituale nel mondo islamico. (16). Si ruppe così la compattezza del fronte musulmano. Dopo tre anni di lotta la partita contro i turchi è vinta dagli arabi. Gli inglesi occupano Gerusalemme e Hussein Damasco. L'11 novembre 1918 un comunicato anglo-francese rassicura gli arabi promettendo loro dopo la lunga oppressione turca, l'insediamento di governi e amministrazioni arabe. Tuttavia gli arabi dovettero ricredersi e constatare che la Gran Bretagna non aveva per nulla in vista la liberazione dei popoli arabi dall'oppressore turco, quanto piuttosto desiderava imporre il proprio volere ai paesi dei Medio Oriente. Dalla dissoluzione dell'Impero Ottomano trassero vantaggio soprattutto l'Inghilterra e la Francia; il trattato di Sévres (10 agosto 1920) segna la fine definitiva dell'Impero Ottomano, la ratifica inglese di Cipro e dei poteri sul Canale di Suez. Estromessi i turchi, il destino dell'Arabia passa nelle mani anglo-francesi. Gli arabi non vogliono rinunciare all'indipendenza, ma il 24 luglio 1920 i siriani sono sopraffatti dai francesi e Damasco viene occupata. (17).
Frattanto la nascita del Sionismo, lungi dal risolvere l'eterna questione ebraica, la complicherà, trasportandola, in un'ottica conflittuale, nei paesi arabi, accenderà nuovo odio tra Islàm e Giudaismo, che prima, teologicamente, non esisteva e che si afferma per motivi nazionalistici e di indipendenza territoriale. L'Ebraismo internazionale mobilita i propri correligionari inglesi per ottenere l'intervento nella prima guerra mondiale degli USA. La Gran Bretagna concede ai capi sionisti impegnatisi a far scendere in guerra l'America, privilegi eccezionali. (18). Il 2 novembre 1917 il ministro degli esteri britannico lord Balfour consegna al presidente della federazione sionista britannica lord Rothschid una lettera che asserisce: . Questo focolare ebraico è una parola polisemantica, dietro la quale si cela il concetto di STATO EBRAICO. Tale progetto costerà caro soprattutto ai palestinesi, anche se l'insediamento ebraico non godrà mai sonni tranquilli in quella che si rivelerà in oriente, come già lo era stata in Occidente, un'avventura priva di certezze fin dal giorno in cui i capi del popolo dissero "Sanguis eius super nos et super filios nostros", assumendosi una terribile responsabilità per i figli di Israele fino a quando non si convertiranno e non rientreranno nella Chiesa di Dio.
La Palestina: un paese isolato. «Rompere l'unità della Grande Siria ed enucleare da esssa la Palestina è il primo passo per assicurare il buon esito del progetto sionista è una politica che genera nei palestinesi grande disorientamento. Essi si trovano d'improvviso in un paese occupato militarmente e tagliato fuori da qualsiasi precedente collegamento amministrativo e politico. La nuova entità territoriale che aveva sempre fatto parte di organizzazioni statuali più vaste e mai aveva manifestato aspirazioni autonomiste, è creata, fin dall'inizio, con l'obiettivo dello snaturamento etnico. L'originaria popolazione araba è destinata ad essere sommersa e sostituita» (19).
La reazione araba contro l'immigrazione e l'occupazione ebraica (che gli stessi inglesi autorizzavano) offrirà all'Impero britannico larghe possibilità d'ingerenza. Dietro l'alibi del mantenimento della pace, l'Inghilterra avrebbe potuto nascondere facilmente la sua volontà di presenza militare in Palestina sine die. Solo il processo di decolonizzazione iniziato alla fine della seconda guerra mondiale spingerà gli inglesi a lasciare la Palestina. Allora al colonialismo inglese subentrerà quello sionista.


Il "Libro Bianco". Il 17 maggio 1939 l'Inghilterra annuncia di voler abbandonare l'idea della spartizione della Palestina e il Foreign Office con un suo Libro Bianco, s'impegna a concedere ai palestinesi l'indipendenza; l'effettivo passaggio dei poteri, tuttavia, sarebbe avvenuto solo dieci anni dopo. Gli arabi pensano di intravvedere la fine delle loro sofferenze, ma la proposta inglese è condizionata all'esito della seconda guerra mondiale. Infatti il Libro Bianco segue di pochi giorni le garanzie antigermaniche rilasciate dall'Inghilterra a Polonia, Grecia e Romania, per cui rappresenta solo un diversivo o un espediente atto a accaparrarsi, in un momento così difficile, la simpatia e la neutralità del mondo arabo, la cui posizione è di estrema rilevenza strategica. L'Inghilterra in sostanza con il Libro bianco ha voluto solo tergiversare e congelare la questione palestinese e rinviare ogni decisione al termine del conflitto. Gli ebrei di Palestina si vedono accordare così una tregua provvidenziale di parecchi anni, una proroga all'eventuale sfratto e possono continuare ad accogliere nuovi immigrati. Nel maggio 1942 a New York, all'Hotel Biltmore, si riunisce una conferenza sionista che reclama la costituzione dello Stato ebraico e pretende l'annullamento di qualsiasi limite all'immigrazione, ed infine l'affidamento della supervisione sull'immigrazione alla Jewish Agency. «In Palestina intanto l'Haganah, l'organizzazione militare ufficiale dei sionisti che dal 1929 al 1939 si era armata con la connivenza della potenza mandataria (la Gran Bretagna), rafforza i suoi reparti e si prepara alla lotta contro gli inglesi nel caso costoro insistano a dare applicazione a quel Libro Bianco del 1939 col quale avevavo promesso ai palestinesi l'indipendenza. L'Irgun e la Banda Stern scatenano una campagna terroristica che si propone di piegare definitivamente gli inglesi al volere del Sionismo. Prima vittima illustre della Banda Stern è il ministro britannico per il medio Oriente, Lord Moyne, che viene assassinato nel novembre 1944» (20). Con la fine della seconda guerra mondiale assistiamo al coincidere de facto delle aspirazioni del Sionismo con quelle delle due superpotenze, (USA e URSS). Russi e americani hannno capito che uno Stato ebraico in Palestina è un valido elemento destabilizzante in una delle zone geopolitiche più importanti del mondo, che permetterà loro di interferire negli affari interni di tutti i paesi del Medio oriente e di innescarvi una grave conflittualità tra Europa e mondo arabo. Il compito dell'occupante britannico è ormai finito, ad esso subentreranno sionisti, USA e URSS. Il 29 novembre 1947 l'Assemblea Generale dell'ONU, con la risoluzione 181, approva il piano che prevede la spartizione della Palestina in due Stati: uno arabo e uno ebarico. (21). Il 14 maggio 1948 il consiglio Nazionale Ebraico proclama lo Stato d'Israele, mettendo il mondo davanti al fatto compiuto. (22). Mentre USA e URSS dietro lo schermo della guerra fredda collaborano sottobanco alla spartizione dell'Europa e del Medio Oriente, la stampa filo-ebraica presenta Israele come il bastione contro il comunismo - mentre in realtà era uno stato laico e socialista nato col consenso sovietico - tacendo però che il comunismo era fuori legge in tutti i paesi arabi, e creando il consenso del pensiero moderato e liberalconservatore. Con la guerra del 1967 l'intera Palestina è di Israele, compresa Gerusalemme, che secondo la risoluzione 181 avrebbe dovuto essere posta sotto amministrazione internazionale (23). Gli Ebrei non rispettano la decisione dell'ONU, le cui risoluzioni ingiungono il ritiro dell'esercito israeliano e che restano però lettera morta. Il 10 novembre 1975 l'ONU, per non perdere la faccia, è costretta a varare una risoluzione che equipara Sionismo e razzismo, ma Israele non si ferma, confidando nella irresolutezza dell'ONU, che di lì a qualche tempo sopprime la risoluzione.

La vittoria del Sionismo fallisce però il suo obiettivo principale, quello cioè di dare vita ad uno Stato nazionale pacificato e compatto anche etnicamente, come ha rilevato anche il giornalista ebreo Paolo Guzzanti in un recente articolo su La Stampa di Torino: «Questi giovani [di tel Aviv] così euroamericani, così laici, non hanno affatto l'aria di coltivare il nostalgico patriottismo dei padri e dei nonni Questa città sta perdendo la memoria Tel Aviv si va sempre di più costruendo dentro di sé come una minuscola simbolica New York l'intera città pullula di locali per gay, per lesbiche, per transessuali Le sfrenate passioni adolescenziali di molte ragazze di Tel Aviv per i Che Guevara di Hamas sono leggendarie Passioni in genere corrisposte da giovani palestinesi con spirito predatorio a senso unico: non si ha notizia di sciagurati sbandamenti delle ragazze palestinesi per i giovani soldati israeliani e matrimoni nei due sensi seguono la stessa legge: marito palestinese e moglie israeliana, sì. Marito israeliano e moglie palestinese, no. ()Un uomo che ha combattuto tutte le guerre mi dice: "La pace non è la fine dell'incubo I nemici che un tempo erano incapaci di combattere contro di noi che potevamo sconfiggere in un attimo OGGI SONO BRAVI COME ED ANCHE PIÙ DEI NOSTRI SOLDATI; sanno per che cosa combattere, sono bene armati ed addestrati. Da noi il patriottismo cede il passo al senso di colpa. Gli arabi ci odiano, ma parlano perfettamente l'ebraico. Noi non parliamo una parola di arabo e vorremmo essere amati da loro» (24).

IL SIONISMO: nascita e sviluppo del movimento sionista

a) Il primo Congresso di Basilea (agosto 1897).
Le origini del Sionismo attuale vanno ricercate nell'opera del giornalista viennese Theodore Herzl che, insieme al parigino Max Nordan, organizzò tre congressi a Basilea. Nel primo fu definito il programma del Sionismo, cioè "creare al popolo ebreo un domicilio garantito dal diritto pubblico in Palestina". Molto forti e vivaci furono le reazioni, quasi "una sollevazione massiccia del rabbinato contro tale progetto" (25), al punto che si parlò di DIVORZIO TRA SINAGOGA E SIONISMO. "La prima, soddisfatta dell'emancipazione, non voleva essere nient'altro che una religione. Il secondo, risvegliato dall'esplosione misteriosa dell'antisemitismo, proclama: noi siamo un popolo e vogliamo ricostruire la nostra nazionalità La prima non ha più la fede integrale di Mosé e dei profeti. IL SIONISMO NON CONSIDERA GLI EBREI CHE COME UN POPOLO, INVECE DI RICONOSCERE CHE È IL POPOLO, IL POPOLO DI DIO" (26).
Infatti è "unicamente in un FINE POLITICO E SENZA RIFARSI AL PASSATO RELIGIOSO D'ISRAELE che il Sionismo vorrebbe rientrare in possesso di Gerusalemme e resuscitarvi la nazionalità ebraica" (27).
D'altra parte il Rabbinato occidentale, pur avendo per lo più abbandonato la speranza di un Messia personale, rifiuta di associarsi al Sionismo e di incamminarsi verso Gerusalemme. Questo è il cuore del problema sionista e il principio della sua soluzione alla luce della fede cristiana, come vedremo in seguito.
Il Gran rabbino di Francia, Zadoc-Fahn spiega mirabilmente che "Il Sionismo risale alla distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte di Tito Ma vi è un'enorme differenza tra il Sionismo attuale e quello di diciotto secoli fa. PER I FEDELI DEI TEMPI ANTICHI ERA IL MESSIA INVIATO DA DIO CHE DOVEVA MIRACOLOSAMENTE RICOSTRUIRE SION NESSUNO AVREBBE MAI NEPPUR LONTANAMENTE PENSATO A COGLIERE TALE FINE MEDIANTE VIE NATURALI. Un tale spirito non poteva resistere all'influsso della Rivoluzione francese L'idea messianica si trasformò Il Messia divenne il simbolo del progresso, della fraternità umana, infine realizzata dal trionfo delle grandi verità morali e religiose che il Giudaismo ha sparso dappertutto" (28).
Se il Rabbinato occidentale, oramai ben integrato in Europa, rifiutava anche lo PSEUDO SIONISMO LAICO di Herzl, vi era ancora una frangia ebrea che attendeva un Messia figlio di David, ma "non avrebbe mai accettato di ritornare a Gerusalemme fino a che il Messia non fosse comparso" (29). RISTABILIRE UNO STATO D'ISRAELE CON MEZZI UMANI - come è avvenuto - NON ERA ACCETTABILE PER GLI EBREI TALMUDISTI. Gli Archives Israëlites scrivevano a questo riguardo: "Se per Sionismo si intende coloro che perseguono attualmente prima del tempo promesso la ricostruzione della nazionalità ebrea possiamo affermare che i sionisti di questa specie sono rari nantes in gurgite vasto" (30). Ed ancora: "Ricostruire il Regno di Giuda? Noi ebrei ortodossi, fedeli all'idea messianica, crediamo alla venuta del Messia fondatore di un impero universale. Ma quale rapporto vi è tra questo ideale religioso e il progetto del dottor Herzl e dei suoi amici?" (31).

b) Il secondo Congresso di Basilea (agosto 1898).
Durante il secondo Congresso apparve ancora più chiaro il nodo del problema e la contraddizione immanente al Sionismo moderno, per il quale il Giudaismo deve essere una nazione e non una religione, mentre per il rabbinato esso era una religione piuttosto che una nazione. Perciò il Rabbinato occidentale emancipato, benché liberal non voleva avere rapporti con il Sionismo, poiché quest'ultimo era soltanto un nazionalismo razionalista laicista e naturalista che non aveva alcuna radice nel suo passato religioso: "Noi non ci immaginiamo facilmente uno stato ebreo laico, di cui la Thorà non sia la carta necessaria non si riesce a capire l'esistenza di una società israelitica che non abbia la fede per suo fondamento. Tale nazionalismo puramente razionalista sarebbe la negazione della storia e delle profezie bibliche!" (32).
In sintesi il secondo Congresso segna l'abbandono di Gerusalemme da parte dei rabbini e l'abbandono della religione, e quindi del passato di Israele, da parte del Sionismo.

c) Il terzo Congresso di Basilea (agosto 1899).
L'ostilità del rabbinato esplode per la terza volta e la maggior parte degli ebrei d'Occidente si mostra fermamente contraria ai progetti dei sionisti. Tuttavia gli ebrei orientali, non ancora emancipati civilmente e quindi non assimilati, restano fedeli, per la maggior parte, all'idea del Messia personale e del ritorno miracoloso a Gerusalemme (33).

Il periodo di rassegnazione speranzosa è sempre sussistente nel Giudaismo orientale

Migliaia e migliaia di ebrei dell'Austria, della Romania, Polonia, Russia, dell'Asia e dell'Africa restano fedeli al Talmudismo, restano cioè estranei all'influsso del filosofismo, delle idee moderne e non hanno conosciuto la rivoluzione emancipatrice; perciò mantengono una fede cieca in un Messia bellicoso e conquistatore che li riporterà a Gerusalemme. Essi sono più numerosi degli ebrei occidentali. "Su sette, otto milioni di ebrei che esistono oggi [1901] come all'epoca di Gesù Cristo, la maggior parte risiede fuori dell'Europa occidentale" (34). È significativo l'appello indirizzato agli studenti ebrei dell'università di Praga dal Consiglio eletto del Corpo degli studenti della nazione ebrea: "Compagni Israeliti, gli ebrei non sono né tedeschi, né slavi, essi sono UN POPOLO A PARTE. Gli ebrei sono stati e restano un popolo autonomo per unità di razza, di storia, di sentimenti! Basta con le umiliazioni! ebreo, non sei uno schiavo!" (35).

il Sionismo e Il B'naÏ B'rith

Se lo scopo del presente articolo è quello di affrontare il discorso sul Sionismo alla luce delle profezie dell'Antico e del Nuovo Testamento ad esso inerenti, occorre tuttavia fare un costante riferimento al processo storico della realizzazione del Sionismo in Palestina dalla fine del XIX secolo ai giorni nostri, rimandando il lettore per gli argomenti più specifici alla bibliografia indicata alla fine.
Emanuel Ratier ha presentato recentemente uno studio molto interessante e ricco di documenti inediti sul B'naï B'rith (36), nel quale vi è un intero capitolo dedicato al Sionismo, la cui documentazione servirà ora per analizzare quale influsso la potente loggia dei "Figli dell'Alleanza" abbia avuto nella nascita dello Stato di Israele.
Fin dalla sua origine il B'naï B'rith è di ispirazione sionista, fin da quando due rappresentanti del B'naï B'rith romeno parteciparono nel 1898 al secondo congresso sionista di Basilea. Tuttavia le logge americane, a differenza di quelle europee, tutte filosioniste, erano su posizioni molto più moderate; ma l'evoluzione verso un atteggiamento favorevole al Sionismo fu rapida e già nel 1917 il giornale ufficiale del B'naï B'rith americano affermava che la dichiarazione di Balfour era (37). Anche le logge londinesi esercitarono una capitale influenza sullo sviluppo del Sionismo, come testimonia anche Paul Goodman nella storia della prima loggia del B'naï B'rith d'Inghilterra: (38). Anche il distretto di Germania, inizialmente ostile al Sionismo si avvicinò successivamente alle posizioni londinesi filosioniste. Nel 1897 in una dichiarazione del 27 giugno, il Comitato generale del B'naï B'rith tedesco, si dichiarò totalmente contrario al Sionismo, ma successivamente in una seconda risoluzione del Comitato generale del 22 maggio 1921 si schierò su posizioni assolutamente favorevoli alla creazione di uno Stato ebraico in Palestina.


Il B'naï B'rith in Palestina
(39). Da centinaia di anni il Giudaismo d'oriente viveva in uno stato quasi letargico sotto il regime ottomano: (40).
Nel 1865, ventitré anni prima della nascita del Movimento sionista di Herzl, il B'naï B'rith organizzò una grande campagna di aiuti alle vittime ebree del colera in Palestina e da allora non ha mai cessato di finanziare iniziative private in Israele. Non appena le circostanze politiche lo permisero, l'ordine si impiantò in Medio Oriente; in Egitto nel 1887 furono create due logge e l'anno seguente fu fondata la prima loggia di Palestina, il cui primo segretario fu Elieser Ben-Yehouda, il padre dell'ebraico moderno, allora considerato una lingua morta, nel quale tradusse la costituzione e il rituale segreto del B'naï B'rith. (41).
Nell'aprile del 1925 l'Ordine inaugurò la prima Università ebraica.
La grande Loggia di Palestina
Il B'naï B'rith aveva sempre temuto che la creazione di un distretto di Palestina insospettisse il regime turco, per cui la sede del distretto d'Oriente era stata posta a Costantinopoli. Il mandato inglese e la dichiarazione Balfour autorizzarono la creazione del XIV distretto il cui primo gran Presidente fu David Yellin. Nel 1948 il B'naï B'rith contava in Israele quarantotto logge, nel 1968 centotrentotto, mentre oggi il loro numero supera le duecento.
Durante il regime turco, tra il 1873 e il 1917, erano già state fondate sei logge massoniche in Palestina... di cui la prima, denominata Loggia del re Salomone, a Gerusalemme nel maggio 1873; durante il mandato britannico (1921-1947) la Massoneria conobbe un rapidissimo sviluppo.
La loggia inglese del B'naï B'rith e la Palestina
Il primo presidente del B'naï B'rith Herbert Bentwich era stato uno dei primi a condividere le tesi di Theodor Herzl sul Sionismo e nel 1897 aveva organizzato un pellegrinaggio di ebrei in Palestina tramite l'Ordine degli anziani Maccabei, a nome del quale aveva vi acquistato un terreno, a Gezer, dando inoltre alla First Lodge un orientamento spiccatamente sionista.
All'inizio della prima guerra mondiale fu creato un Comitato ebraico d'urgenza, composto esclusivamente da membri del B'naï B'rith, con lo scopo di fare pressione sui futuri negoziatori di pace, per ottenere nel dopoguerra una home nazionale ebraica in Palestina (42).
Henry Monsky
In America l'Ordine fu il principale luogo d'incontro e fusione tra gli ebrei di origine tedesca (borghesi e riformisti) e gli ebrei provenienti dall'Europa dell'Est (più poveri, ortodossi e filosocialisti), che si opponevano all'idea di fusione degli ebrei con il popolo americano. L'ascesa al potere di Hitler nel 1933 rilanciò l'interesse per la home nazionale ebraica in Palestina. «Il vecchio antisionista è così divenuto - scrisse Alfred Cohen, presidente del B'naï B'rith americano - un non-sionista. Egli guarda senza ostilità l'operazione Palestina Sarà tuttavia sempre contro il Sionismo politico, che apparirà, per il momento, come una causa per la quale non ci può infiammare. Le discussioni accese tra sionisti e antisionisti si sono raffreddate» (43).
Henry Monsky, eletto presidente del B'naï B'rith nel 1938, approfittò della seconda guerra mondiale per rilanciare l'Eretz Israel e dal 1941 rimase in stretto contatto con i principali dirigenti sionisti. Il B'naï B'rith nel 1942 approvò il programma di Baltimora.
Il 29 agosto 1943 si tenne una storica riunione dell'Ebraismo americano, voluta da Monsky, alla quale erano presenti sessantaquattro organizzazioni nazionali ebraiche, con cinquecentoquattro delegati - di cui almeno duecento fratelli del B'naï B'rith - in rappresentanza di un milione e mezzo di ebrei. La riunione fu tuttavia boicottata da due tra le principali organizzazioni ebraiche antisioniste, il Comitato ebraico americano e il Comitato del lavoro ebraico.
Monsky fu correlatore della risoluzione a sostegno del programma di Baltimora, approvata quasi all'unanimità (408 voti contro 3), e divenne il presidente della nuova struttura ebraica unitaria, la Conferenza ebraica americana, che ebbe termine nel 1949, ma che fu rimessa in piedi nel 1955 da un organismo più modesto, la Conferenza dei presidenti delle grandi organizzazioni ebraiche, in seguito al riconoscimento dello Stato di Israele. Samuel Happerin ha scritto: «Pur non avendo mai ufficialmente avocato a sé l'ideologia sionista le azioni effettive del B'naï B'rith hanno compensato tutte le esitazioni. Per valutare l'aumento di potere del Sionismo americano bisogna tener conto in maniera preminente della guida, del numero dei membri e dell'assistenza finanziaria del B'naï B'rith» (44). Il B'naï B'rith non aveva infatti preso ufficialmente posizione in favore del Sionismo fino al 1947, volendo evitare ogni divisione in seno all'Ebraismo americano al cui interno permaneva una minoranza antisionista.

Il B'naï B'rith fa riconoscere Israele

È stato il "B'naï B'rith" che ha provocato il riconoscimento (de facto) dello Stato d'Israele da parte del presidente americano Harry Truman, che era ostile ad un riconoscimento rapido d'Israele, e che a causa del suo "ritardismo" veniva accusato dai dirigenti sionisti di essere un traditore. Nessuno dei leaders sionisti era ricevuto, in quei frangenti, alla Casa Bianca. Tutti, tranne Frank Goldman, presidente del "B'naï B'rith", che non riuscì però a convincere il Presidente. Allora Goldman telefonò all'avvocato Granoff, consigliere di Jacobson, amico personale del presidente Truman. Jacobson, un "B'naï B'rith", pur non essendo sionista, scrisse tuttavia un telegramma al suo amico Truman, chiedendogli di ricevere Weizmann (presidente del Congresso Sionista mondiale). Il telegramma restò senza risposta, allora Jacobson chiese un appuntamento personale alla Casa Bianca. Truman lo avvisò che sarebbe stato felice di rivederlo, a condizione che non gli avesse parlato della Palestina. Jacobson promise e partì. Arrivato alla Casa Bianca, come scrive Truman stesso nelle sue "Memorie": «Delle grandi lagrime gli colavano dagli occhi... allora gli dissi: "Eddie, sei un disgraziato, mi avevi promesso di non parlare di ciò che sta succedendo in Medio Oriente". Jacobson mi rispose: "Signor Presidente, non ho detto neanche una parola, ma ogni volta che penso agli ebrei senza patria (...) mi metto a piangere" () Allora gli dissi: "Eddie, basta". E discutemmo d'altro, ma ogni tanto una grossa lacrima colava dai suoi occhi (...) Poi se ne andò» (13).
Ebbene poco tempo dopo, Truman ricevette Weizmann in segreto e cambiò radicalmente opinione, decidendo di riconoscere subito lo Stato d'Israele. Così il 15 maggio 1948 Truman chiese al rappresentante degli Stati Uniti di riconoscere de facto il nuovo Stato. E quando il Presidente firmò i documenti di riconoscimento ufficiale d'Israele, il 13 gennaio 1949, i soli osservatori non appartenenti al governo degli Stati Uniti erano tre dirigenti del "B'naï B'rith": Eddie Jacobson, Maurice Bisyger e Frank Goldman.
È poi da ascrivere al B'naï B'rith il mutamento della politica americana riguardo alla questione palestinese: infatti se negli anni cinquanta essa era stata globalmente favorevole agli Arabi, essa cambiò rapidamente in seguito alle continue pressioni dell'Ordine sul governo americano per ottenere enormi aiuti economici e bellici in favore dello Stato di Israele.
Con la "guerra dei sei giorni" si assiste infine alla sionizzazione definitiva de facto e de jure del B'naï B'rith e dell'A.D.L.; «Questa vittoria miracolosa ha permesso un'identificazione tra ebrei e Stato di Israele, del tutto diversa da quanto era avvenuto agli albori di tale Stato. È in questo frangente che l'A.D.L. e il B'naï B'rith pongono come pietra di paragone l'asserto che l'antisionismo equivale all'antisemitismo» (45).

il Laicismo sionista

L'idea sionista di Teodoro Herzl è assolutamente laica e (46), come testimoniano le sue parole: (47).
(48).
Ma l'idea sionista era molto forte, al punto da rasentare in tanti fondatori di Israele l'indifferenza verso il genocidio, come denuncia lo storico israeliano Tom Segev nel suo libro Le septiem million (49), e come scrive Barbara Spinelli su La Stampa: (50). Anche Fiamma Nirestein qualche giorno prima aveva ricordato, sullo stesso quotidiano, che Ben Gurion aveva fatto affondare una nave carica di giovani militanti dell'Irgum, perché erano di ostacolo al riconoscimento dello Stato di Israele.
Vana era stata anche la speranza, di Teodoro Herzl, di ottenere un riconoscimento da parte della Santa Sede, nonostante l'incontro con San Pio X il 25 gennaio 1904, preceduto da quello con il cardinale Merry Del Val il 22. (51).

La conquista della Terra Santa

"Questo piano - scrive il Lémann - sembra essere stato adottato dai promotori del Sionismo. È così che l'infiltrazione lenta e dissimulata preparerebbe, a colpo sicuro, gli elementi costitutivi dello Stato ebraico in Palestina, fino al giorno in cui un avvenimento propizio ed improvviso [la seconda guerra mondiale, n.d.r.], permetterà al Sionismo, sia mediante un tentativo ardito, sia mediante un'abile diplomazia, di mettere definitivamente la mano sul suolo tanto desiderato di tutta la Giudea" (52).
Con la dissoluzione dell'Impero ottomano (durante la prima guerra mondiale) il mondo cattolico cominciò a sperare che la Palestina sarebbe tornata in mani cristiane: (53). E Pasquale Baldi, uno dei più noti studiosi della questione dei luoghi santi, così scriveva: «Oggi per un prodigioso combinarsi di eventi, che noi riteniamo provvidenziale, Italia, Francia, Inghilterra, tre nazioni che ebbero tanta parte nelle guerre sante, tengono Gerusalemme sotto il proprio dominio. Oggi a ragione dunque i cattolici di tutto il mondo possono attendersi che suoni finalmente l'ora della giustizia; che per i Santuari della Palestina si rinnovino gli splendori dell'era costantiniana, gli splendori del primo secolo delle crociate!» (54).
Ciò che della questione dei Luoghi Santi maggiormente colpì l'attenzione dell'opinione pubblica europea fu la loro liberazione dal dominio musulmano e poi le controversie delle diverse confessioni cristiane circa il loro possesso. La Santa Sede agì diplomaticamente in vista di questi due obiettivi principali, situare la Palestina nella sfera di controllo delle potenze cattoliche, e porre un riparo alle usurpazioni compiute dai greci ortodossi nel 1757 (55). Quando gli Stati dell'Intesa, ormai in procinto di vincere il conflitto, manifestarono un orientamento favorevole alla INTERNAZIONALIZZAZIONE della Terra Santa, il mondo cattolico pensò che il primo obiettivo fosse quasi raggiunto.
L'idea di affidare la Terra Santa ad un governo internazionale non era nuova, ma fu soltanto nel corso della prima guerra mondiale che queste proposte assunsero un carattere di attualità. Con la caduta del regime zarista cessò anche ogni possibilità di intervento russo-ortodosso in Medio Oriente. (56).
Il Vaticano tuttavia non riteneva che la soluzione di affidare il governo della Terra Santa ad un governo internazionale fossa la migliore; lo stesso card. Gasparri puntualizzò che alla S. Sede sembrava più corretto parlare di «carattere di nazionalità intendendo sottolineare che i luoghi santi, anziché essere sottoposti al governo di più nazioni, avrebbero dovuto essere sottratti al controllo di qualsiasi organismo politico ed affidati ad istituzioni religiose come la Custodia di Terra Santa. In questo contesto potrebbero trovare spiegazione le voci - non però confermate - relative all'eventualità di un governo pontificio in Palestina. Tuttavia la consapevolezza dell'impossibilità di tradurre in pratica questo progetto ne aveva impedito qualsiasi elaborazione concreta ed aveva indotto la S. Sede a ripiegare sull'ipotesi di un regime internazionale» (57).
«Dopo la prima guerra mondiale gli sforzi della Santa Sede si erano indirizzati nel senso di realizzare un progetto di riaffermazione del Cattolicesimo ispirato dal "proposito di procedere ad una cristianizzazione non soltanto degli individui, ma della società e degli Stati da compiere con tutti i mezzi" (58). La codificazione canonica del 1917, dominata dall'immagine della Chiesa come societas juridice perfecta, e la politica concordataria degli anni venti e trenta, volta a restituire alla Chiesa quelle funzioni pubbliche che le erano state sottratte in epoca liberale, costituirono le manifestazioni salienti di questo intendimento, cui era sottesa una ecclesiologia che mirava ad instaurare visibilmente il regno di Cristo in ogni sfera della vita umana, compresa quella politica» (59).
Tuttavia le speranze della S. Sede ebbero vita breve, perché tra il 1917 e il 1918 il quadro politico subì radicali cambiamenti che portarono all'accantonamento del progetto d'internazionalizzazione.
Vi fu quindi la famosa dichiarazione Balfour, che impegnava la Gran Bretagna a favorire la creazione di una Casa nazionale ebraica in Palestina. (60). Il cardinal Gasparri stesso, nel dicembre 1917, aveva detto al rappresentante diplomatico del Belgio che , aggiungendo anche: (61). Lo stesso pontefice Benedetto XV intervenne pubblicamente ed affermò che deprecava l'eventualità di un (62).
Il Papa temeva soprattutto che (63).
Il Consiglio supremo Alleato riunito a Sanremo nell'aprile del 1920 pose definitivamente fine alla speranza di una internazionalizzazione della Palestina assegnandone il controllo alla Gran Bretagna, proprio a quel paese, cioè, di cui la S. Sede diffidava maggiormente, non solo per il sostegno promesso alla causa sionista, ma anche per l'influenza che la chiesa anglicana avrebbe potuto esercitare in Terra Santa (64).

La Santa Sede e la "Teologia del Sionismo"

La Santa Sede vedeva nella dichiarazione Balfour per la creazione di una sede nazionale ebraica in Palestina la conferma del timore già espresso da Benedetto XV, che si intendesse cioè concedere agli ebrei in Palestina. Il cardinal Gasparri da parte sua, aggiungeva in una lettera ai timori prettamente religiosi espressi dal Pontefice, una nuova motivazione, la difesa delle "popolazioni indigene" e delle "nazionalità" minacciate dalle aspirazioni sioniste (65). (66).
L'Osservatore Romano si occupò ampiamente dei problemi della Terra Santa e del Sionismo, non sottovalutando affatto l'enorme importanza e la portata escatologica della questione sionista. «In Europa - scriveva il suo corrispondente da Gerusalemme - si è troppo facili, con una superficialità che irrita, a guardare al nuovo fenomeno semitico palestinese con aria scettica di compatimento. Ma la realtà è una sola: gli ebrei lavorano con eroica serietà di propositi L'eventualità di un argine da parte degli arabi non ha nessuna consistenza. La loro opposizione di prammatica non arresterà nemmeno di un passo l'avanzata del Sionismo» (67).
Da questa osservazione nascevano due linee interpretative, l'una privilegiava una lettura in chiave religiosa del Sionismo, giudicato un punto di passaggio verso "la conversione degli ebrei al Cristianesimo" (68); l'altra, invece, insisteva piuttosto sui pericoli che derivavano alla presenza cristiana in terra Santa, dal rafforzamento del Sionismo.
La Civiltà Cattolica si segnalò per aver dato una visione teologica del problema sionista, definendo chimerico il disegno perseguito dal Sionismo: (69), oltreché ingiusta, perché (70). Il Sionismo inoltre, per i gesuiti della Civiltà Cattolica, si mostra incapace di dare una risposta convincente al problema ebraico: (71). Soprattutto costituiva (72). Il rimedio proposto per riportare la pace in Palestina non sarà che (73).
Nel 1943 Mons. Tardini, Segretario per gli affari straordinari della Santa Sede, confermò tale visione teologica sul Sionismo, asserendo che (74).
La condanna dell'antisemitismo razzista e biologico espressa da Pio XI nel 1928 «non implicava in alcun modo l'adozione di orientamenti più favorevoli al Sionismo. Essa infatti nasceva dalla preoccupata reazione della S. Sede per il dilagare in Europa di movimenti e dottrine ispirati a principi di esasperato razzismo e nazionalismo, ma non presuppone alcuna revisione della tradizionale concezione cattolica che negava al popolo ebraico, dopo la venuta di Cristo, qualsiasi ruolo nella storia della salvezza, che non fosse quello di testimoniare, con le sue sofferenze, la verità della Rivelazione cristiana. "Dopo la morte di Cristo, Israele fu licenziato dal servizio della Rivelazione", disse nel 1933 l'arcivescovo di Monaco, card. Faulhaber» (75).
Nel 1938 La Civiltà Cattolica ribadì in modo più esteso la sua posizione: «Tutto il valore del Giudaismo era nella sua sola ragione di essere la preparazione dell'Avvento del Messia Venuto il Messia, in persona di Gesù Cristo, cessò necessariamente e automaticamente il valore del Giudaismo tutt'insieme, e quale popolo "eletto" e quale religione» (76).
(78).
Come aveva scritto L'Osservatore Romano «il Sacrificio di Cristo, voluto da un popolo che se ne proclamò responsabile per sé e per i suoi figli, nei secoli, davanti al giudice umano come a quello divino, costituiva di fronte alla storia e alla civiltà mondiale una tale prescrizione di qualsiasi diritto sulla terra promessa da non avere certo bisogno di invocare venti secoli ormai trascorsi a suo favore per essere ratificato da qualsiasi tribunale politico» (79). Su tale base di natura teologica si innestavano poi precise ragioni di ordine politico, che confermavano l'avversione al movimento sionista della Santa Sede, il cui obiettivo prioritario era quello di mantenere in mani cristiane il controllo dell'intera Palestina e per la quale il mandato britannico appariva il male minore a fronte della costituzione di due stati non cristiani in Terra Santa: (80).

IL VATICANO E LA QUESTIONE PALESTINESE

La Santa Sede continuò a ribadire la sua ferma opposizione alla costituzione di una home ebraica in Terra Santa. In una lettera al delegato apostolico a Washington il Segretario di Stato vaticano il 25 maggio 1943 sosteneva esplicitamente che (81). Anche Mons. Tardini scriveva: «La Santa Sede si è sempre opposta alla dominazione ebraica sulla Palestina. Benedetto XV si è adoperato con successo per evitare che la Palestina divenisse uno Stato ebraico. In effetti dal punto di vista religioso (il più importante) la Palestina è una terra sacra, non solo per gli ebrei, ma molto di più per tutti i cristiani e specialmente per i cattolici. Darla agli ebrei significherebbe offendere tutti i cristiani e violare i loro diritti» (82). L'avversione alla costituzione di una home ebraica in Palestina non significava però che la Santa Sede fosse favorevole ad una dominazione araba sulla Terra Santa, (83). Tutta la politica vaticana riguardo alla Palestina era ispirata dal timore che sia una dominazione araba sia una dominazione ebraica risultassero pregiudizievoli per gli interessi cattolici in Terra Santa (84).
Ma la risoluzione approvata dall'Assemblea delle Nazioni Unite il 29 novembre 1947 introdusse un fatto nuovo nello scenario mediorientale: la creazione di uno Stato ebraico indipendente, prevista per l'ottobre del 1948. La prospettiva della costituzione di uno Stato ebraico in Palestina ebbe un'eco profonda in tutto il mondo cristiano. La proclamazione dell'indipendenza di Israele fu accolta in Vaticano con molto riserbo. L'Osservatore Romano asserì che (85).

i rapporti tra Sionismo e nazionalsocialismo

Nel 1922 Vladimir Jabotinsky si ritirò dall'esecutivo dell'Organizzazione sionistica e fondò nel 1924 il Partito Revisionista. Il Nuovo schieramento combatteva la politica dell'Esecutivo sionista troppo disponibile al compromesso con gli inglesi e con gli arabi e (86).
A questo proposito il Blondet è più esplicito e ricco di informazioni: (87).
(88). Conobbe poi un ex ufficiale zarista, mutilato, certo Joseph Trumpeldor e con lui ideò l'organizzazione di una "legione ebrea" all'interno di non importa quale esercito alleato. Proprio Trumpeldor ha dato il suo nome alla principale organizzazione di gioventù sionista revisionista, il BÉTAR o B'RITH TRUMPELDOR (Alleanza di Trumpeldor). Bétar è anche il nome della fortezza dove Bar Kochba condusse la rivolta contro le legioni di Roma nel secondo secolo.
Durante il dodicesimo Congresso sionista del settembre 1921 a Karlovy Vary, Jabotinsky, senza informare i dirigenti sionisti, firmò un accordo con Maxime Slavinsky, rappresentante del leader del governo ucraino in esilio, Simon Petlioura (accusato oggi di antisemitismo). Questo accordo con un regime che favoriva i pogrom, fu giustificato da Jabotinsky con l'affermazione che se l'Armata Rossa gli avesse fatto la stessa proposta, l'avrebbe egualmente accettata (89). L'alleanza con l'Ucraina costrinse Jabotinsky a dimettersi dall'Esecutivo sionista e dall'Organizzazione sionista. Nel 1923 pubblicò una serie di articoli in cui mirava ad intraprendere una sorta di REVISIONE del Sionismo, affermando che si trattava di un ritorno alle tesi originarie di Herzl. Sostenne così posizioni di ACCESO NAZIONALISMO, il cui unico fine era di trasferire milioni di ebrei in Israele facendo della Palestina uno Stato ebraico di fatto. Gli arabi, (91). Jabotinsky è convinto che lo stato abbia il primato sull'individuo, per cui non bisogna assolutamente rifarsi all'etica biblica ma attingere le proprie forze alle teorie del NAZIONALISMO INTEGRALE; (92). Jabotinsky è assolutamente contrario alla diaspora e PER IMPEDIRE L'ASSIMILAZIONE degli ebrei, SARÀ ANCHE PRONTO AD ACCOGLIERE favorevolmente LE IDEE ANTISEMITE, che avrebbero spinto gli ebrei a ritornare nella loro terra e a riscoprire l'identità che stavano perdendo. «Per Jabotinsky ogni assimilazione ai goyim è non solo infausta ma impossibile "La fonte del sentimento nazionale si trova nel SANGUE dell'uomo nel suo TIPO FISICO-RAZZIALE È inconcepibile che un ebreo possa adattarsi alla visione spirituale di un tedesco o di un francese"» (93). Inoltre elimina l'idea di un Dio trascendente e la sostituisce con quella di nazione, minando alla base le fondamenta stesse del Giudaismo ortodosso. A tutto ciò unisce un odio viscerale per il socialcomunismo, mentre vede, di conseguenza, la forza principale del Sionismo nel supercapitalismo.

a) Il Bétar
(94)
Nel 1923 Jabotinsky fondò il braccio armato del Revisionismo sionista il Bétar B'rith Trumpeldor, i cui membri (95). Dal 1934 al 1937 una scuola navale del Bétar funzionerà in Italia, a Civitavecchia, con 153 cadetti diplomati. Per Marius Schattner (96). Il Bétar è un'organizzazione rigida, con un rituale stretto e severo: ogni betariano deve impegnarsi a consacrare i due primi anni del suo insediamento in Palestina alla militanza a tempo pieno nel Bétar, il quale si fonda sostanzialmente sul mito della forza, sulla potenza del cerimoniale, su una struttura paramilitare.
Negli anni 1931-32 Jabotinsky visse a Parigi, (97). Nel 1935 fondò a Vienna, durante un congresso, la Nuova Organizzazione Sionista (N.O.S.), che inaugurava una politica molto discussa con tutti i governi (anche antisemiti) PURCHÉ FOSSERO INTENZIONATI A REGOLARE LA QUESTIONE EBRAICA IN SENSO SIONISTA, consentendo cioè l'emigrazione ebraica in Palestina. Ciò non impedirà per altro a Jabotinsky di pronunciarsi, negli anni della guerra, a favore della creazione di un esercito ebreo destinato a combattere la Germania hitleriana.

b) Menahem Begin
Fino alla vittoria di Begin nel 1977 a capo del Likud, formazione politica erede del Bétar di Jabotinsky, la maggior parte degli storici del Sionismo avevano relegato il Revisionismo nel ghetto spirituale dei fanatici o addirittura dei lunatici esaltati. Ma nel 1977 il "fascista" Begin sale al potere in Israele e, fin dal suo primo discorso, si rifà esplicitamente alle idee di Jabotinsky, anche se aveva fatto parte dell'ala più radicale del Revisionismo, quella più vicina al fascismo e associata al B'ritj Ha Biryonim (il gruppo dei bruti), scavalcando a destra lo stesso Jabotinsky!
Dopo la seconda guerra mondiale Begin come leader del partito Hérout (Libertà) farà lavorare al quotidiano del partito il suo amico Abba Ahimert, ideologo estremista revisionista, che aveva scritto: (98).
Quando Begin si recò per la prima volta negli USA nel 1948, alcuni intellettuali ebrei, tra cui Einstein, Hannah Arendt e Sydney Hook, scrissero una lettera aperta al New York Times (4 dicembre 1948) in cui affermavano che il partito di Begin era . Begin non rinnegherà in nulla le sua vecchie idee estremiste: dopo di lui diverrà primo ministro di Israele il suo amico (e terrorista) Yitzhak Shamir, per il quale (99).

c) Revisionismo e nazismo
Nella primavera del 1936 una coppia di ebrei, i Tuchler, inviati dalla Federazione Sionista di Germania, ed una coppia di nazisti, i von Mildenstein, inviati dal N.S.D.A.P. e dalle SS., si ritrovarono alla stazione di Berlino dove presero il treno per Trieste e s'imbarcarono sulla Martha Washington per la Palestina. Lo scopo del viaggio era quello di fare un'indagine il più possibile completa e documentata sulle POSSIBILITÀ DI INSEDIAMENTO DI EBREI TEDESCHI IN PALESTINA. «Malgrado le dichiarazioni di principio e diverse misure specifiche (boicottaggio degli ebrei tedeschi a partire dal 1 aprile 1933), tutti gli storici sono d'accordo nell'ammettere che Hitler non aveva una politica d'insieme precisa sulla questione ebraica fino alla notte dei cristalli del 9-10 novembre 1938. Ciò lasciò campo libero all'Ufficio degli Affari ebraici delle SS, per esplorare le diverse politiche attuabili. Il viaggio del barone von Mildenstein fu una di esse. Ora Mildenstein era ufficiale superiore delle SS s'era interessato da molto tempo alla questione ebraica Fervente sionista, entrò nelle SS. e fu reputato uno dei più qualificati specialisti del Giudaismo. Fu lui che vide per primo l'interesse che si poteva trarre dalle organizzazioni sioniste, specialmente revisioniste Scrisse una serie di dodici lunghi articoli, molto documenteti, sul quotidiano berlinese Der Angrif di Goebbels, dal titolo Un nazista viaggia in Palestina. Vi esprimeva la sua ammirazione per il Sionismo e concludeva che "il focolare nazionale" ebreo in Palestina "indica un mezzo per guarire una ferita vecchia di molti secoli: la questione ebraica". Per commemorare tale visita fu coniata una medaglia, su richiesta di Goebbels. Una faccia era ornata dalla svastica nazista e l'altra dalla stella di David Le SS. erano divenute la componente più filosionista del partito nazista» (100). In seguito a questo viaggio il giornale delle SS. Das schwarze Korps proclamò ufficialmente il suo appoggio al Sionismo (101). Il 26 novembre lo stesso quotidiano rinnovava il suo appoggio al Sionismo: (102). Ancora, nel maggio 1935 Heyndrich in un articolo distingueva gli ebrei in due categorie dimostrando una forte predilezione per quelli che e Alfred Rosemberg scriveva che (103). Con l'avvento al potere di Hitler il Bétar fu la sola organizzazione a continuare ad uscire in parata in uniforme nelle strade di Berlino. Il 13 aprile 1935 la polizia della Baviera (feudo di Himmler e di Heyndrich) ammetteva eccezionalmente che gli aderenti al Bétar potessero indossare la loro uniforme. Questi cercavano così di spingere gli ebrei di Germania a CESSARE DI IDENTIFICARSI COME TEDESCHI e a farli innamorare della loro nuova identità nazionale israeliana (104). La Gestapo fece tutto il possibile per favorire l'emigrazione verso la Palestina; ancora nel settembre 1939 autorizzò una delegazione di sionisti tedeschi a partecipare al 21° Congresso sionista di Ginevra. Jabotinsky invece si era pronunciato per il boicottaggio della Germania, mentre Kareski, membro del movimento revisionista, perseguiva una politica di collaborazione con la Germania in vista di poter costituire lo Heretz Israel. Nel 1942 restava ancora in attività nella Germania un Kibbutz a Nevendorf per esercitare dei potenziali emigranti verso la Palestina. (105).

d) Un patto segreto tra la banda Stern e il terzo Reich
I dirigenti ebrei della gang Stern - incredibile ma vero - fecero ai nazisti una proposta di alleanza nel 1941 per lottare contro gli inglesi: la cosa che più colpisce è che uno di essi era Yitzhak Shamir, futuro primo ministro di Israele. «Lo scarso equipaggiamento militare dell'Italia, sia in Libia che in Grecia, convinse Stern che l'Italia non aveva i mezzi per condurre a termine la sua politica, mentre la Germania nel 1940, riportava vittoria su vittoria. Tali successi impressionarono Stern, che si lanciò in un'avventura folle e senza uscita: formare un'alleanza con la Germania hitleriana. Stern lavora fino al febbraio 1941 (quando fu ucciso dagli inglesi) a concretizzare questo obiettivo, fondandosi su un'analisi insolita della situazione del Giudaismo. Per lui l'Inghilterra è il vero nemico, mentre la Germania è solo un OPPRESSORE che appartiene alla linea dei PERSECUTORI che il popolo ebreo ha incontrato durante la sua storia. Questo è l'errore più grande di Stern: vede nel Nazismo un movimento animato da un antisemitismo ragionevole» (106). All'inizio del 1941 Lubentchik, agente segreto della banda Stern, propone un patto militare tra l'Organizzazione militare sionista Irgun (una scissione della stessa banda) e la Germania, proposta nota col nome di testo di Ankara (107), trasmesso a Berlino l'11 gennaio 1941 e ritrovato tempo fa negli archivi dell'ambasciata tedesca in Turchia. In esso si legge: «I principali uomini di stato della Germania nazionalsocialista hanno spesso insistito sul fatto che un Ordine Nuovo in Europa richiede come condizione previa una soluzione radicale della questione ebraica, mediante l'emigrazione. L'evacuazione di masse ebree d'Europa è la prima tappa della soluzione della questione ebraica. Tuttavia, il solo mezzo per cogliere tale fine è l'installazione di queste masse nella patria del popolo ebraico, la Palestina, mediante lo stabilimento di uno Stato ebraico nelle sue frontiere storiche» (108). Lo Stato maggiore tedesco, tuttavia, decise di appoggiarsi nella lotta alla Gran Bretagna, agli arabi che erano milioni, piuttosto che agli ebrei, che non erano che un pugno di uomini (109). La veridicità di questo documento è stata messa in dubbio, ma Israël Eldadsnab, uno dei capi storici del gruppo Stern, ha confermato la verità dei fatti (110) e il settimanale Hotam affermò che tale documento era stato consegnato personalmente da Shamir e Stern. Quando il 10 ottobre Shamir divenne primo ministro dello Stato di Israele dopo il dicastero Begin, l'Associazione Israeliana dei combattenti antifascisti e delle vittime del Nazismo manifestò la sua indignazione in un telegramma al presidente Herzog nel vedere il posto di primo ministro occupato da (111). Se la banda Stern fu l'unico gruppo sionista revisionista a negoziare col Terzo Reich in piena guerra, le organizzazioni sioniste moderate non avevano esitato a farlo prima della guerra, in gran segreto. «I circoli nazionalisti ebrei sono molto soddisfatti della politica della Germania, poiché la popolazione ebrea in Palestina sarà da tale linea politica talmente accresciuta che in un futuro prossimo gli ebrei potranno contare su una superiorità numerica di fronte agli arabi» (112).

I rapporti tra Sionismo e Fascismo

a) La scuola navale del Bétar nell'Italia fascista
Già negli anni precedenti la prima guerra mondiale Jabotinsky aveva sviluppato una teoria sui FONDAMENTI RAZZIALI DELLE NAZIONI (Razza e nazionalità), i cui postulati coincideranno con la Dottrina dello Stato di Mussolini (113). «Sprovvisto di animosità nei confronti degli ebrei, Benito Mussolini considerava le organizzazioni sioniste revisioniste come movimenti fascisti. Fu così che fece allenare, a partire dal novembre 1934, dietro domanda di Jabotinsky, uno squadrone completo del Bétar a Civitavecchia, presso la scuola marittima, diretta dalle camicie nere. Durante l'inaugurazione del quartier generale degli squadroni italiani del Bétar, nel marzo 1936, un triplice canto ordinato dal comandante dello squadrone risuonò; "Viva l'Italia, il Re, il Duce!". Esso fu seguito dalla "benedizione" che il rabbino Aldo Lattes invocò, in italiano e in ebraico, per Dio, il Re, il Duce "Giovinezza" (l'inno del partito fascista) fu intonata dai betariani con molto entusiasmo. Mussolini ricevette inoltre la promozione di betariano nel 1936» (114). Mussolini fu anche il primo Capo di Stato a proporre la divisione della Palestina e la creazione di uno Stato ebraico (115). Jabotinsky tuttavia, al contrario dei suoi luogotenenti, non si proclamò mai fascista o nazista, anche se prese le difese di Mussolini in una serie di articoli scritti negli USA nel 1935 (116), mentre tale era considerato da molti capi israeliani, al punto che Ben Gurion lo chiamava Vladimir Hitler. Nel 1935 Mussolini confidò a David Prato, futuro gran rabbino di Roma che (117). I dirigenti sionisti non revisionisti fin dal 1922 avevano preso contatti con Mussolini, che ricevette i primi sionisti poco dopo la marcia su Roma, il 20 dicembre 1922, assicurando il gran rabbino di Roma che non avrebbe tollerato alcuna manovra antisemita (118). Ahimeir, principale leader del movimento revisionista palestinese negli anni trenta, riaffermò nel marzo 1962: (119).
b) Mussolini e il Sionismo
Occorre tuttavia precisare con De Felice che (120).
D'altronde «Dopo le sanzioni votate dalla Società delle Nazioni contro l'Italia, Mussolini tagliò i rapporti che fino ad allora aveva intrattenuto con i dirigenti sionisti e si avvicinò agli arabi, nel tentativo di scalzare le posizioni britanniche e francesi nel Medio Oriente» (121).
Per comprendere meglio l'attitudine di Mussolini verso il Sionismo giova leggere l'interessante Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo del De Felice, nella quale si vede come l'atteggiamento di Mussolini sia stato ondivago, a seconda se si trattava del Sionismo in Palestina o della partecipazione di cittadini italiani al movimento sionista (122).
«Verso il SIONISMO ITALIANO Mussolini nutriva tutti i pregiudizi e le diffidenze così diffusi tra nazionalisti e fascisti La convinzione che i sionisti avessero due "patrie" e neppure sullo stesso piano tra loro, per cui la prevalente sarebbe stata quella palestinese, urtava profondante il suo concetto monolitico ed esclusivistico della patria e gli rendeva automaticamente antipatici e sospetti i sionisti Verso il SIONISMO INTERNAZIONALE Mussolini nutriva invece, se non simpatia una certa benevolenza egli vedeva nel Sionismo (specie nei suoi gruppi di destra più accesi e antinglesi) un prezioso mezzo per inserire l'Italia negli avvenimenti mediterraneo-orientali e soprattutto un mezzo per creare difficoltà in quel settore all'Inghilterra La carta "Sionismo", così come da un certo momento in poi quella degli "arabi" era per Mussolini soprattutto un elemento del suo gioco mediterraneo... Che i sionisti, da parte loro, non rifiutassero il "rapporto" con l'Italia fascista è ovvio. Prima che Mussolini "cadesse sotto l'influsso di Hitler", l'Italia era uno dei paesi europei più liberali verso gli ebrei» (123).

Antisemitismo pagano e Sionismo

Hannah Arendt, filosofa ebrea tedesca (1906-1975) ha scritto considerazioni di grande interesse sulla natura del Sionismo: (124). E ancora: (125). La Arendt critica la definizione stessa del Sionismo data da Herzl, per il quale una nazione e afferma che «la conclusione cui giunsero questi sionisti fu che SENZA L'ANTISEMITISMO IL POPOLO EBRAICO NON SAREBBE SOPRAVVISSUTO per cui SI OPPOSERO A QUALUNQUE TENTATIVO DI LIQUIDARE L'ANTISEMITISMO SU LARGA SCALA. Al contrario, dichiararono che "I NOSTRI NEMICI, GLI ANTISEMITI, SAREBBERO STATI I NOSTRI AMICI PIÙ FIDATI E I PAESI ANTISEMITI I NOSTRI ALLEATI L'antisemitismo era una forza irresistibile e gli ebrei AVREBBERO DOVUTO UTILIZZARLA o ne sarebbero stati divorati (L'antisemitismo) era la forza motrice responsabile di tutte le sofferenze degli ebrei, e avrebbe continuato a causare sofferenza FINCHÉ GLI EBREI NON AVESSERO IMPARATO AD UTILIZZARLA A LORO VANTAGGIO. IN MANI ESPERTE QUESTA FORZA MOTRICE SI SAREBBE DIMOSTRATA IL FATTORE PIÙ SALUTARE NELLA VITA EBRAICA Tutto ciò che occorreva fare era usare la FORZA MOTRICE dell'antisemitismo che come l'onda del futuro avrebbe portato gli ebrei nella terra promessa» (126).

i rapporti tra sionismo usa e urss

«Il periodo della guerra [1939-1945] trasformò la comunità ebraica di Palestina in un organismo più forte, cosciente, proteso verso l'affermazione concreta dei propri ideali Gli anni della guerra avevano reso l'opinione pubblica americana estremamente sensibile al dramma dell'Ebraismo europeo ed avevano trasformato notevolmente la comunità ebraica che si era fatta più omogenea, influente ed aperta al Sionismo. In pochi anni l'interesse per questo movimento da sentimento prettamente filantropico si trasformò in una forma di partecipazione concreta» (127).
Paul Johnson ha affermato recentemente che (128).
Dopo la guerra il gioco decisivo era nelle mani delle grandi superpotenze (USA e URSS). L'America presentava lo Stato d'Israele come baluardo del mondo occidentale nel Medio Oriente. La politica miope dei liberalconservatori vedeva (e continua a vedere) come UNICO pericolo quello comunista (che è certamente enorme e non va sottovalutato neppure oggi), ma non riusciva a scorgere la portata apocalittica e teologica della fondazione dello Stato di Israele, e forse ignorava che: «Nell'immediato dopoguerra Stalin si presentò più volte come il paladino dei popoli colpiti dalla dominazione nazista, mostrandosi propenso a considerare le istanze degli ebrei che con sei milioni di vittime rivendicavano i propri diritti. Il rappresentante sovietico alle Nazioni Unite, Andrey Gromiko, sostenne che non si potava negare al popolo ebraico il diritto di avere uno Stato Approvò quindi il piano UNSCOP tra la sorpresa generale» (129). Secondo il Johnson «se complotto vi fu per fondare Israele, FU L'UNIONE SOVIETICA AD ESSERNE MEMBRO INFLUENTE. Durante la guerra, per ragioni tattiche, Stalin aveva sospeso la sua politica antisemita, creando perfino un Comitato ebraico antifascista. Dal 1944, per un breve momento, aveva adottato un atteggiamento filosionista in politica esteranel maggio 1947, Andrey Gromiko sorprese tutti annunciando che il suo governo era favorevole alla creazione di uno Stato ebraico» (130).
Chi invece comprese molto bene la portata della fondazione dello Stato d'Israele furono proprio gli ebrei: «In quella circostanza [la risoluzione del 1948, n.d.r.] gli ebrei di Roma, che tradizionalmente si erano imposti di non passare più sotto l'Arco di Tito, testimone del loro asservimento, in una solenne cerimonia ruppero questo simbolico divieto, attraversando l'Arco di Tito in senso opposto a quello del trionfo dell'imperatore romano» (131). (132).
Tuttavia con il 1949 i rapporti tra URSS e Israele cominciano ad incrinarsi.
Andrew e Leslie Cockburn, in un recente e ben documentato libro, gettano nuova luce sui rapporti tra USA, URSS e Sionismo: «Dopo molti decenni ed una guerra fredda, Andrei Gromyko, alzando una mano avrebbe dichiarato: "Con questa mano ho creato lo Stato di Israele" L'eloquenza di Gromyko si manifestò su ordine di Giuseppe Stalin, che, rispetto alla fondazione dello Stato d'Israele, non si era certo fatto influenzare dai sentimenti I russi avevano ottime ragioni per sostenere sia la resistenza armata ebraica contro il dominio britannico in Palestina, che la creazione dello Stato sionista, dal momento che lo Stato arabo era allora decisamente nella sfera di influenza dell'occidente. () Il sostegno diplomatico non fu l'unica forma d'incoraggiamento che Stalin diede alla lotta d'Israele per costruirsi e sopravvivere come Stato» (133). Lo Stato di Israele inoltre, ricevette aiuti bellici «dal regime comunista che prese il potere in Cecoslovacchia nel febbraio del 1948, un governo sotto l'occhio attento e vigile di Stalin. Nei mesi che precedettero la dichiarazione di indipendenza di Israele (maggio 1948), i servizi segreti militari statunitensi scoprirono l'esistenza di un regolare ponte aereo per il trasporto di armi tra Praga e il medio oriente (134). () Entro l'autunno del 1948 furono addestrati nelle varie basi cecoslovacche non meno di cinquantamila militari israeliani e quando questi partirono alla volta di Israele, il loro reparto prese il nome di Klement Gottwald, il dirigente comunista ceco» (135). Israele rese inoltre il favore alla Cecoslovacchia, fornendole preziose informazioni sulle più moderne armi americane, veri gioielli di un settore di tecnologia bellica altamente avanzata, nel quale i sovietici erano ancora assai arretrati. «Nel 1948, in almeno due occasioni, gli israeliani consegnarono ai cecoslovacchi esemplari di moderne armi americane Quando e come gli israeliani avessero ottenuto questi prodotti della tecnologia occidentale, poi consegnati ai sovietici, non si è mai saputo, ma evidentemente per lo Stato ebraico si trattava di un'operazione che valeva la pena di compiere» (136). Tuttavia il rapporto privilegiato con l'Est sovietico non doveva essere esclusivo poiché non era da solo sufficiente a fornire al Sionismo , al cui vertice vi era il presidente Trumann che inizialmente non si mostrò entusiasta ad appoggiare la creazione di uno stato ebraico in Palestina (137). Fu solo nel corso del suo secondo mandato che Trumann riconobbe formalmente lo Stato ebraico: «Spingere il presidente americano nel campo filo-israeliano era stata una mossa importante, ma ciò non comportò affatto per Israele la rottura dei suoi legami con i paesi dell'Est ed il suo passaggio nel blocco occidentale [in quanto] Israele voleva sia i capitali americani sia i due milioni di ebrei dell'Unione sovietica, ma non sembrava possibile ottenerli entrambi allo stesso tempo. E d'altra Parte il denaro serviva subito. La comunità ebraica americana aveva contribuito di tasca propria, e con ingenti somme, ad operazioni come l'acquisto di armi cecoslovacche» (138). Se l'Unione Sovietica si accontentava della neutralità di Israele, nel corso della guerra fredda gli Stati Uniti non erano per nulla soddisfatti di tale posizione. Tuttavia gli israeliani «nel timore di alienarsi del tutto i sovietici, tentarono di mantenere comunque un profilo basso e una certa neutralità Israele si trovava in un vicolo cieco: da una parte non osava impegnarsi troppo apertamente con gli americani per timore di tagliare tutti i legami con l'Est dall'altra, si trovava di fronte al problema di come continuare a mungere la "mucca" americana senza essere disposta né capace di dare qualcosa in cambio (139). In realtà c'era qualcosa che Israele poteva dare alla "mucca" americana, ma ciò doveva rimanere segreto» (140). Se era molto difficile per gli USA e la CIA contattare direttamente gli abitanti dell'Est ed averne preziose informazioni, «non rimaneva altro che trovare un posto dove vi fosse molta gente che avesse vissuto di recente in un territorio controllato dai sovietici. Tanto meglio poi se quel paese (Israele) aveva anche una consolidata esperienza di lavoro clandestino in quella parte del mondo ed un'organizzazione di servizi segreti altamente efficiente e ansiosa di collaborare con gli USA» (141). Questa tesi trova conferma anche nel libro di Ostrovsky, il quale asserisce che il Mossad dipende totalmente dagli ebrei che vivono fuori da Israele, i cosiddetti Sayanim, e non potrebbe funzionare senza di loro (142).

il sionismo e l'antico testamento

Ma qual è il piano di Dio? Gerusalemme è destinata dal Signore a ridiventare capitale di uno Stato ebraico? Il modo in cui si è realizzata la formazione dello Stato d'Israele corrisponde a ciò che deve essere il regno di Giuda secondo le profezie? Questa è la chiave della questione sionista: è una chimera o è una realtà? Lo studio teologico del piano di Dio darà una risposta.
La risposta si trova nelle profezie bibliche, che vanno però bene interpretate, in senso spirituale (e non temporale); infatti esse non predicono il ristabilimento del regno temporale d'Israele, ma preannunciano la fondazione della Chiesa romana, regno anzitutto e principalmente spirituale e celeste.
Già ai tempi della venuta di Cristo i dottori gli scribi e i farisei, interpretando alla lettera le profezie, si facevano un'idea del tutto terrestre e materiale del regno del Messia, ed è per questo che condannarono a morte Gesù, che predicava un regno principalmente spirituale (la Chiesa in terra e il Cielo nell'al di là) per tutti gli uomini. I sionisti di allora non furono contenti ed eliminarono il vero Messia. Ed è ancora con tale falsa interpretazione delle profezie messianiche che gli ebrei, sin dalla distruzione di Gerusalemme (70) e fino ai giorni nostri, continuarono a sperare nella ricostituzione del regno d'Israele.
La causa di tali false interpretazioni è, per la teologia cattolica, il disconoscimento del duplice oggetto di tali profezie: uno temporale, riguardante la restaurazione di Gerusalemme e dello Stato ebraico dopo la cattività babilonese (586 a. C.) e non dopo la morte del Messia e la distruzione di Tito (70); l'altro spirituale e riguardante la fondazione della Chiesa, l'Israele spirituale che deve condurre gli uomini di tutti i popoli in Cielo (la Gerusalemme celeste).
L'insigne teologo ed esegeta mons. Lémann scrive a questo riguardo: "È dopo aver misconosciuto il duplice oggetto delle profezie messianiche, l'uno temporale, relativo all'antica Gerusalemme terrestre, e l'altro spirituale, relativo alla Gerusalemme delle anime, opera del Messia, che il popolo ebraico s'è ingannato e s'inganna ancora. () Purtroppo il popolo ebraico si è attaccato e si attacca ancora alle IMMAGINI che rivestono la VERITÀ delle profezie Ed è una seconda e nuova riedificazione di Gerusalemme e del Regno di Giuda che molti di loro persistono a volere. CHIMERA! Il duplice oggetto delle profezie essendosi avverato, uno venticinque secoli fa, grazie alla riedificazione materiale di Gerusalemme dopo l'esilio babilonese, sotto Esdra e Nehemia; l'altro, diciannove secoli fa, grazie alla fondazione della Chiesa: Gerusalemme spirituale
Cercare di ricostruire una Gerusalemme terrestre è lo stesso che voler edificare l'ombra della realtà. Ora da diciannove secoli e per sempre la realtà, che è la Chiesa, ha dissipato l'ombra. Umbram fugat veritas!" (143).
Già Sant'Alfonso Maria de' Liguori aveva individuato questi errori: «Due furono gl'inganni de' Giudei circa il Redentore che aspettavano: il primo fu che quanto predissero i profeti de' beni spirituali ed eterni, de' quali dovea il Messia arricchire il suo popolo, essi vollero intenderlo de' beni terreni e temporali: Et erit fides in temporibus tuis, divitiae salutis, sapientia et scientia, timor Domini, ipse est thesaurus eius (Is. XXXIII, 6). Ecco i beni promessi dal Redentore, la fede, la scienza delle virtù, il santo timore: queste furon le ricchezze della salute promesse. Inoltre Egli promise che avrebbe recata la medicina a' penitenti, il perdono a' peccatori e la libertà a' cattivi del demonio: Ad annuntiandum mansuetis misit me, ut mederer contritis corde et praedicarem captivis indulgentiam et clausis apertiorem (Is. LXI, 1).
L'altro inganno de' Giudei fu che quello ch'era stato predetto da' profeti della seconda venuta del Salvatore, quando Egli verrà a giudicare il mondo nella fine de' secoli, vollero intenderlo della prima venuta. Scrisse bensì Davide del futuro Messia ch'egli dovea vincere i principi della terra ed abbattere la superbia di molti e, colla forza della spada, distruggere tutta la terra: Dominus a dextris tuis: confregit in die irae suae reges. Iudicabit in nationibus conquassabit capita in terra multorum (PS. CIX, 5 et 6). Ed il profeta (Gioele II, 11) [leggi Geremia XII, 12] scrisse: Gladius Domini devorabit ab extremo terrae usque ad extremum eius. Ma ciò s'intende già della seconda venuta, quando verrà da giudice a condannare i malvagi; ma parlando della prima venuta, nella quale dovea venire a consumare l'opera della Redenzione, troppo chiaramente predissero i profeti che il Redentore dovea fare in questa terra una vita povera e disprezzata. Ecco quel che scrisse il profeta Zaccaria parlando della vita abbietta di Gesù Cristo: Ecce rex tuus venit tibi iustus et salvator: ipse pauper et ascendens super asinam et super pullum filium asinae (Zach. IX, 9)» (144).

il sionismo e il nuovo testamento

Gesù, per ben quattro volte, ha profetizzato riguardo al futuro del Tempio di Gerusalemme; una prima volta ha annunciato il suo abbandono da parte di Dio (Lc. XII, 34,35): "ecco che la vostra casa sarà ABBANDONATA" (l'aggettivo deserta riportato nella Vulgata non si trova nel testo greco). Tale sentenza annuncia l'abbandono del Tempio da parte di Dio: Gesù non chiama più il Tempio la MIA casa o la casa del PADRE MIO, ma la VOSTRA casa.
Una seconda volta Gesù predice la distruzione da cima a fondo del Tempio: "Non lasceranno (i tuoi nemici) di te PIETRA SU PIETRA" (Lc. XIX, 41-44).
Una terza volta Gesù predice che il Tempio sarà reso come deserto: "Ed ecco che la vostra casa vi sarà lasciata DESERTA" (Mt. XXIII, 37-38). Questo è un nuovo annuncio, più solenne, che Dio avrebbe abbandonato il Tempio dove abitava. Gesù ripete due volte tale abbandono del Tempio, poiché gli ebrei avevano la folle confidenza che il Tempio, essendo la casa di Dio, li avrebbe risparmiati da qualsiasi calamità. Gesù perciò vuole togliere loro una tale fiducia, ripetendo l'annuncio dell'abbandono ed anzi per far meglio capire la gravità di tale abbandono aggiunge qui la terribile parola deserta, a significare che il Tempio è destinato a cadere in rovina.
Gesù infine si è pronunciato una quarta volta, giurando addirittura che il Tempio sarebbe stato distrutto insieme con le sue stesse rovine: "In verità vi dico non resterà pietra su pietra CHE NON SIA DISTRUTTA" (Mt. XXIV, 2). Ebbene Dio ABBANDONÒ il Tempio quando Gesù fu messo a morte ed il velo del Tempio si strappò in due (Mc. 15, 38; Lc, 23, 45). Il Tempio fu DISTRUTTO da Tito, che fece demolire dai soldati le mura del Tempio incendiato. Restavano le FONDAMENTA, che, al tempo di Giuliano l'Apostata, FURONO DIVELTE proprio dagli ebrei stessi i quali le avevano dissotterrate nella speranza di scavarne delle nuove e di ricostruire il Tempio, cosa che non fu possibile a causa di un fuoco sprigionatosi dalla terra e di numerosi terremoti, "che inghiottironociò che restava delle fondamenta del Tempio" (145). Ecco compiuta la quarta promessa, le rovine stesse del Tempio sono state distrutte: "Lapis super lapidem qui non destruatur" (Mt. XXIV, 2). Tale distruzione, secondo la Tradizione, non è soltanto totale, ma DEFINITIVA! San Giovanni Crisostomo asserisce: "nessuno può distruggere ciò che Gesù Cristo ha edificato, così nessuno può riedificare ciò che ha distrutto. Egli ha fondato la Chiesa e nessuno potrà mai distruggerla; Egli ha distrutto il Tempio e nessuno potrà mai riedificarlo" (146).

CiÒ che GesÙ ha profetizzato riguardo a Gerusalemme

Due cose ha profetizzato Gesù: la distruzione di Gerusalemme e la sua sorte dopo la distruzione, quando essa dovrà essere "calpestata dai pagani, sino a che i tempi delle nazioni siano compiuti" (Lc. XXI, 24).
Dopo la distruzione, operata da Tito nel 70, Gerusalemme fu effettivamente ancora occupata, saccheggiata, calpestata e dominata da diversi popoli pagani. Venti volte conobbe l'invasione e il saccheggio! Cominciarono le legioni di Adriano nel 130; nel 613 fu la volta dei persiani, ai quali seguì nel 627 Eraclio e nel 636 il califfo Omar. Una quinta ed una sesta volta fu occupata tra il 643 e l'868, quando la dinastia degli Omniadi cadde e fu sostituita dagli Abassidi. Nell'arco di circa duecento anni subì nove invasioni: nel 868 dal sovrano egiziano Ahmed, nel 905 dai califfi di Baghdad, nel 936 da Maometto-Ikhschid, nel 968 dai Fatimiti, nel 984 dal turco Ortok, e in seguito dal califfo d'Egitto, nel 1076 dal turco Meleschah, poi dagli Orokidi e ancora nel 1076 dai Fatimiti. La sedicesima volta furono i crociati che entrarono a Gerusalemme alle quindici del venerdì 15 luglio del 1099, alla stessa ora della morte di Gesù Cristo. Nel 1188 fu Saladino che tolse ai cristiani i luoghi santi, nel 1242 il sovrano d'Egitto Nedjmeddin, nel 1382 i Mammalucchi e infine nel 1516 i Turchi con Séhim I.
Sul versetto evangelico che segue la predizione della soggezione di Gerusalemme ai pagani "fino a che i tempi delle nazioni non siano compiuti" si danno due interpretazioni: per la prima, sostenuta da S. Giovanni Crisostomo (II oratio contra Judeos) le parole di Cristo significano "fino a che non vi siano più nazioni", cioè FINO ALLA FINE DEL MONDO, e quindi esclude la possibilità che Gerusalemme possa diventare mai la capitale di uno Stato ebraico. Per la seconda, invece, Gerusalemme sarà calpestata fino a che la pienezza delle nazioni non sia entrata nella Chiesa con la conversione di Israele, in base alle parole di San Paolo (Rm. XI, 25-26): "L'accecamento ha colpito in parte Israele, fino a che la pienezza dei gentili sia entrata, e così tutto Israele sia salvato". Questa tesi esclude anche, con l'entrata progressiva delle nazioni nella Chiesa e la salvezza finale di Israele, la ricostruzione del regno d'Israele, come dimostrano anche l'abbé Lémann e Mons. Spadafora (147).

GESÙ E IL REGNO DI ISRAELE

Il giorno dell'Ascensione gli Apostoli, non ancora ripieni di Spirito Santo, erano imbevuti di sogni di gloria e felicità temporale, come tutti gli ebrei di quell'epoca che aspettavano un Regno terrestre del Messia guerriero e conquistatore. E siccome Gesù aveva parlato loro in quel giorno del Regno di Dio e della discesa dello Spirito Santo, ecco che le loro speranze di regalità temporale si risvegliarono e chiesero a Gesù: "Maestro, è ora che realizzerai il Regno di Israele?" (148). Nella risposta di Gesù ["Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato al suo potere. Ma voi riceverete la virtù dello Spirito Santo che scenderà su di voi e sarete miei testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria fino alle estremità della terra" (149)] vi è un insegnamento indiretto riguardo al ristabilimento del regno di Israele, in quanto nell'eleggere i discepoli come suoi testimoni fino alle estremità del mondo, Nostro Signor Gesù Cristo faceva loro capire che NON SI TRATTAVA per Lui DI RENDERE ALLA NAZIONE EBREA IL SUO REGNO TEMPORALE, ma di fondare, tramite il loro ministero apostolico, il Regno di Israele spirituale, la Chiesa (Verus Israël) che da Gerusalemme avrebbe dovuto diffondersi in tutto il mondo.
Questo è il Regno di Israele che Gesù Cristo è venuto a fondare, Regno delle anime, Regno dei Cieli: la Chiesa qui in via, e il Paradiso in Patria! Nessun accenno ad uno Stato di Israele che riapparirà a Gerusalemme.
Alla obiezione spontanea che attualmente Gerusalemme è nuovamente la capitale di uno Stato ebraico, che la Palestina è il Regno d'Israele occorre dare una risposta ampia e articolata.
Il fatto che Dio abbia permesso il ritorno di una gran massa di ebrei in Terra Santa non solo non contraddice le profezie di Gesù Cristo ma LE COMPIE, in quanto le Scritture ci parlano, anche della conversione di Israele al Cristianesimo. E Mons. Lémann stesso vedeva in tale movimento verso la Palestina una PREPARAZIONE AL RAGGRUPPAMENTO imponente di ebrei che sarà necessario perché LA LORO CONVERSIONE IN MASSA appaia EVIDENTE AL MONDO INTERO.
E il ritorno in massa del popolo ebraico nella Terra Santa implica veramente la realizzazione STRETTA E FORMALE del Sionismo? Prima della sua conversione al Cristianesimo il popolo ebraico ritroverà il possesso COMPLETO ED INDIPENDENTE del paese dei suoi avi? La storia fino ad ora ha risposto. Il possesso non è PIENO, COMPLETO ed ESCLUSIVO. Inoltre lo Stato di Israele per essere VERO E LEGITTIMO Regno d'Israele dovrebbe essere teocratico ed avere perciò il terzo Tempio. Ora, come affermano tutti gli ebrei ortodossi, il Sionismo attuale non è riuscito a far rivivere tale stato di cose, anzi non ha voluto neppure provarci per principio; pertanto lo Stato di Israele è soltanto MATERIALMENTE, ma non FORMALMENTE, il Regno sognato dai talmudisti. Inoltre gli ebrei non hanno ancora il pieno possesso della Terra Santa, che devono spartire, in stato di guerra continua, con lo Stato palestinese (150).
Secondo Mons. Lémann, anche DOPO LA CONVERSIONE AL CRISTIANESIMO, gli ebrei non potranno ristabilire il Regno d'Israele, non saranno cioè rimessi da Dio nel paese dei loro avi in cui godranno la pace più profonda, perché il ritorno di Israele nella terra promessa deve essere interpretato in senso spirituale e metastorico, cioè come la conversione e il rientro d'Israele nella Chiesa di Cristo, il Verus Israël.
Altri esegeti affermano invece che Israele sarà ristabilito in Palestina e che vi formerà uno Stato [cristiano, dal momento che si parla di Israele convertito] (151).
La conversione futura degli ebrei è ammessa comunemente dai teologi cattolici, tra i quali alcuni affermano che gli ebrei, ritornati a Cristo e incorporati alla Chiesa, saranno ricondotti provvidenzialmente in Palestina dove restaureranno Gerusalemme ed anche il Tempio, ma in onore di Gesù Cristo. S. Beda afferma, ad esempio: "Quando Israele si convertirà non è temerario sperare che ritornerà sul suolo dei suoi padri, che riprenderà il possesso di Gerusalemme per abitarvi" (152). Questa opinione tuttavia, anche se riprende quelle profezie che annunciano il ristabilimento del Regno d'Israele ed è seguita da alcuni esegeti, sembra rinnovare nel fondo l'errore del Giudaismo talmudico, che si ferma al significato letterale delle profezie senza coglierne quello spirituale. Anche l'opinione che gli ebrei convertiti ricostruiranno il Tempio in onore di Gesù Cristo è respinta da Mons. Lémann in quanto contraria a tutta l'economia del Nuovo Testamento: infatti il Tempio aveva, oltre la destinazione immediata al culto divino dell'Antica Alleanza, - ormai revocata - un significato simbolico (153), era figura del TEMPIO FUTURO fondato da Dio stesso, la Chiesa romana. Il Santo rappresentava la Chiesa militante e il Santo dei Santi quella trionfante. Ora che la realtà ha sostituito la figura non vi è più motivo di ricostruire un Tempio che era eminentemente figurativo.

La sorte di Gerusalemme fino alla fine del mondo.

Su questo argomento esistono due tesi; la prima afferma che quando i tempi delle nazioni saranno compiuti Gerusalemme non conoscerà la convivenza con l'Islàm e diverrà una capitale cristiana, mentre l'altra, più sicura, asserisce che GERUSALEMME SARÀ CALPESTATA FINO ALLA FINE DEL MONDO a causa del deicidio.
Anche le parole di Gesù "Gerusalemme sarà calpestata dai pagani, fino a che i tempi delle nazioni siano compiuti" (154), vengono spiegate in modo diverso: per alcuni significano che Gerusalemme cesserà di essere calpestata quando il Vangelo sarà predicato ovunque nel mondo intero e Israele si convertirà divenendo uno Stato cristiano; la maggior parte degli esegeti, però, sostiene che Gerusalemme sarà calpestata fino alla fine del mondo, secondo la tesi di san Giovanni Crisostomo: «Mai Gerusalemme gioirà di un pieno e tranquillo splendore Essa presenterà sempre i segni della desolazione decretata. Se arrivasse l'Anticristo, nell'avvenire, e riuscisse a darle uno splendore anticristiano, esso sarà soltanto FITTIZIO E PASSEGGERO. Credere il contrario significa illudersi Se "l'uomo del peccato, il figlio della perdizione"(II Tess. 2,3), per cercare di far mentire le profezie, tenterà di rendere a Gerusalemme il suo splendore passato, immediatamente essa cadrà sotto il colpo di una maledizione simile a quella che pronunciò Giosuè contro chiunque tentasse di ricostruire le mura di Gerico: "maledetto sia davanti al Signore" Lo stesso avverrà per il tentativo dell'Anticristo Per far sparire lo splendore che Gerusalemme non deve più conoscere [e qui si vede la gravità del piano di Giovanni Paolo II in Tertio Millennio Adveniente] (155) un miracolo di vendetta divina colpirà l'Anticristo e bloccherà il suo braccio» (156).

Roma contro Gerusalemme

«Vi sono due città quaggiù riguardo alle quali le macchinazioni degli uomini resteranno impotenti: Roma e Gerusalemme Roma sede del Vicario di Cristo, non cesserà mai di esserlo. Leone XIII lo ha proclamato una volta di più nella sua Enciclica relativa al Giubileo del 1900: "Il segno divino, che è stato impresso a questa città, non può essere alterato né dalle macchinazioni umane né da alcuna violenza. Gesù Cristo Salvatore del mondo, ha scelto, sola tra tutte, la città di Roma per una missione più alta ed elevata che le cose umane, e se l'è consacrata. Ha deciso che il trono del suo Vicario vi restasse in perpetuo". Ma se Roma deve restare fino alla fine del mondo la sede indistruttibile del regno di Cristo e del Papato, Gerusalemme, al contrario, non ridiverrà mai la capitale né il seggio di un nuovo regno d'Israele. Un marchio divino è stato ugualmente impresso su di essa, quello del castigo. Né le combinazioni umane, né alcuna violenza non saprebbe farlo scomparire» (157).

Il Sionismo e l'Anticristo

È sentenza comune dei Padri della Chiesa (158) che gli ebrei devono ricevere e acclamare l'Anticristo come loro Messia e che Gerusalemme non ridiverrà la capitale di uno stato ebraico (perfettamente e completamente) neanche sotto il Regno dell'Anticristo e grazie al suo aiuto. Per ben capire la portata di tale asserzione occorre prima risolvere la questione di quale sarà la sede dell'Anticristo, per la quale esistono due opinioni.
Secondo la prima l'Anticristo avrà come sede del suo regno Gerusalemme; molti sono i sostenitori di questa tesi e tra questi S. Ireneo (159), Lattanzio (160), Sulpizio Severo (161), San Roberto Bellarmino (162), Cornelio a Lapide (163), Francisco Suarez (164). Essa si fonda sull'Apocalisse in cui san Giovanni afferma che Enoch ed Elia, avversari dell'Anticristo, saranno uccisi (165), cioè a Gerusalemme dove quindi l'Anticristo, avrà prima posto la sede del suo regno.
La seconda opinione afferma invece che la capitale del regno dell'Anticristo sarà Roma, perché, per i sostenitori di questa tesi, il testo dell'Apocalisse non si riferisce necessariamente a Gerusalemme come sede dell'Anticristo, il quale potrebbe ordinare la soppressione dei due testimoni in quella città, avendo però altrove la sua sede; anzi per opporsi meglio a Cristo (166). Coloro che preparano il suo regno (gli anticlericali di ogni sorta), sembrano averlo compreso molto bene, infatti «è CONTRO ROMA che si sono coalizzati, da svariati anni gli sforzi dei massoni e degli ebrei, questi formidabili preparatori della potenza dell'Anticristo. Una volta stabilitosi a Roma, "terra di gloria" nulla sarà più facile all'Anticristo che rendersi a Gerusalemme. È là, in effetti che l'attende, secondo la profezia di Daniele, la vendetta di Dio» (167).
Ma anche nel caso in cui l'Anticristo si stabilisse a Gerusalemme, non per questo si realizzerà il sogno del Sionismo, perché questi non avrà come fine quello di ristabilire il Regno di Israele e di realizzare così le profezie, ma solo di farsi adorare come Dio, per cui (168) e aperti gli occhi si convertirà a Gesù Cristo
guardando Colui che hanno trafitto.
Per quanto riguarda il Tempio, poi, ci si può chiedere se l'Anticristo arriverà a ricostruirlo in odio alle profezie di Gesù Cristo e per cercare di smentirle o screditarle; alcuni Padri ed esegeti, tra cui san Ireneo, san Cirillo di Gerusalemme, Suarez, lo affermano, interpretando alla lettera le parole di san Paolo (169). Molti altri Padri invece intendono metaforicamente la parola Tempio, che non è quello di Gerusalemme. Per san Girolamo siederà nel Tempio di Dio: vale a dire o in Gerusalemme, o nella Chiesa e ciò mi sembra più vero [vel in Ecclesia, ut verius arbitramur] (170). Della stessa opinione sono anche san Giovanni Crisostomo (171) e Teodoreto che spiega anche il modo in cui avverrà: (172).
Ma pur ammesso che l'Anticristo cerchi di ricostruire il terzo Tempio, non per questo si avvereranno le speranze del Sionismo, perché lo scopo non sarà la gloria di Jahwé, ma il suo culto personale in sostituzione di quello di Dio. Inoltre «tale tentativo sarà talmente imperfetto che il Tempio non sarà ricostruito NEL SENSO STRETTO o proprie loquendo Il Tempio non potrà essere ricostruito FORMALITER, poiché l'impresa avrà per oggetto non il culto del vero Dio, ma quello dell'Anticristo. Poiché benché all'inizio, l'Anticristo, per ingannare gli ebrei, simulerà di voler ricostruire il Tempio per il culto di Dio, in realtà e nel segreto del suo cuore, agirà solo per la sua gloria e per farsi adorare» (173).

Conclusione: l'attuale Stato di Israele È il regno messianico?

Il Sionismo attualmente realizzatosi è l'avverarsi di un BEL SOGNO o è una CHIMERA? Dopo aver visto la risposta dell'ebreo convertito Augustin Lémann nel 1901 esaminiamo quanto affermano oggi storici e politologi di diversa estrazione di pensiero. Secondo Paul Johnson la nuova Sion era stata concepita come risposta all'antisemitismo del XIX secolo e pertanto non aveva alcun fondamento né fine religioso, ma era solo «uno strumento politico e militare per la sopravvivenza del popolo ebraico L'essenza del Giudaismo era che l'esilio sarebbe finito per un evento metafisico, in un momento stabilito da Dio, non per una soluzione politica escogitata dall'uomo. Lo Stato sionista era semplicemente un nuovo Saul, suggerire che fosse una forma moderna del Messia era non soltanto sbagliato, ma blasfemo. () Poteva soltanto generare un altro falso messia» (174). Gershom Scholem, grande studioso di mistica ebraica, ammoniva: (175).
«Il Sionismo non aveva posta - secondo il Johnson - per Dio come tale ecco perché fin dal principio la maggior parte degli ebrei osservanti considerarono il Sionismo con sospetto o con decisa ostilità e alcuni ritennero che fosse OPERA DI SATANA La creazione dello Stato sionista non era un reingresso ebraico nella storia, un Terzo Stato, ma l'inizio di un esilio nuovo e molto più pericoloso Il Sionismo era 'ribellione' contro il Re dei re lo Stato ebraico sarebbe finito in una catastrofe peggiore dell'olocausto» (176).
Le ultimissime recenti stragi hanno fatto scrivere a Fiamma Nirestein: «SMARRIMENTO. Israele, che ha per pietra angolare il concetto della sicurezza dello Stato ebraico, che è nato deciso a riscattare per sempre la storia giudaica dal sentimento di inevitabile e continuo pericolo, si trova forse per la prima volta dal 1948, anno della sua fondazione, a non sapere che fare, a percepire, a causa degli attacchi omicidi-suicidi che si susseguono implacabilmente, un senso di vuoto, di perdita, di SMARRIMENTO appunto» (177).
Lo stesso disagio evidenzia, sempre su La Stampa, Avraham Ben Yehoshua:
Negli ultimi tempi la stampa israeliana dedica molto spazio all'eventualità di una guerra civile. Il trauma di una guerra fratricida si accompagna al ricordo della perdita della sovranità Nell'anno 70 Gerusalemme fu conquistata ma alla disfatta militare conribuì una guerra fratricida combattuta tra coloro che si erano scelti per nome 'zeloti' e i cosiddetti 'sadducei'. Questa guerra interna indebolì lo Stato ebraico e preparò il terreno alla sconfitta militare definitiva, ed è per questo che ogni sintomo di possibile lotta di questo genere risveglia un ricordo doppiamente traumatico In fondo i motivi di divisione erano gli stessi che si riscontrano oggi nella società israeliana. Si tratta della lotta tra due diversi codici il codice religioso e quello nazionale Si è tornati [oggi] in un certo senso all'antico conflitto tra i due codici non ci si deve stupire perciò se tra i più violenti oppositori al governo attuale ci sono numerose persone che esibiscono la propria religiosità. Sono loro gli esponenti di punta di un'opposizione che rischia di diventare violenta. Perché il codice religioso, che si esprime nella sacralizzazione della terra di Israele, ha la meglio su quello nazionale Come per gli zeloti non era assurdo ribellarsi contro l'Impero romano. Così per i religiosi contemporanei non c'è niente di male nel continuare l'assurda dominazione su un popolo che rappresenta circa il cinquanta per cento della sua stessa popolazione senza concedere i diritti civili C'è quindi la possibilità che questi fattori [USA e Europa, n.d.r.] contribuiscano ad impedire che i sostenitori del codice religioso scatenino una guerra civile dagli esiti DIFFICILMENTE PRONOSTICABILI» (178).
«Israele il giorno dopo la grande sciagura [la morte di Rabin, n.d.r.] la grande paura degli israeliani ha un nome blasfemo: guerra civile. Inutile nascondersi dietro un dito. Israele corre e correrà codesto rischio mostruoso, devastante, se colui che ha raccolto il testimone non agirà in fretta» (179).
Sembra quasi di cogliere il dubbio o il timore che il Sionismo, lungi dal rappresentare un magnifico successo, possa trasformarsi in un TERRIBILE SCACCO.
Al termine dell'analisi del Sionismo si ritorna al punto iniziale: tutto ciò che riguarda il problema ebraico è problema esclusivamente religioso: già san Gregorio Magno affermava che (180). Il motivo può essere trovato nelle parole stesse della Nirenstein: Israele ha rigettato la vera pietra d'angolo Nostro Signor Gesù Cristo (che avrebbe dovuto riunire gli ebrei ai pagani nell'unica chiesa di Dio, come la pietra d'angolo fa da base a due muri della casa) e ve ne ha sostituita un'altra, il concetto della SICUREZZA dello Stato ebraico; ma mai l'uomo sarà sicuro se non fonda ogni sua speranza in Dio e nel suo Unigenito Gesù Cristo (181). Allora la sostituzione di un Messia personale con un'idea astratta è alla base dello scacco del Sionismo, è la ragione profonda della situazione di SMARRIMENTO constatata dalla Nirenstein, nonostatnte l'opulenza e la potenza attuale dello Stato d'Israele, perché il cuore dell'uomo non troverà pace finché non riposerà in Colui che l'ha redento e che nel Vangelo aveva predetto: «La pietra [Cristo] che riprovarono gli edificanti [i giudei] è diventata PIETRA ANGOLARE [che unisce in una sola Chiesa i due popoli, il pagano e l'israelita]. Chiunque cadrà su questa si sfracellerà ed essa stritolerà colui sul quale cade [cioè colui che per disprezzo l'avrà voluta rimuovere]» (182).

Bibliografia

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- Bidussa, Il Sionismo politico, Unicorpi Milano 1993.

Note

1) "Negli ultimi venticinque anni del XIX secolo, un nuovo tipo di movimento prese forma nell'Europa orientale con l'obiettivo di promuovere il ritorno degli ebrei nella terra d'Israele Molte autorità ortodosse si opposero a quanto secondo loro era un'arrogante appropriazione del ruolo del Messia Nel 1890 un giornalista viennese, Theodor Herzl, fu inviato a Parigi per riferire dell'affare Dreyfus Herzl, un ebreo non religioso, fu indignato dall'antisemitismo di molti oppositori di Dreyfus. Divenne profondamente convinto che non poteva esservi libertà e uguaglianza per gli ebrei se non nella loro terra. Così Herzl fondò il Movimento sionista, un'organizzazione dedicata a promuovere la causa di uno stato ebraico in terra d'Israele allora dominato dalla Turchia Durante la prima guerra mondiale (1917) la Gran Bretagna emanò un documento in cui appoggiava il concetto di Palestina come sede di un focolare nazionale ebraico. Così dopo aver conquistato quella terra ai turchi, la Gran Bretagna ricevette un mandato sui territori della Società delle nazioni Nel 1947 la Gran Bretagna informò le Nazioni Unite di voler abbandonare il suo mandato sulla Palestina l'ONU votò la spartizione della Palestina in due stati separati: uno ebraico e l'altro arabo e mise Gerusalemme sotto una giurisdizione internazionale. I paesi arabi si rifiutarono di accettare questa soluzione e cinque di essi mandarono i loro eserciti in Palestina appena se ne andarono via gli inglesi La dirigenza ebraica proclamò la nascita dello Stato d'Israele al termine della sovranità britannica il 14 maggio 1948. Le forze militari israeliane riuscirono a sconfiggere sul campo gli eserciti arabi, e Israele si appropriò di un territorio più vasto di quello previsto dal piano di spartizione dell'ONU. Lo Stato ebraico riuscì ad occupare anche una parte di Gerusalemme a eccezione della Città Vecchia [essa] ed alcuni territori abitati dalla maggioranza di arabi rimasero occupati dalle forze militari giordane e furono chiamati la Riva occidentale (West bank) Nel 1967 Israele lanciò una azione preventiva contro l'Egitto Le forze militari israeliane riuscirono ad occupare la penisola del Sinai, la Riva occidentale e la città vecchia di Gerusalemme, il conflitto durò sei giorni. Nel 1973 l'Egitto attaccò le forze militari israeliane nel Sinai: in quell'occasione l'esito non fu conclusivo come per il passato l'Egitto era riuscito a rspingere un'avanzata israeliana sui suoi territori". Cfr.R. A. ROSEMBERG, l'Ebraismo, storia, pratica, fede, Mondadori, Milano 1995, pagg. 170-174.
2) A. Lémann, L'avenir de Jerusalem, Paris 1901, pag. 3.
3) Che cos'è il Sionismo, a cura del Centro d'informazione di Israele, Gerusalemme 1990.
4) A. Lémann, op. cit., pag. 11.
5) A. Lémann, op. cit., pag. 353.
6) Sodalitium, n° 39, pagg. 58-61; n° 40, pagg. 54-56.
7) A. Lémann, op. cit., pag. 26.
8) Cfr. M. Blondet, I fanatici dell'Apocalisse, Il Cerchio, Rimini 1992.
9) A. Lémann, op. cit. , pag. 26.
10) Ibidem, pag. 41.
11) Ibidem, pag. 43. Si veda anche, a questo proposito: L. Poliakov, I banchieri ebrei e la Santa Sede, Newton Compton, Roma 1974.
12) Archives isräelites, anno 1862, pag. 309.
13) A. Lemann, op. cit., pag, 65.
14) P. Sella, Prima d'Israele, ed. L'uomo libero, Milano 1990, pagg. 19-21.
15) P. Sella, op. cit, pag. 25.
16) P. Sella, op. cit, pagg. 26.
17) P. Sella, op. cit, pag. 36.
18) P. Sella, op. cit, pag. 162.
19) P. Sella, op. cit, pag169.
20) P. Sella, op. cit, pag. 224.
21) P. Sella, op. cit, pag. 234.
22) P. Sella, op. cit, pag.240.
23) Non può non sorprendere a questo proposito, l'intervista concessa dall'on. Fini al Jerusalem Post e riportata dal Secolo d'Italia col titolo Abbiamo un amico a Roma, a cura di Dennis Eisemberg e Uri Dan, ex agente del Mossad e autore di Mossad, 50 ans de guerre secrète (Presse de la cité, Paris 1995). Alla dichiarazione di Fini che [4 luglio 1995, pag. 5] gli intervistatori commentano: .
24) P. Guzzanti, Tel Aviv, anima ribelle d'Israele, in La Stampa. 15 /7/1995, pag. 9.
25) A. Lemann, op. cit., pag. 70.
26) A. Lemann, op. cit., pag. 71. Si veda anche Le Réveil d'Israël, luglio 1898.
27) A. Lemann, op. cit., pag. 71.
28) Archives israëlites, 23 settembre 1897.
29) A. Lemann, op. cit., pag. 77.
30) Archives israëlites, 20 settembre 1897.
31) M. Dreyfuss, Gran rabbino di Parigi, in Archives israëlites, 23 settembre 1897.
32) Archives israëlites, 15 settembre 1898.
33) Cf. Le Réveil d'Israël, ottobre 1899.
34) A. Lemann, op. cit., pag. 122.
35) La croix, 10 marzo 1895.
36) E. Ratier, Mystères et secrets du B'naï B'rith, ed. Facta, Paris 1993
.
37)
A. Lemann, op. cit., pag. 180
.
38) B'naï B'rith, The first Lodge of England
, 1910- 35, Paul Goodman, stampato dalla Loggia, Londra 1936.
39) M. Honigbaum, B'naï B'rith journal, giugno 1988.
40) B'naï B'rith Magazine, supplement, febbraio 1925
41) E. Ratier, op. cit., pag.183.
42) E. Ratier, op. cit., pag.188.
43) E. RATIER, op. cit., pag. 190.
44) Samuel Happerin, The Polittical World of American Zionism, edito da Informations Dynamics Inc., 1985.
45) E. Ratier, op. cit., pag. 202.
46) F. Tagliacozzo-B. Migliau, Gli ebrei nella storia e nella società contemporanea, La Nuova Italia, Firenze 1993, pag. 114.
47) Teodoro Herzl, Lo Stato Ebraico, Roma 1955, pag. 77.
48) F. Tagliacozzo- B. Migliau, op. cit., pag. 115.
49) Tom Segev, Le septiem million, ed. Liana Levi, Jerusalem, 1991 (1993).
50) Barbara Spinelli, in La Stampa, 27 aprile 1995, pagg. 1-6.
51) F. Tagliacozzo-B. Migliau, op. cit., pag. 120.
52) A. Lemann, op. cit., pag. 136.
53) S. Ferrari, Vaticano e Israele, Sansoni, Firenze 1991, pag. 9. Cfr. H. F. Köck, Der Vatikan und Palëstina, Wien-München, Herold 1973, pag. 40.
54) Pasquale Baldi, La Questione dei Luoghi Santi in generale, Bona, Torino 1919, pagg. 85-87.
Cfr. A. Baudrillart, Jérusalem délivrée, Beauchesne, Paris 1918 ed E. Julien, La délivrance de Jérusalem, Imprimerimeries reunies, Boulogne-sur-Mer 1917.
55)S. Sayegh, Le Statu quo des Lieux Saints, Pontificia Università Lateranense, Roma 1971.
56) S. Ferrari, op. cit., pag. 11.
57) S. Ferrari, op. cit., pag. 12. cfr. anche: S. I. Minerbi, Il Vaticano, la Terra Santa e il Sionismo, Bompiani, Milano 1988, pag. 39.
58) G. Verrucci, La Chiesa nella società contemporanea, Laterza, Bari 1988, pagg. 10-11.
59) S. Ferrari, op. cit., pag. 13. Cfr. Anche: G. Alberigo-A. Riccardi, Chiesa e papato nel mondo contemporaneo, Laterza, Bari 1990.
60) S. Ferrari, op. cit., pag. 13-14.
61) S. I. Minerbi, Il Vaticano, la Terra Santa e il Sionismo, Bompiani, Milano 1988, pag. 189. Dello stesso autore vedasi anche Il Vaticano e la Palestina durante la prima guerra mondiale, in Clio 1967, pagg. 433-435, e E. Farhat, Gerusalemme nei documenti pontifici, Città del Vaticano 1987, Libreria editrice Vaticana.
62) Allocuzione Causa nobis, 13 giugno 1921, AAS, XII, 1921, pagg. 281-285.
63) Ibidem.
64) Su questo argomento vedasi G. Castelli Cavazzana, L'opera per la preservazione della fede in Palestina, ed. Cavalieri del Santo Sepolcro, Milano 1933;
C. Crivelli, Protestanti e cristiani orientali, ed. La Civiltà Cattolica, Roma 1944, pagg. 397-429;
Osservatore Romano, 20 novembre 1924.
65) Cfr. Osservatore Romano 30 giugno 1922.
66) S. Ferrari, op. cit., pag. 16.
67) L'Osservatore Romano, 14 novembre 1924, "Dalla Palestina. Le avanguardie dei missionari".
68) Cfr. L'Osservatore Romano, 15 novembre 1924, "Come divenni cattolico. Hans Herzl, figlio del fondatore del Sionismo, racconta la sua conversione dal giudaismo". Cfr. Anche: La Civiltà Cattolica 1937, III, pag. 37, "La questione giudaica e l'apostolato cattolico".
69) La Civiltà Cattolica 1938, VI, pag. 78, "Intorno alla questione del Sionismo".
70) La Civiltà Cattolica 1922, III, pag. 117, "Il Sionismo dinanzi all'opinione dei non ebrei".
71) La Civiltà Cattolica 1937, II, pag. 431, "La questione giudaica e il Sionismo".
72) La Civiltà Cattolica 1934, IV, pag. 136, "La questione giudaica e l'antisemitismo nazista".
73) La Civiltà Cattolica 1938, II, pag. 81, "Intorno alla questione del Sionismo". Vedasi anche La Civiltà Cattolica 1924, IV, pag. 487, "Un episodio del Sionismo in Palestina". Cfr. E. Caviglia, Il Sionismo e la Palestina negli articili dell'Osservatore Romano e della Civiltà Cattolica, in Clio 1981, pagg. 79-90; R. De Felice, Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, Einaudi, Milano 1961, pagg. 60-61.
74) Acta Diurna Sancta Sedis, IX, pag. 184, 13 marzo 1943.
75) S. Ferrari, op. cit., pag. 20.
76) La Civiltà Cattolica 1938, II, pag. 76, "Intorno alla questione del Sionismo".
77) M.J. Dubois, The Catholc Viecu, in Encyclopedia Judaica Yearbook, 1974, Jerusalem, pag. 168.
78) S. Ferrari, op. cit., pag. 21.
79) L'Osservatore Romano, 20 settembre 1921.
80) S. Ferrari, op. cit., pag.22.
81) Lettera del card. Maglione al card. Cicognani, 18 maggio 1944, in Acta Diurna Sanctae Sedis,IX, pag. 302.
82) Acta Diurna Sanctae Sedis,XI, pag. 509.
83) S. Ferrari, op. cit., pag. 42.
84) Si possono consultare al riguardo:
G. Vanzini, Il Sionismo e la divinità di Gesù Cristo, Artigianelli, Pavia 1933; A. Grassi, Contributo alla soluzione della questione dei Luoghi Santi, Tipografia dei Padri francescani, Gerusalemme 1935;
dalla Civiltà Cattolica: La rivoluzione mondiale e gli ebrei, 1922, IV, pag. 111 e segg.; Il pericolo giudaico e gli Amici d'Israele, 1928, II, pag. 342 e segg.; La questione giudaica, 1936, IV, Pagg. 37-88; la questione giudaica e il Sionismo, 1937, II, pagg. 418-99;
G. De Vries, Cattolicesimo e problemi religiosi nel prossimo Oriente, Roma 1944, La Civiltà Cattlica.
85) L'Osservatore Romano, 28 maggio 1948. Già il 14 maggio, giorno della nascita di Israele aveva scritto: .
Vedasi anche J. Parkers, Il problema ebraico nel mondo moderno, Nuova Italia, Firenze 1953 e G. LoGiudice, L'essenza dell'Ebraismo liberale, in Civiltà Cattolica, 1952, III, pagg. 411-15.
86) F. Tagliacozzo, op. cit., pag. 192.
87) M. Blondet, I fanatici dell'Apocalisse, Il Cerchio, Rimini 1992, pag. 26.
88) E. Ratier,Les guerriers d'Israël, ed. Facta, Paris 1995, pag. 29.
89)Cfr. J. Schechtman, The Jabotinsky-Slavinsky agreement, Jewis Social Studies, ottobre 1955.
90) Cfr. P. Giniewski, in Cactus, maggio 1991.
91) E. Ratier, op. cit., pag. 39.
92) E. Ratier, op. cit., pag. 41.
93) E. Ratier, op. cit., pagg. 41-42.
94) Il Bétar, presentato ufficialmente a Parigi [dove il 25 aprile 1925 era stata fondata anche l'Alleanza dei Sionisti revisionisti] il 5 dicembre 1929 col nome di Berich Trumpledor-Jeunesse sioniste révisioniste, è nato dal Movimento sionista revisionista fondato nel 1923 da Jabotinsky a Riga. . (L'événement du jeudi, 26 settembre 1991). Tagar in ebraico significa sfida; in Francia rappresenta l'organizzazione più militante del Bétar e riunisce esclusivamente studenti dai diciotto ai ventitre anni. La sua sede parigina è nello stesso edificio del Bétar, 59 Boulevard de Strasbourg, Xeme arrondissement, e sulla sua carta intestata figura un'altra organizzazione, il Movimento degli studenti sionisti (che è in realtà il Tagar stesso). Secondo Emanuel Ratier è un'organizzazione paramilitare i cui membri hanno il diritto di indossare l'uniforme; possiede inoltre un suo giornale, il Cactus, che esce solo sporadicamnete e a cui collabora il giornalista ultrasionista Paul Giniewski, autore del libro La croix des Juifs (ed. MJR, Genève 1994 di cui ha trattato don F. Ricossa in Sodalitium n° 41, pagg. 42-57). A partire dal settembre 1992 il Tagar pubblica anche L'Étudiant juif; inoltre intrattiene rapporti abbastanza buoni con lo Tsahal, l'esercito israeliano.GLI ARGOMENTI DEL BÉTAR SONO SIMMETRICI A QUELLI DEGLI ANTISEMITI: GLI EBREI NON POTREBBERO MAI ESSERE FRANCESI (O TEDESCHI O ITALIANI) COME GLI ALTRI. QUESTO PUNTO È MOLTO IMPORTANTE PER GLI ULTRASIONISTI, PERCHÉ DISTRUGGE COMPLETAMENTE OGNI IDEA DI INTEGRAZIONE O DI ASSIMILAZIONE E SEMBRA CONFERMARE COME IL SIONISMO E L'ANTISEMITISMO BIOLOGICO COLLIMINO IDEOLOGICAMENTE. L'HÉRUT francese è il rappresentante in Francia del partito di Begin e Shamir e riunisce i sionisti revisionisti seguaci di Jabotinsky. Fu eretto in associazione legale nel 1905 ed è la casa-madre del Bétar-Tagar. Il LIKUD (alleanza di diversi partiti di estrema destra) ha come elemento motore proprio l'Hérut. Chi controlla ad altissimo livello l'autodifesa ebraica è il MOSSAD, il cui fondatore Isser Harel ha dichiarato nel 1992, in seguito ad alcune manifestazioni dei naziskin tedeschi, che se le autorità germaniche sono incapaci di fermare l'ascesa del neonazismo: (Le Monde, 26/XI/1992). Harel spiega anche come abbia organizzato dei gruppi di autodifesa in tutta Europa: «Abbiamo deciso di soccorrere tutte le comunità ebraiche nei paesi in cui i governi non potevano o non volevano frenare l'ondata antisemita. L'abbiamo fatto in Europa e nel mondo intero creando delle organizzazioni ebraiche di difesa. () Ciò non è stato fatto in coordinazione con le autorità locali, abbiamo preso questa iniziativa unilateralmente» (Tribune Juive, 26/I/1993).
95) E. Ratier, op. cit., pag. 46.
96) Cit. in E. Ratier, op. cit., pagg.41-42.
97) E. Ratier, op. cit., pag.50.
98) Citato in Ratier, op. cit., pag.58.
Cfr. Y. Shavit, Jabotinsky and the Revisionist movement, FrancK Cass, 1988;
A. Dielhoff, L'invention d'une nation, Gallimard, Paris 1993.
99) Citato in Ratier, op. cit., pag. 60.
100) E. Ratier, op. cit., pagg. 75-77.
Cfr. L. Brenner, Zionism in The age of dictators, Corcum Hell, 1983;
E. Ben elissar, La diplomatie du Troisième reich et les juifs, Julliard 1969.
101) 15/III/1935, pag. 1.
102) Cit. in E. Ratier, op. cit., pag. 77.
103) Citazioni da E. Ratier, op. cit., pag. 78.
104)Cfr. F. Nicosia, The Third Reich and the Palestine Question, Tauris [London] 1985.
105) E. Ratier, op. cit., pag. 93.
106) A. Dieck Hoff, L'invention d'une natoin, Israël et la modernité politique, Gallimard 1993 citato in E. Ratier, op. cit., pagg. 97-98.
107) Il testo originale è stao pubblicato da D. Yisraëli, Le problème palestinien dans la politique allemande, Bar Ilan University, 1974.
108) citato in E. Ratier, op. cit., pag. 98.
109) Cfr. N. Yahim-Mor, Israël, La rainessance, 1978.
110) Cfr. Yediot Aharonot, 4/II/1983.
111) Cfr. Jerusalem Post, 18/IX/1983.
112) L. Brenner. Zionism in the Age of the Dictators, Corcun Hell, 1983.
113) Cfr. M. Cohen, Du rêve sioniste à la réalité israélienne, La Découverte, 1990.
114) Ratier, op. cit., pag. 66.
Cfr. la rivista L'idea sionista, in L. Brenner, Zionism in the Age of the Dictators.
115) Cfr. B. Mussolini in Il Popolo d'Italia, 8/IX/1933 e 17/II/1934.
116) Cfr. Jewish Daily Bulletin, 1935.
117) M. Bar Zohar, Ben Gurion, le prophète armé, Fayard 1966.
118) Cfr.E. Ratier, op. cit., pag. 68.
119) Cit. in E. Ratier, op. cit., pag. 70.
120) R. De Felice, op. cit., pag. 174.
121) F. Tagliacozzo, op. cit., pag. 198.
122) « Mussolini non era mai stato antisemita, almeno fino al 1936. Aveva trattato col Sionismo con grande apertura e spregiudicatezza, ogni volta che gli era stato utile nella sua prospettiva di penetrazione nel Medio Oriente e di contrapposizione alla prevalenza anglo-francese. Aveva esaltato il contributo degli ebrei al Risorgimento». Da G. Spadolini, Gli anni della svolta mondiale, Longanesi, Milano 1990, pag. 250.
123) R. De Felice, op. cit., pag. 159-161..
124) Hannah Arendt, Ripensare in Sionismo in Ebraismo e modernità, Feltrinelli, Milano 1993, pag. 26.
125) Hannah Arendt, op. cit., pag. 87.
126) Hannah Arendt, op. cit., pagg. 98-134.
127) F. Tagliacozzo, op. cit., pag. 405-413.
128) Paul Johnson, Storia degli ebrei, Longanesi, Milano 1987, pag. 580.
129) F. Tagliacozzo, op. cit., pag. 419.
130) Paul Johnson, op. cit., pag. 587-588.
131) F. Tagliacozzo, op. cit., pag. 421.
132) F. Tagliacozzo, op. cit., pag. 438.
133) Andrew e Leslie Cockburn, Amicizie pericolose, Gamberetti editrice, Roma 1993, pagg. 45-46.
134) Cfr. S. Green, Taking Sides, William Mozzow, New York 1984.
135) A. E L. Cockburn, op. cit.,pagg. 46-47.
136) A. E L. Cockburn, op. cit.,pag. 47. Cfr. S. Green, Living by the sword, Brattleboro, VT, Amana Books, 1988, pagg. 217-219.
137) cfr. M. J. Stone, Truman and Israel, University of california press, Berkeley 1990.
138) A. e L. Cockburn, op. cit., pag. 49-55, passim.
139) cfr. U. Bialer, Between East and West, Cambridge University Press, New York 1990.
140) A. e L. Cockburn, op. cit., pag. 59.
141) A. e L. Cockburn, op. cit., pag. 67.
142) V. Ostrovsky, Mossad. Un agent des services secrets israeliens parle, Presse de la Cité 1990. Il libro dell'Ostrovsky, nonostante sia di un agente dei servizi segreti, sembra essere attendibile, in quanto - come scrive Actualité juive - «Un ex agente del Mossad, Vistor Ostrovsky, condannato a trent'anni di prigione per contumacia, persegue legalmente una catena di televisione candese "per incitamento all'omicidio" Vistor Ostrovsky è l'autore di due libri di successo sul Mossad, basati su cinque anni passati nei servizi israeliani La suddetta catena televisiva denunciata dall'Ostrovsky riceveva il 5 ottobre 1994 il giornalista israeliano Yosef Lapid che, qualche giorno prima aveva scritto sul quotidiano israeliano Ma aziv che Ostrovsky non dovrebbe avere il diritto di vivere. Durante l'intervista televisiva Lapid ha dichiarato che il Mossad non assassinerebbe Ostrovsky per non compromettere le relazioni israeliano-candesi.» da Actualité Juive, n° 417, febbraio 1995, pag. 13.
143) Ibidem, pagg. 165-169.
144) S. Alfonso Maria de' Liguori, Passione di Nostro Signor Gesù Cristo, Alfonsianum, Roma 1934, pagg. 188-189.
145) A. Lemann, op. cit., pagg. 177-8.
146) S. Giovanni Crisostomo, Homiliae contra Judeos. Cf. V. Messori, Pati sotto Ponzio Pilato, Sei, Torino 1992 e M. Blondet, I fanatici dell'Apocalisse, Il Cerchio, Rimini 1992.
147) F. Spadafora, Gesù e la fine di Gerusalemme, Istituto Padano di Arti Grafiche, Rovigo 1950.
148) Atti, I, 6.
149) Atti, I, 7-8.
150) Cfr. J. Pignal, Le Sionisme palestinien et, son attitude religieuse, in Christus, Lyon 1935, pagg. 482-507.
151) Cfr. T. De Saint Just, Les frères Lémann juifs convertis, Duculot, Gembloux 1937, pag. 442.
152) Beda, In Luc. XXI, 24 In Rom. XI, 25-26.
153) S. Tommaso d'Aquino, Summa Theologica, 1a 2æ q 102 a 2.
154) Lc. XXI, 24.
155) Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica spiega che stiamo per entrare nel terzo millennio della Nuova Era e che il Concilio Vaticano II è stato l'avvenimento che ha dato inizio alla preparazione del Giubileo del secondo millennio. (Tertio Millennio Adveniente, n° 20). Il Concilio è una specie di "Avvento" che ci prepara alla venuta del Messia (come se il Messia non fosse già venuto nella persona di Gesù Cristo!). La preparazione dell'anno duemila è una chiave ermeneutica per capire le encicliche di Giovanni Paolo II, per il quale (Ibidem, n° 24), che per Giovanni Paolo II (cfr. N. Lohfink, L'alleanza mai revocata, Queriniana, Brescia 1991). Il Duemila dovrà essere accuratamente preparato con una fase PREPARATORIA (dopo quella IMMEDIATA del Concilio Vaticano II) articolata in due fasi: a) , dal 1994 al 1996 con carattere ANTEPREPARATORIO (n° 31), che . In questo periodo non solo si è creato un apposito Comitato di studio, ma « è giusto che la Chiesa si faccia carico del peccato dei suoi figli in tutte quelle circostanze in cui si sono allontanati dallo spirito di Cristo Tra i peccati che esigono conversione devono essere annoverati quelli che hanno pregiudicato l'unità voluta da Dio per il suo Popolo». (Come se la Chiesa non fosse più UNA come recita il Credo!). Tale periodo servirà a superare le divisioni del secondo millennio della storia della Chiesa. L'altro peccato di cui si deve chiedere perdono è il ricorso a (n° 35). Questi peccati dei cattolici (n° 35). La Chiesa anteconciliare quindi non è pienamente la Chiesa di Cristo e ciò per almeno un millennio!
La seconda fase propriamente preparatoria va dal 1997 al 1999. Nel primo anno (1997) si rifletterà su Gesù Cristo, nel secondo sullo Spirito Santo e nel terzo sul Padre, il tutto alla luce del dialogo specialmente con ebrei e musulmani (che negano il Padre il Figlio e lo Spirito Santo!). Sono poi previsti incontri comuni a Gerusalemme. Il 1999 [e basta capovolgere le cifre per avere il numero della Bestia '666] è il trampolino di lancio per il Giubileo del Duemila «che avverrà contemporaneamente in Terra Santa e a Roma (n° 55). (n° 55). Se si legge Tertio Millennio Adveniente alla luce di quanto la Tradizione ha insegnato sulla conversione di Israele, preceduta dall'avvento dell'Anticristo, non si potrà non restare terrificati.
156) A. Lémann, op. cit., pag. 333.
157) Ibidem, pagg. 333-334
158) Cfr. Sodalitium,n° 21, pagg. 3-14.
159) S. Ireneo, Adversus Haereses, lib. V, cap. 25.
160) Lattanzio, Institutiones, lib. VI, cap. 15.
161) Sulpizio Severo, Vita Sancti Martini, dial. II.
162) San Roberto Bellarmino, De romano Pontifice, lib. III, cap. 13.
163) Cornelio a Lapide, In II ad Thessalonicenses, Ii in Dom., IX, 27.
164) Francisco Suarez, Disputationes LIV, De Antichristo, sectio V, obj. VI.
165) Apocalisse, XI, 7,8.
166) A. Lémann, op. cit., pag. 220.
167) A. Lémann, op. cit., pag. 220-221.
168) A. Lémann, op. cit., pag. 222.
169) San Paolo, II Tess. , II, 4.
170) San Girolamo, Ad Algasiam, q. II.
171) II ad Thessalonicenses, II.
172) Teodoreto, in II ad Thessalonicenses, II.
173) A. Lémann, op. cit., pag. 229-230.
174) P. Johnson, op. cit., pag. 611.
175) 'With Gershon Scholem: An Interview' in W.J. Dannhauser, G. S.: Jesus and Judaism in crisis, New York, 1976.
176) P. Johnson, op. cit., pagg. 612-615.
177) Da La Stampa, 10/IV/1995, pag. 7.
178) La Stampa, 22/VIII/1995, pagg. 2-3.
179) Igor Man, Contro la grande paura, in La Stampa, 6/11/95, pag. 1.
180) Comm. In I Reg., II.
181) recita il salmo.
182) Lc. 20,17-18.